Sicuramente molti medici.
Ma anche molti futuri genitori.
Proviamo a capire cosa spaventa e preoccupa rispetto alla scelta di accogliere il proprio bimbo tra le mura di casa propria o in una casa maternità...
Non molto tempo fa, più per "gioco" che seriamente, ho lanciato tramite il mio profilo facebook una specie di sondaggio a risposta aperta proprio per capire cosa le mamme e i papà pensassero del parto a casa.
La maggior parte di chi ha risposto che non partorirebbe a casa ha spiegato di avere paura che possa succedere qualcosa alla madre e soprattutto al bambino, a seguire una discreta percentuale di persone ha spiegato che il problema legato ai costi dell'assistenza sicuramente li inibirebbe nella scelta e infine un altro motivo sembra essere strettamente legato a ciò che penserebbe o pensa chi ruota intorno alla coppia, futuri nonni in particolare, ma anche amiche e medici ginecologi.
Problema dei costi a parte, che comunque quando c'è vera e totale convinzione e determinazione probabilmente può essere gestito e programmato, credo che ad oggi in pochi realmente conoscano come avviane una nascita extraospedaliera, la preparazione che c'è dietro, l'assistenza delle ostetriche e la loro formazione.
Io stessa i primissimi tempi della mia libera professione, fresca di una formazione prettamente ospedaliera e molto ignorante rispetto a ciò che ruota attorno ad una nascita a casa, pensavo che probabilmente potesse essere più rischioso partorire tra le mura domestiche rispetto alla sala parto, salvo poi ricredermi proseguendo con la formazione extrauniversitaria e grazie all'esperienza sul campo.
Molti dei medici che contestano questa scelta, d'altra parte, credo che non abbiano assolutamente un'idea realistica di come si preparino e si svolgano l'assistenza, il travaglio, il parto e il puerperio stessi. Mi chiedo quale immagine richiami loro alla mente il parto a casa: quella dell'antenata dell'inizio del secolo scorso che non aveva alternative e si affidava al destino o allo Spirito Santo, in condizioni igieniche proibitive, al freddo, senza particolare strumentazione a disposizione della levatrice se non acqua bollente e panni puliti?
E voi che state leggendo e vi sentite parte di quella maggioranza spaventata dai possibili rischi, quale immagine avete?
Partiamo dal presupposto che nessuna di noi ostetriche ambisce a finire dietro le sbarre. Uno dei nostri obiettivi primari è proprio la sicurezza di Madre e Bambino. Però assistiamo (quando le condizioni ci rassicurano, altrimenti no) le nascite a casa. Questo significa che crediamo non esistano rischi che non siano praticamente assimilabili a quelli ospedalieri, e le evidenze scientifiche attualmente a nostra disposizione ci vengono in supporto.
E poi naturalmente crediamo anche in tanto altro: nell'importanza della continuità assistenziale, della relazione One-to-One tra Donna e Ostetrica, in un'assistenza cucita su misura, nel rispetto di tempi e necessità individuali, nell'importanza del diritto di scelta della Donna...
Ecco che nasce nel 1981 l' Associazione Nazionale Culturale Ostetriche Parto a Domicilio e Casa Maternità, che ci unisce e riunisce nella condivisione di obiettivi comuni, di Linee Guida e di una formazione sempre in aggiornamento, assicurandoci il confronto costruttivo e la possibilità di crescita professionale a garanzia di serietà e sicurezza sempre maggiore per le Famiglie che ci scelgono.
Questo è un anno importante per l'Associazione, perché il 29 OTTOBRE si svolgerà il Convegno Nazionale NASCERE IN CASA SI PUO', NOI CI SIAMO, un'occasione imperdibile per informarvi sotto ogni aspetto, rassicurarvi (speriamo), sciogliere dubbi e domande.
