Siamo alla vigilia della SAM 2016, la Settimana Mondiale dell'Allattamento, e ho voglia di mettere giù alcune riflessioni che da un po di tempo a questa parte mi frullano nella testa e vorrei condividere con chi avrà voglia di leggerle.
Le neomamme ci chiedono spesso aiuto e sostegno nell'intraprendere e avviare al meglio l'allattamento al seno o accompagnarle attraverso una cultura che preferisca l'alto contatto, il contenimento del neonato, il portarlo addosso e il dormire con lui.
Oggi però veniamo chiamate (magari da quelle stesse madri) anche per aiutarle a smettere o diminuire il ritmo con cui i figli chiedono il seno perché i bimbi sono grandi e non accennano a staccarsi quanto piuttosto a continuare un allattamento a richiesta che per esse alla lunga diviene talvolta "soffocante" e percepito come una carenza di libertà e tempo per se o addirittura una dipendenza !
Oggi (magari quelle stesse madri) ci chiamano per aiutarle a gestire un bambino percepito come molto dipendente da loro, che vuol stare solo in braccio, che magari non accetta nessun altro, dorme solo con loro e piange non appena esse si allontanano o non appena viene avvicinato o affidato ad altre persone...
Oggi tante, sempre più mamme, si sfogano nei gruppi sui social dove esprimono fatica, frustrazione e talvolta senso di soffocamento di fronte ad un rapporto che le vede a totale disposizione affettiva e nutrizionale del proprio bambino, tanto da chiedere conferma sul proprio agire o addirittura chiedere come fare per "alleggerire" tale rapporto!
Non vale per tutte le madri e tutti i bambini, questo sia chiaro.
Né mi permetterei di criticare la teoria dell'attaccamento né il valore dell'allattamento, anche di un bimbo più grande, che invece sostengo a spada tratta!
Si tratta di riflessioni....che sta succedendo?
Parlare di allattamento a richiesta ad esempio ha una certa valenza se pensiamo al neonato e al bambino fino allo svezzamento, mentre ne ha tutt'altra se pensiamo ad un bambino di due anni.
Se per il neonato l'allattamento a richiesta è il meglio a livello nutrizionale poiché gli permette di ricevere quantitativamente e qualitativamente ciò che in quel momento gli serve inviando messaggi ben precisi alla ghiandola mammaria che reagisce di conseguenza regolando la propria produzione, è anche vero che un bimbo completamente svezzato non ha più bisogno di tali ritmi a livello nutrizionale poiché riceve (o dovrebbe ricevere) tutti i nutrienti dall'alimentazione solida che ormai dovrebbe essere consolidata.
Certo il seno non è solo nutrizione, è vero! Per un neonato è contenimento, abbraccio, coccola: è ritrovare quelle particolari sensazioni che aveva vissuto nel ventre materno fino a poco prima!
Per un neonato, appunto! Perché conosciamo il valore dell'esogestazione, di quei nove mesi/un anno in cui per un corretto sviluppo emotivo e psicofisico occorre assicurargli condizioni quanto più simili a quelle dell'utero, e il seno è una risposta universale, non si può sbagliare!
Il bimbo però cresce e sviluppa molte capacità tra cui l'indipendenza; certo un bimbo cresciuto nell'alto contatto è facilitato proprio in questa acquisizione, è vero, dovrebbe essere un individuo maggiormente sicuro di sé poiché nato e cresciuto in una situazione molto rassicurante e confortante emotivamente e affettivamente parlando! Ma allora come dovrebbe evolvere a quest'età il significato del seno materno per lui? E' ancora il (solo) mezzo che gli da tale rassicurazione? E in che misura? Fino a che punto è corretto (per il suo sviluppo) che sia l'unico mezzo, o quasi, perché il bambino sia rassicurato circa il rapporto emotivo-affettivo con la madre? Quanto tempo e spazio potrebbe togliere allo sviluppo di un diverso modo di rapportarsi tra mamma e bambino tenendo conto delle sue tappe evolutive?
