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venerdì 7 ottobre 2016

Chi ha paura del parto a casa? (E perchè?)

Sicuramente molti medici.
Ma anche molti futuri genitori.

Proviamo a capire cosa spaventa e preoccupa rispetto alla scelta di accogliere il proprio bimbo tra le mura di casa propria o in una casa maternità...

Non molto tempo fa, più per "gioco" che seriamente, ho lanciato tramite il mio profilo facebook una specie di sondaggio a risposta aperta proprio per capire cosa le mamme e i papà pensassero del parto a casa.
La maggior parte di chi ha risposto che non partorirebbe a casa ha spiegato di avere paura che possa succedere qualcosa alla madre e soprattutto al bambino, a seguire una discreta percentuale di persone ha spiegato che il problema legato ai costi dell'assistenza sicuramente li inibirebbe nella scelta e infine un altro motivo sembra essere strettamente legato a ciò che penserebbe o pensa chi ruota intorno alla coppia, futuri nonni in particolare, ma anche amiche e medici ginecologi.

Problema dei costi a parte, che comunque quando c'è vera e totale convinzione e determinazione probabilmente può essere gestito e programmato, credo che ad oggi in pochi realmente conoscano come avviane una nascita extraospedaliera, la preparazione che c'è dietro, l'assistenza delle ostetriche e la loro formazione.
Io stessa i primissimi tempi della mia libera professione, fresca di una formazione prettamente ospedaliera e molto ignorante rispetto a ciò che ruota attorno ad una nascita a casa, pensavo che probabilmente potesse essere più rischioso partorire tra le mura domestiche rispetto alla sala parto, salvo poi ricredermi proseguendo con la formazione extrauniversitaria e grazie all'esperienza sul campo.
Molti dei medici che contestano questa scelta, d'altra parte, credo che non abbiano assolutamente un'idea realistica di come si preparino e si svolgano l'assistenza, il travaglio, il parto e il puerperio stessi. Mi chiedo quale immagine richiami loro alla mente il parto a casa: quella dell'antenata  dell'inizio del secolo scorso che non aveva alternative e si affidava al destino o allo Spirito Santo, in condizioni igieniche proibitive, al freddo, senza particolare strumentazione a disposizione della levatrice se non acqua bollente e panni puliti?
E voi che state leggendo e vi sentite parte di quella maggioranza spaventata dai possibili rischi, quale immagine avete?

Partiamo dal presupposto che nessuna di noi ostetriche ambisce a finire dietro le sbarre. Uno dei nostri obiettivi primari è proprio la sicurezza di Madre e Bambino. Però assistiamo (quando le condizioni ci rassicurano, altrimenti no) le nascite a casa. Questo significa che crediamo non esistano rischi che non siano praticamente assimilabili a quelli ospedalieri, e le evidenze scientifiche attualmente a nostra disposizione ci vengono in supporto.
E poi naturalmente crediamo anche in tanto altro: nell'importanza della continuità assistenziale, della relazione One-to-One tra Donna e Ostetrica, in un'assistenza cucita su misura, nel rispetto di tempi e necessità individuali, nell'importanza del diritto di scelta della Donna...

Ecco che nasce nel 1981 l' Associazione Nazionale Culturale Ostetriche Parto a Domicilio e Casa Maternità, che ci unisce e riunisce nella condivisione di obiettivi comuni, di Linee Guida e di una formazione sempre in aggiornamento, assicurandoci il confronto costruttivo e la possibilità di crescita professionale a garanzia di serietà e sicurezza sempre maggiore per le Famiglie che ci scelgono.


Questo è un anno importante per l'Associazione, perché il 29 OTTOBRE si svolgerà il Convegno Nazionale NASCERE IN CASA SI PUO', NOI CI SIAMO, un'occasione imperdibile per informarvi sotto ogni aspetto, rassicurarvi (speriamo), sciogliere dubbi e domande.
Tutto ciò che riguarda il parto in casa, dalla scelta alla selezione, dall'assistenza fino alla gestione degli imprevisti, ma anche agli aspetti logistici, verrà affrontato da parte dei gruppi regionali delle ostetriche associate, perché non vogliamo che nulla venga lasciato al caso, vero punto di partenza per una scelta consapevole!