Tutto ciò che riguarda il parto in casa, dalla scelta alla selezione, dall'assistenza fino alla gestione degli imprevisti, ma anche agli aspetti logistici, verrà affrontato da parte dei gruppi regionali delle ostetriche associate, perché non vogliamo che nulla venga lasciato al caso, vero punto di partenza per una scelta consapevole!
Il parto è un concerto suonato da un'orchestra costituita da un coordinato mix di ormoni il cui direttore è il nostro cervello emotivo.
E come in qualsiasi concerto che si rispetti, se ne disturbi il direttore l'orchestra confusa comincia a sbagliare delle note, va fuori tempo e la sinfonia dapprima si fa incerta, poi rallenta e infine si ferma.
Il cervello emotivo, chiamato Sistema Limbico, è quella parte del nostro cervello più arcaica, la più "vecchia", sede dell'istintualità. E' responsabile della secrezione degli ormoni che intervengono in tutto il processo della Nascita, dalla gravidanza fino all'accudimento, con un ruolo centrale durante il travaglio, il parto e l'immediato dopo parto: Ossitocina, Beta-Endorfine, Catecolamine e Prolattina.
E' essenziale che durante questo delicato processo, esso prevalga sulla Neocorteccia, la parte "più nuova" del cervello, sede del pensiero razionale e del controllo.
Finchè mantengo il controllo, finchè la Neocorteccia prevale, il Sistema Limbico fatica a lavorare e la produzione di questi ormoni è debole, poco efficace, come gli effetti sulle forze del travaglio.
Ma come si fa a lasciar affiorare il cervello emotivo? Come lasciar da parte il cervello nuovo?
Non esiste un comodo pulsante da disattivare al bisogno, ma tanti fattori da tenere in considerazione, anzitutto ciò che disse Michel Odent: "Partorire è come fare l'amore" (gli ormoni in gioco infatti sono esattamente gli stessi, sempre secreti dal cervello emotivo, guarda un po'!): fareste mai l'amore mentre qualcuno vi osserva, contando il tempo al fine di rientrare entro determinati parametri, magari dicendovi cosa fare per fare meglio, senza troppa discrezione, magari parlandovi, chiedendovi informazioni...in una fredda e sterile stanza di un ospedale?
Ecco, per il parto vale esattamente la stessa cosa, visti i medesimi ormoni in gioco!
Vediamo quali sono gli orchestrali!
OSSITOCINA ORMONE DELL'AMORE INTERVIENE NELL'ATTO SESSUALE, NELL'ORGASMO, NEL PARTO E NELL'ALLATTAMENTO
L'ossitocina è un ormone prodotto nell'ipotalamo, immagazzinato nell'ipofisi posteriore e infine rilasciato nel sangue materno ad impulsi inizialmente ogni 3-5 minuti ad inizio travaglio e progressivamente ad impulsi più frequenti mano a mano che ci si avvicina al parto.
Anche il feto stesso, la placenta e le membrane sembrano intervenire nella produzione di ossitocina.
La placenta, inoltre, produce l'enzima ossitocinasi che metabolizza l'ormone e permette che l'utero ne venga esposto periodicamente e non a flusso continuo.
E' l'ormone uterotonico (ovvero che provoca le contrazioni dell'utero) più potente, avvia e mantiene le contrazioni, coadiuva le spinte espulsive, facilita l'espulsione del feto e nel dopo parto previene l'eccessiva perdita di sangue dall'utero, ne favorisce il ritorno alle condizioni pregravidiche, promuove l'avvio dell'allattamento e il bonding.
BETA-ENDORFINE ORMONI DEL PIACERE SECRETE IN CONDIZIONI DI TENSIONE E DOLORE DURANTE L'ATTO SESSUALE, IL PARTO E L'ALLATTAMENTO
Le Beta-Endorfine sono oppiacei naturali (con proprietà simili a Demerol, morfina o fentanile), che possono produrre assuefazione.
Vengono prodotte dall'ipofisi in condizione di dolore o tensione, ma anche dal feto, dalle membrane e dalla placenta, aumentando la tolleranza al dolore durante il parto e producendo piacere e gratificazione.