Non mi è mai piaciuto sentir parlare di bimbi che "usano il seno come cuccio", ma forse riflettendo non mi piace quando si tratta di neonati. Perché per un neonato il seno è effettivamente anche rassicurazione e consolazione. Ma per un bimbo, ad esempio, di due anni...quanto si può dire che sia sempre corretto e utile nell'ottica della sua maturazione affettivo-relazionale attaccarsi al seno materno a scopo appunto emotivo e di rassicurazione (chiarito che non è più essenziale a scopo nutrizionale) a richiesta (intendiamoci, la coccola al seno la sera prima di nanna o al mattino nel lettone appena sveglio, piuttosto che quando il bimbo si fa male o in situazioni molto particolari e circoscritte, perché no!!)? E quanto è giusto per la madre? Ho sempre pensato che se per mamma e bimbo un'abitudine, un comportamento o un modo di relazionarsi sono ben accetti da ambo le parti, se rendono felici e soddisfatte ambo le parti, allora siano quelli giusti per loro. Ma molto spesso una delle due parti, nello specifico la mamma, alla lunga avverte la fatica e il peso (talvolta la frustrazione) di tale "dipendenza" in modo crescente. Quante mamme che allattano a richiesta un bimbo "grande" non si sentono molto vincolate da tale relazione? Legate da sentirsi talvolta un pochino "soffocare"? Da desiderare maggior indipendenza? Un occhio in più al proprio lato femminile e anche sessuale? Quante non hanno percepito il desiderio di trovare altri modi/tempi/spazi con cui relazionarsi col proprio bimbo senza percepire che egli non cerchi in loro solamente la tetta? Senza sentirsi "una tetta"! Quante mamme sento preoccupate che il bimbo le desideri solamente per la tetta per poi perdere interesse!
Se la madre è frustrata e infastidita pensiamo realmente che il bambino non lo percepisca??? Pensiamo sul serio che un seno dato a richiesta con fastidio e frustrazione mantenga i suoi benefici???
Probabilmente il bambino percepisce tali sentimenti e non riuscendo a dar loro un nome si attacca ancora di più a tale relazione seno-mediata in quanto più familiare, immediato e utilizzato mezzo di rassicurazione legato alla figura di sua madre. Dando vita ad un circolo vizioso....
Ora proviamo a rovesciare la medaglia....
...Siamo sicuri che la "dipendenza" dal seno talvolta non parta proprio dalla mamma? Una mamma che per prima vede nel rapporto seno-mediato con il figlio il modo più rassicurante ed immediato per interagire con lui in ogni situazione? L'unico che rappresenti per lei una strada ben solcata e di sicuro successo? Quella strada che magari all'inizio è stata un pochino in salita ma che con l'aiuto di qualcuno è presto divenuta una facile discesa? E' vero infatti che offrendo il seno al neonato non si sbaglia! Ha fame, sete, sonno, bisogno di rassicurazione e consolazione, mal di denti, mal di pancia? Al seno il neonato si calma praticamente sempre! Evviva il seno! Potremmo dire che rende tutto più facile: potenzialmente non ho bisogno di interpretare i bisogni che il bambino manifesta attraverso il pianto non sapendo esprimerli diversamente, quindi poco importa se sia fame o stanchezza, il seno è la risposta. Ma il neonato cresce, diviene un bimbo che impara a manifestare i bisogni in modi diversi e sempre più chiari. Se comunque la risposta resterà sempre e comunque il seno (poiché come detto sopra di facile ed immediata attuazione e di sicuro risultato), come posso pretendere una volta che mi sarà stancata di tale "dipendenza" che lui accetti di buon grado risposte di diverso tipo? E inoltre, sarò capace io, madre, di rispondere con diverse modalità di interazione ai diversi bisogni espressi? Probabilmente capace sì, solo che non lo so perché non l'ho mai fatto avendo a disposizione il seno, risposta universale.
Non me ne vogliate mamme, le mie sono riflessioni, spunti, nulla di universalmente applicabile, sappiamo che non ci sono regole fisse e che ogni mamma conosce al meglio il proprio bimbo e solo lei sa la risposta.
Vi regalo questi spunti, ciascuna nel suo intimo saprà bene che farsene!
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mercoledì 28 settembre 2016
venerdì 28 febbraio 2014
Allattamento al seno: Mamme credete in voi!!
In questi giorni tanti, troppi, racconti di parti vissuti negativamente, di mamme in travaglio che si sentono sole, lasciate a se stesse, nella paura di non sapere cosa sta accadendo dentro di loro, in un posto che è tutto eccetto che familiare ed intimo quando ormai è noto a tutti che la condizione necessaria affinchè le forze del travaglio compiano il loro corso fisiologico è proprio un ambiente intimo e familiare...
E quanti racconti di allattamenti che faticano a cominciare, di seni gonfi e duri e rossi e dolenti e di neonati che faticano ad attaccarvisi, di aggiunte di latte formulato "consigliate" (ma potremmo dire quasi "imposte") spesso con troppa leggerezza, di terrorismo su un calo di peso ritenuto eccessivo, su un bimbo che ciuccia troppo poco, su un latte che manca....su un seno che non produce abbastanza latte...o che lo produce scarsamente nutritivo....
Una neomamma è sicuramente più vulnerabile e sensibile di fronte a tutto questo.
Ci si sente inadeguate, spaventate di fronte ad un piccolo essere che dipende in tutto e per tutto da noi, che all'inizio sembra volere tutto e il contrario di tutto e non si capisce come rispondervi.