Vi aspettiamo mi raccomando ;-)



lunedì 11 luglio 2016

La SCELTA di tutto ciò che ruota attorno alla maternità è come entrare in una GALLERIA



Se la vita è fatta di scelte da compiere, il periodo della maternità è l'inizio di tutta una serie di scelte  di grande responsabilità, visto e considerato che non riguardano solamente la Madre ma anche il Nascituro, fin da quando esso non è che un desiderio e un pensiero nella mente dei suoi genitori!

Si sceglie anzitutto di essere disposte a dedicare uno spazio dentro di sè, emotivo e mentale prima che fisico, per un'altra persona, mettendo da parte un pezzettino di se stesse per dar la priorità ad essa.
Si sceglie quindi di lasciare che questo spazio, da mentale ed emotivo diventi fisico con la gravidanza, dopo aver valutato e scelto quello che si riteneva essere il tempo migliore per fare questo spazio.
A quel punto ecco che si presentano le prime necessarie scelte "pratiche" come il/la professionista dal quale farsi accompagnare attraverso i bilanci di salute in gravidanza e nella preparazione alla nascita e le tempistiche per effettuare i primi controlli, ecografico ed ematochimici.
Tali scelte sono estremamente connesse tra loro poichè dall'impostazione del primo ne dipendono i secondi. Scegliendo ad esempio un ginecologo probabilmente i controlli potrebbero essere più frequenti ed in numero superiore, mentre facendosi accompagnare da un'ostetrica l'approccio potrebbe essere meno medicalizzato.
Si valuta se effettuare solamente i controlli previsti per la gravidanza fisiologica o se approfondirli con altre indagini, si sceglie quando astenersi dal lavoro, l'ospedale di riferimento per il parto o se intraprendere il percorso per partorire in casa, quindi si sceglie in riferimento ai primi controlli al neonato alla nascita e all'eventuale somministrazione di farmaci o integratori, ma si sceglie persino il destino della propria placenta!
Nato il bimbo si sceglie un pediatra, quindi si sceglie se allattare o meno, quando e come svezzare, se vaccinarlo o meno e quando e in che misura.
Si sceglie di adoperare i pannolini usa e getta oppure quelli lavabili, si sceglie il passeggino e anche di portare in fascia.
Si sceglie di farlo dormire con se, oppure no.
Proseguendo si sceglie se valutare di affidarlo ai nonni, se presenti, in vista del ritorno al lavoro, oppure ad un asilo nido, quindi si sceglie la materna, poi la scuola elementare, lo sport da fargli fare e poi le scuole medie....

Dal momento in cui si SCEGLIE di condividere la propria vita con un figlio, quante SCELTE!!!

E compierle è un po' come entrare in una galleria che porta ad una meta (la vita con un figlio, appunto). La strada principale, che si staglia davanti a se, è il risultato di tutta la serie di scelte che si sono compiute sognando, immaginando e quindi concretizzando quella meta. E più le scelte sono consapevoli, frutto di una buona informazione e dell'interiorizzazione dei risvolti ad esse connessi, maggiormente quella strada sarà liscia, avrà corsie larghe e ben segnate e la galleria sarà illuminata.

                                     

Al contrario, quanto più tali scelte saranno un semplice seguire il flusso dei mezzi che percorrono tale strada, tanto più il terreno potrebbe essere sconnesso, mal segnato e la galleria scarsamente illuminata, potremmo dire che il cammino è INCERTO...perchè frutto di scelte compiute inconsapevolmente (senza una buona informazione a sostenerle) o addirittura compiute da altri!


Riuscite a capire quanto è importante quindi che le nostre SCELTE  appoggino su BASI SOLIDE?
Ma la metafora della galleria non si ferma qui!
Anche la scelta più consapevole e solida può e deve essere riconsiderata alla luce di nuovi risvolti. La vita quotidiana è dinamica, le situazioni cambiano, possono accadere fatti che costringono a rimettersi in discussione e cambiare determinate scelte in altre nuove o diverse ma più calibrate per la nuova situazione. Ecco che percorrendo la galleria possiamo imboccare un'uscita di emergenza o uno svincolo, che portano ad un altro percorso, evidentemente migliore per quel momento.  Le uscite di emergenza e gli svincoli stanno lì ad indicarci la possibilità reale di cambiare una scelta in un'altra al bisogno, senza che cambi la meta finale (la vita col figlio), poichè sono solamente strade diverse che portano ad essa!

Rivedere una scelta e cambiarla strada facendo in caso se ne presenti la necessità non è una sconfitta, ma un forte senso di maturità e responsabilità, qualità così importante in un genitore!!!!
Buone SCELTE  a tutti!!