Promuovono quello "stato alterato di coscienza" tipico del travaglio quando la Donna non viene disturbata e il suo cervello arcaico prevale sulla neocorteccia.
Favoriscono il bonding dopo il parto e il rilascio di prolattina necessario all'avvio fisiologico dell'allattamento e alla preparazione del seno.
Nel feto in travaglio favoriscono il benessere e contrastano il dolore e ne promuovono la maturazione polmonare utile al primo adattamento alla vita extra-uterina e alla respirazione polmonare.
CATECOLAMINE (ADRENALINA e NORADRENALINA) ORMONI DELLA FUGA, DELLA TRASCENDENZA E DELL'ECCITAZIONE SECRETE COME REAZIONE ALLO STRESS, ALLA PAURA, ALLA FAME, AL FREDDO E ALL'ECCITAZIONE
In travaglio vengono secrete a livelli crescenti mano a mano che esso progredisce, ma sempre a picchi corrispondenti all'apice delle contrazioni in risposta al dolore. Questi picchi promuovono il rilascio, sempre a picco, degli altri ormoni: ossitocina, beta-endorfine e precursori delle prostaglandine, in un processo circolare che autoalimenta il travaglio stesso, preparando di volta in volta la contrazione successiva ma sempre facendo in modo che la Donna riesca a gestire il dolore.
Promuovono l'adattamento respiratorio e metabolico del feto alla nascita, ne favoriscono la termoregolazione e il tono muscolare, poichè attraverso la placenta giungono ad esso.
A fine travaglio contribuiscono al riflesso di eiezione del feto.
Vengono invece secrete massivamente e non più a picchi in risposta a situazioni percepite stressanti: pericolo, ansia, tensione, paura, freddo, fame, ambiente sfavorevole. Tale produzione inibisce la risposta secretoria degli altri ormoni e il travaglio rallenta o si blocca perchè le contrazioni divengono brevi e inefficaci, il dolore aumenta.
E' la "reazione di fuga": il corpo blocca il processo del travaglio e mette in grado la madre di (s)fuggire alla situazione percepita come pericolosa per se e il nascituro. Il sangue materno viene richiamato agli organi nobili materni per permetterle la fuga, il feto potrebbe invece andare incontro alla diminuzione dell'ossigeno a disposizione.
PROLATTINA ORMONE DELLE CURE MATERNE, O DEL NIDO La Prolattina viene prodotta dall'ipofisi già in gravidanza, per preparare il seno all'allattamento, ma il progesterone ne inibisce l'effetto lattogeno fino all'espulsione della placenta quando i livelli, che erano aumentati progressivamente col progredire della gravidanza, scesi in travaglio fino ad un picco minimo a dilatazione completa, risalgono fino ad un picco massimo a 2-3 h dal parto per favorire l'avvio dell'allattamento e aumentare il bonding. I livelli di prolattina scendono nuovamente fino a toccare un picco minimo tra le 9 e le 24 h dal parto, motivo per cui è importante avviare fin dai primi momenti, e poi mantenere, il contatto continuo tra madre e neonato e l'allattamento a richiesta: esso manterrà alti i livelli di ormone e la sua funzione lattogena, ma anche l'effetto sulla fame materna (aumenta l'appetito), sullo stress (si abbassa) e sulla fertilità (che viene soppressa).
NON DISTURBATE IL DIRETTORE D'ORCHESTRA!
Abbiamo detto sopra che a dirigere cotanta orchestra c'è il Cervello Emotivo: vietato disturbarlo se vogliamo assicurare alla futura Madre il parto e la nascita che merita!