Tutto questo corredato da un quadro ormonale che sicuramente non aiuta!
Allora che fare?
Non esistono risposte preconfezionate che si confacciano ad ogni mamma. Ogni mamma è diversa, ogni seno è diverso, ogni neonato è diverso (che meraviglia, è la Natura!!!!), solamente il sostegno e il consiglio cuciti su misura per ciascuna di voi possono realmente fare la differenza!
Anzitutto, care Mamme, credete in voi! La Natura ha preposto il corpo femminile per crescere dentro di sè il bambino e portarlo alla maturazione, per partorirlo e poi nutrirlo al meglio mediante l'allattamento al seno. Non è possibile che il latte sia nutrizionalmente carente, il latte non è acqua, mai!!!!
Tornate a conoscervi, ad ascoltarvi! Il vostro corpo sa esattamente ciò che sta accadendo e ve lo comunica...occorre re-imparare ad ascoltarlo e ad avere fiducia in lui, nelle sue capacità e potenzialità!
Non delegate altri a dare risposte che potete avere da voi stesse!
Informatevi già durante la gravidanza rispetto all'allattamento e al meccanismo della domanda e dell'offerta, nonchè ai benefici dell'attacco precoce, del rooming-in fin dalla nascita, del contatto pelle-a-pelle più precoce possibile, dell'allattamento a richiesta, dell'importanza di non dare alcuna aggiunta di soluzione glucosata o latte formulato al neonato, soprattutto mediante biberon.
Siate forti nella convinzione che le madri siete voi, i bambini sono i vostri e voi sapete cosa è meglio per loro più di chiunque altro!
E, soprattutto, non lasciatevi mai "strappare" il vostro legittimo diritto di scegliere consapevolmente per voi e i vostri bambini: un'aggiunta di latte formulato o di glucosata non deve mai, per nessun motivo, essere imposta nè consigliata mediante il terrorismo psicologico inerente la salute del bambino, nè tantomeno somministrata senza il vostro consenso e senza che voi ne siate a conoscenza!!!
Il consiglio successivo è quello di cercare l'aiuto di una professionista esperta in allattamento. L'ideale sarebbe conoscerla prima della nascita, fare due chiacchiere con lei per capire anzitutto se a pelle ci si piace, quale siano le sue idee, la sua preparazione e la sua esperienza, per poi avere già un punto di riferimento sicuro da poter chiamare all'occorrenza una volta tornate a casa dall'ospedale. Tante volte solo il fatto di sapere che esiste una persona di cui ci si fida e di esperienza da poter chiamare in caso di necessità colma il 50% dei timori e delle ansie della neomamma!
E quanti racconti di allattamenti che faticano a cominciare, di seni gonfi e duri e rossi e dolenti e di neonati che faticano ad attaccarvisi, di aggiunte di latte formulato "consigliate" (ma potremmo dire quasi "imposte") spesso con troppa leggerezza, di terrorismo su un calo di peso ritenuto eccessivo, su un bimbo che ciuccia troppo poco, su un latte che manca....su un seno che non produce abbastanza latte...o che lo produce scarsamente nutritivo....
Ci si sente inadeguate, spaventate di fronte ad un piccolo essere che dipende in tutto e per tutto da noi, che all'inizio sembra volere tutto e il contrario di tutto e non si capisce come rispondervi.
Tutto questo corredato da un quadro ormonale che sicuramente non aiuta!
Allora che fare?
Non esistono risposte preconfezionate che si confacciano ad ogni mamma. Ogni mamma è diversa, ogni seno è diverso, ogni neonato è diverso (che meraviglia, è la Natura!!!!), solamente il sostegno e il consiglio cuciti su misura per ciascuna di voi possono realmente fare la differenza!
Anzitutto, care Mamme, credete in voi! La Natura ha preposto il corpo femminile per crescere dentro di sè il bambino e portarlo alla maturazione, per partorirlo e poi nutrirlo al meglio mediante l'allattamento al seno. Non è possibile che il latte sia nutrizionalmente carente, il latte non è acqua, mai!!!!
Tornate a conoscervi, ad ascoltarvi! Il vostro corpo sa esattamente ciò che sta accadendo e ve lo comunica...occorre re-imparare ad ascoltarlo e ad avere fiducia in lui, nelle sue capacità e potenzialità!
Non delegate altri a dare risposte che potete avere da voi stesse!
Informatevi già durante la gravidanza rispetto all'allattamento e al meccanismo della domanda e dell'offerta, nonchè ai benefici dell'attacco precoce, del rooming-in fin dalla nascita, del contatto pelle-a-pelle più precoce possibile, dell'allattamento a richiesta, dell'importanza di non dare alcuna aggiunta di soluzione glucosata o latte formulato al neonato, soprattutto mediante biberon.