Vi riporto al paragrafo inerente le catecolamine e il loro effetto in risposta a paura, ansia, tensione, sensazione di pericolo, ma anche vergogna, senso di imbarazzo...ogni qual volta la Donna percepisce (più che altro a livello inconscio, ovviamente, grazie al signor Direttore) una situazione potenzialmente "dannosa" o anche solo non ideale per se e per il proprio bambino, ecco che il travaglio rallenta o addirittura si blocca: le contrazioni infatti divengono irregolari, più brevi, spastiche, poco efficaci, non sortiscono più l'effetto desiderato di maturazione e dilatazione del collo uterino...in gergo ostetrico si parla di distocia.
Quali situazioni possono sortire tale effetto-fuga?
Un ambiente non familiare
Troppe persone, soprattutto estranee, intorno
Sentirsi osservate/giudicate
Eccessive visite vaginali, specialmente se non giustificate
L'uso di farmaci
Manovre o interventi medici, specialmente se non giustificati o non compresi
L'uso continuo del monitoraggio cardiotocografico
Sensazione di cronometro che scorre (verso un intervento farmacologico, verso l'intervento ostetrico)
L'impossibilità di muoversi liberamente e assumere le posizioni che si desiderano
Rumori, voci, grida
Luci forti
Mancanza di intimità e privacy
Senso di imbarazzo e vergogna
Senso di impotenza, non ascolto delle esigenze o delle richieste o del birth-plan
Senso di inadeguatezza
Non comprensione di ciò che viene detto dal personale
Il personale che bisbiglia tra se o parla d'altro a voce alta
Senso di pericolo
Il cambio del turno e l'interruzione della continuità assistenziale
Mancanza di fiducia (reciproca) col personale che assiste
Non conoscenza del personale e del luogo
Recarsi in ospedale troppo presto ed essere rimandate a casa
Molto significativo il prossimo video, il trailer di un documentario dal titolo "La prestazione-Sex like birth", che in Casa Maternità Le Maree a Genova siamo solite mostrare alle coppie al corso di accompagnamento alla nascita!
E allora care future Mamme, lasciate da parte i retaggi culturali e i messaggi terroristici di chi non conosce le evidenze scientifiche e dipinge l'ospedale come unico luogo sicuro per partorire.
Siate completamente e totalmente libere di scegliere COME DOVE e CON CHI partorire: IL PARTO E' VOSTRO!!
E affinchè la vostra sia una scelta completamente libera, informatevi (dalle fonti scientifiche), riflettete, ponete tutte le varianti sui piatti della bilancia e quindi scegliete sulla base del vostro personale ed individuale sentire e sul vostro personalissimo ed indiscusso vissuto e non abbiate a quel punto timore della scelta, poichè sarà di certo quella giusta per voi!
Come spiegare a chi sostiene che il parto in casa è pericoloso, che la maggior parte degli interventi medici attuati in ospedale durante un parto sono proprio la conseguenza stessa di altri interventi medici non necessari e perpetrati ugualmente per il semplice voler avere il controllo su un evento che meno lo si controlla e meno lo si forza e meglio andrà? Come spiegare, quindi, che la sicurezza del parto non è strettamente e necessariamente collegata all'ospedale,o alla presenza del medico di guardia o alla possibilità di usare farmaci o intervenire con manovre, ma anzi che spesso sono proprio tali disponibilità (di medici, di farmaci, di macchinari...) a renderne l'uso stesso più frequente anche se non necessario? Non sarà, piuttosto, cheil parto è sicuro nella misura in cui lo si lascia stare? Sapete che mamma gatta se disturbata in travaglio non partorisce più? Una delle obiezioni più frequenti quando si chiacchiera di parto in casa è proprio la questione sicurezza, socialmente riconosciuta dalla quasi unanimità nella sala parto del reparto di ostetricia e nell'adiacente sala operatoria pronta ad ogni evenienza. Ma perchè, in ospedale va sempre tutto liscio??? Ne siamo certi? Quanti racconti di parto sembrano storie dell'orrore? Quante donne rivendicano il proprio parto, vissuto come un'imposizione, una forzatura o a volte una violenza? E quanti travagli e parti si complicano nel momento in cui li si forza? Con un'induzione, magari, o con l'uso dell'ossitocina per accelerare, con l'uso di posizioni innaturali (ma comode per chi assiste) o la costrizione di un monitoraggio continuo, con visite vaginali troppo frequenti e ingiustificate, episiotomie evitabili, il cambio di turno delle ostetriche e l'interruzione della continuità assistenziale, quell'orologio guardato con insistenza e il timer che avanza inesorabile verso la necessità di intervenire secondo protocollo? Siamo certe che tutto ciò rientri nei nostri canoni di sicurezza? Siamo certe che tutto ciò ci faccia realmente sentire sicure? Oppure lo pensiamo perchè ci è stato detto che è così? Ovvio che se non conosco l'alternativa sono portata a pensare che quello sia il meglio.... Il mio intento non vuol essere screditare il parto ospedaliero, ci sono strutture veramente valide ed accoglienti e ostetriche grandiose anche in ospedale. Il mio intento è stimolare alla riflessione personale, onde valutare con cognizione di causa ciò che è meglio per se stesse e per la propria situazione e il proprio vissuto personale, senza lasciare che a decidere per noi sia la società, il sentire comune, il giudizio esterno, la paura di ciò che non si conosce o paure inculcate da qualcuno a cui a propria volta sono state inculcate. Se decido di partorire in ospedale devo essere consapevole che esistono dei protocolli, delle gerarchie, delle tempistiche. Devo essere consapevole che non ho solamente diritti ma anche doveri. Che posso chiedere ma non per forza ottenere...devo essere consapevole di non essere a casa mia. Se decido di partorire in casa devo essere consapevole che il parto è mio, che mi assumo delle responsabilità, per me e per il mio bambino, e che anche qui esistono dei protocolli a garanzia della mia sicurezza. Certo i numeri in Italia attualmente non sono sufficienti a dimostrare la sicurezza del parto domiciliare, ma altri paesi dove il parto in casa è una realtà più datata hanno prodotto studi attendibili e su larghi numeri a dimostrarlo. Addirittura il NICE, autorità internazionale in materia di linee guida scientificamente valide, consiglia il parto in casa alle donne considerate a basso rischio ostetrico. Cosa si intende per "basso rischio ostetrico"? Fondamentalmente lo strumento più funzionale che abbiamo a disposizione per garantire un parto rispettato e indisturbato tra le mura di casa IN SICUREZZA! Il basso rischio è un concetto di SELEZIONE DINAMICA attraverso il quale le ostetriche, valutando attentamente la storia e il vissuto della futura madre e le sue condizioni di salute psicofisica, ad ogni bilancio di salute e continuamente durante il travaglio e il parto, sono in grado di riconoscere il discostarsi dalla fisiologia fin dai suoi primi accenni in modo da poter intervenire per tempo trasferendo la madre in ospedale in sicurezza evitando di trovarsi nella situazione di emergenza. In base a questo concetto, non servono ambulanze sotto casa, sale operatorie mobili e collegamenti con gli elicotteri, come simpaticamente suggeriva qualcuno a scopi terroristici ma denotando forte ignoranza. E' sufficiente un contatto col 118 e con l'ospedale di riferimento, da attivare quando si arriva a casa della futura mamma e chiudere a conclusione delle prime ore dopo il parto, quando le ostetriche, dopo un ultimo controllo al benessere psicofisico di mamma e bimbo, vanno a casa pronte a tornare l'indomani! Il 118 e l'ospedale saranno semplicemente pronti ad intervenire e ad attrezzarsi per gestire un trasferimento, raramente un'emergenza. E anche in caso di emergenza, le ostetriche che assistono a casa sono formate e regolarmente aggiornate per assistere madre e bambino in attesa del trasferimento in ospedale (situazione peraltro molto rara grazie a quel concetto di selezione dinamica di cui sopra). Eppure c'è ancora chi crede che partorire in casa sia pericoloso, addirittura da incoscienti! Ma quale madre metterebbe mai a repentaglio la salute del proprio bimbo? E quale ostetrica rischierebbe la propria reputazione e professionalità giocando con la salute di una madre e un bambino? A conclusione, vorrei invitare chiunque stia leggendo a visitare il sito dell'Associazione Nazionale Culturale Ostetriche Parto a Domicilio e Casa Maternità di cui noi 5 ostetriche della Casa Maternità Le Maree di Genova facciamo parte e seguiamo le Linee Guida a garanzia della formazione, dell'aggiornamento continuo e della professionalità con cui assistiamo a domicilio. E invito tutte quelle mamme genovesi e liguri interessate ad approfondire l'argomento a contattarci tramite i nostri canali per incontrarci!
Insieme alle colleghe ostetriche libere professioniste genovesi e all'impegno di Luana Ciambellini, stiamo portando avanti un progetto perchè anche in Liguria le donne possano scegliere il luogo del parto e pertanto la raccolta firme serve ad ottenere il rimborso delle spese riguardanti il parto domiciliare, poichè solo così si potrà veramente parlare di libertà di scelta del luogo del parto, perciò....
firmate numerosi e girate la petizione!!!!
Nascere è gioia, non malattia. Non è forse la cosa più naturale del mondo .... nascere? I bambini sanno nascere e le mamme partorire, basta solo ascoltare il proprio corpo ed essere accompagnate e assistite da personale qualificato e professionale come le ostretiche. Una donna, una madre, deve sentirsi libera di scegliere dove partorire senza avere preoccupazioni delle spese e dei costi elevati dei servizi che dovrebbero essere un aiuto dalla comunità. Ha il diritto di partorire in un luogo protetto, naturale e sicuro, quale posto migliore se non casa propria? La Regione, attraverso la Asl di appartenenza, potrebbe erogare alla famiglia che decide di avere il bambino nella sua casa o in casa maternità l’equivalente del costo medio di una degenza ospedaliera di madre e neonato per il parto e puerperio fisiologico. In pratica, si tratterebbe di un semplice “spostamento di fondi”, senza nessun tipo di aggravio per la spesa sanitaria già prevista per ogni nascita. Forse non tutti sanno che l'Emilia Romagna rimborsa fino all'80% della spesa per coloro che partoriscono a domicilio. Oppure, che in Piemonte il parto a domicilio è uno dei servizi che forniscono le stesse ostetriche della ASL (gratuitamente, dunque). Inutile dire che in questo modo si risparmiano anche soldi pubblici, dal momento che il rimborso per un parto in casa è minore del costo di un parto spontaneo in ospedale, compresa degenza (in genere di tre giorni), ginecologo, anestesista, eccetera. A supporto della nostra richiesta aggiungiamo le seguenti considerazioni: - L'Organizzazione Mondiale della Sanità afferma che «la donna deve avere la possibilità di partorire in un luogo che sente sicuro, al livello più periferico possibile in cui sia possibile fornire assistenza appropriata e sicurezza. Per donne con gravidanze a basso rischio, tali luoghi posso essere la casa, le case maternità, gli ospedali» ("Care in Normal Birth: a Practical Guide", Report of a technical Working Group, WHO Publication no. WHO/FRH/MSM/96.24, Geneva); - il Parlamento Europeo, con la risoluzione A2 – 38/88 (Carta Europea dei diritti della partoriente), considera tra i diritti della partoriente che sia assicurata «l'assistenza adeguata qualora venga scelto il parto a domicilio, compatibilmente con le condizioni psicofisiche della partoriente e del nascituro e con le condizioni ambientali»; - la pratica del parto a domicilio è ampiamente diffusa in alcuni paesi del Nord Europa, in particolare l'Olanda e l'Inghilterra, risultando sicura, sia per il bambino che per la mamma, grazie all'applicazione di protocolli internazionali riconosciuti . in Italia il 24 aprile 2000, è stato adottato il “Progetto obiettivo materno-infantile relativo al Piano sanitario nazionale per il triennio 1998-2000”. Detto provvedimento ha indicato, quali obiettivi da perseguire nell'assicurare i livelli essenziali di assistenza, “la tutela della salute della donna in tutte le fasi della vita con particolare riferimento... al sostegno del percorso nascita, all'assistenza alla gravidanza fisiologica…”, nonché l'attivazione di “processi assistenziali tendenti alla sempre maggiore umanizzazione dell'evento nascita, coniugando la possibilità di far coesistere la sicurezza per la partoriente ed il nascituro ed il rispetto di quanto desiderato dalla donna in questa fase così delicata del suo ciclo vitale” e di “processi di assistenza domiciliare puerperale”. Vi preghiamo di firmare anche se non abitate in Liguria ma per spirito di solidarietà."
testo tratto dalla descrizione della petizione "Per la libertà di scelta del luogo del parto e il rimborso economico del parto a domicilio in Liguria", promossa da Luana Ciambellini su AVAAZ.org
Casa propria è il luogo più intimo, familiare e sicuro per partorire e poter avviare serenamente e consapevolmente quello speciale rapporto di conoscenza e di relazione con il proprio bimbo che si costruisce passo dopo passo dai primi istanti dopo la nascita. Ma non sempre è possibile nascere in casa! Alcuni genitori non se la sentono, altri subiscono le influenze di amici o parenti contrari, qualcuno non può permetterselo economicamente visto che in molte regioni italiane non esiste ancora la possibilità del rimborso, qualcuno ha paura, altri hanno paura di ciò che potrebbe pensare il proprio medico o del giudizio dei propri cari... Una buona via di mezzo potrebbe essere quella di trascorrere buona parte del proprio travaglio a domicilio, magari assistite da un'ostetrica di fiducia, partorire in ospedale, accompagnate dalla stessa ostetrica, e dopo poche ore dal parto (solitamente le due ore di post-partum) firmare per la propria "dimissione protetta", ovvero andare a casa propria sotto la responsabilità di questa professionista di fiducia che nella prima settimana andrà a casa della coppia dalle due alle tre volte al giorno per effettuare tutti i controlli del benessere materno e neonatale e sarà sempre reperibile telefonicamente per qualsiasi dubbio, domanda o problema!
immagine tratta da it.123rf.com
L'ostetrica accompagna con dolcezza, discrezione e rispetto la nascita di questa relazione nell'ambiente casalingo attraverso: -i controlli più "tecnici" alla neomamma: involuzione uterina, controllo delle lochiazioni, controllo dell'eventuale sutura perineale, controllo della funzionalità vescicale e di quella intestinale, igiene... -i controlli del neonato: peso, funzionalità intestinale e vescicale, nutrizione, idratazione, prelievi di sangue dal tallone per gli screenings neonatali... -aiuto pratico e sostegno nell'allattamento -aiuto nell'igiene del neonato: bagnetto, cura del moncone ombelicale, cambio del pannolino -sostegno ai genitori nel primo accudimento del neonato/pianto/ritmi sonno-veglia... I primi momenti, le prime ore e i primi giorni dopo la nascita sono particolarmente delicati per l'avvio della relazione mamma/bambino, ma anche di quella papà/bambino e della coppia col nuovo arrivato. Ci si conosce, ci si odora, ci si guarda. I 5 sensi sono al culmine della propria attività, sia per i genitori che per il nuovo nato. In fondo, siamo mammiferi anche noi e per i mammiferi i 5 sensi sono tutto, specialmente in un momento così delicato in cui una madre riconosce il proprio "cucciolo" e lui riconosce i propri genitori. Come per la nascita l'ormone responsabile di tutto ciò è l'ossitocina, l'ormone dell'amore! E come nella nascita, l'ossitocina ha bisogno dell'ambiente "giusto" per agire secondo natura...un ambiente intimo, familiare, accogliente, rispettoso, non disturbante....casa propria, insomma! Emanuela Rocca