Siate forti nella convinzione che le madri siete voi, i bambini sono i vostri e voi sapete cosa è meglio per loro più di chiunque altro!
E, soprattutto, non lasciatevi mai "strappare" il vostro legittimo diritto di scegliere consapevolmente per voi e i vostri bambini: un'aggiunta di latte formulato o di glucosata non deve mai, per nessun motivo, essere imposta nè consigliata mediante il terrorismo psicologico inerente la salute del bambino, nè tantomeno somministrata senza il vostro consenso e senza che voi ne siate a conoscenza!!!
Il consiglio successivo è quello di cercare l'aiuto di una professionista esperta in allattamento. L'ideale sarebbe conoscerla prima della nascita, fare due chiacchiere con lei per capire anzitutto se a pelle ci si piace, quale siano le sue idee, la sua preparazione e la sua esperienza, per poi avere già un punto di riferimento sicuro da poter chiamare all'occorrenza una volta tornate a casa dall'ospedale. Tante volte solo il fatto di sapere che esiste una persona di cui ci si fida e di esperienza da poter chiamare in caso di necessità colma il 50% dei timori e delle ansie della neomamma!
...e infine...
...Credeteci, voi potete....
e noi siamo con voi!!
domenica 23 giugno 2013
CONCORSO FOTOGRAFICO ESTATE 2013 di Percorsi Nascita Genova "Anche in vacanza allatto dappertutto"
Finalmente l'estate è arrivata e con lei il nostro...
CONCORSO FOTOGRAFICO
ESTATE 2013
"Anche in vacanza allatto dappertutto"
Allattare il proprio bimbo ovunque ci si trovi è il gesto più naturale ed umano che ci sia.
E' una necessità per mamma e bimbo, non è mai esibizionismo ed ostentazione, come spesso si viene accusate da alcuni "benpensanti".
L'abbiamo manifestato ad ottobre scorso e a maggio di quest'anno in piazza.
Non sarebbe stato necessario se il clima che si respira fosse stato meno giudicante e la mentalità di alcune persone fosse stata maggiormente aperta...
Portiamo avanti questo messaggio anche attraverso le fotografie delle nostre vacanze!
REGOLAMENTO DEL CONCORSO:
- Concorrono le foto che vi ritraggono mentre allattate in vacanza, ovunque siate state
- Si può partecipare solamente con una foto ciascuna
- Postate la foto sulla pagina facebook dell'evento che trovate al seguente link: CONCORSO FOTOGRAFICO ESTATE 2013 "Anche in vacanza allatto dappertutto"
- Taggatevi in modo che i vostri amici vi possano votare cliccando "Mi piace" sotto alla vostra foto
- Fatevi votare da più persone possibili condividendo la pagina
- Saranno validi solamente i voti ("Mi piace") posti alle foto sulla pagina dell'evento facebook
- Il premio è valido su Genova!
VINCE LA FOTO CHE OTTIENE
IL MAGGIOR NUMERO DI "MI PIACE"
PREMI IN PALIO:
La vincitrice del concorso può scegliere tra uno di questi premi:
- 1 mese di acquaticità per bambini da 3 a 18 mesi
- 1 corso di massaggio infantile per una coppia mamma/papà-bimbo
- 2 ingressi all'incontro con Giorgia Cozza "Bebè a costo zero" che si terrà il 26 ottobre 2013
- 2 ingressi all'incontro con Giorgia Cozza "Benvenuto fratellino, benvenuta sorellina" che si terrà il 26 ottobre 2013
VALIDITA' DEL CONCORSO:
DAL 23 GIUGNO 2013 AL 23 SETTEMBRE 2013.
Sono valide le foto postate dalle h23 del 23 giugno fino alle h23 del 23 settembre.
Emanuela Rocca
lunedì 13 maggio 2013
FLASH MOB Allattiamo in piazza"-The Day After
Eccoci a....
ALLATTIAMO IN PIAZZA
THE DAY AFTER!
Ieri mattina, splendida domenica di metà maggio con un meraviglioso sole e una fresca brezza, poteva essere la giornata giusta per una bella gita al mare, invece ecco un nutrito gruppetto di mamme, papà e bimbi schierati sul bordo della fontana di piazza De Ferrari a lanciare un messaggio importantissimo:
ALLATTARE DAPPERTUTTO E' UNA NECESSITA' PER MAMMA E BAMBINO,
NON E' ESIBIZIONISMO, NON E' OSTENTAZIONE,
MA NATURALE NORMA BIOLOGICA !!
Purtroppo ancora oggi, nel 2013, quando ogni cartellone pubblicitario e ogni programma televisivo mostra immagini di donne semi-nude in cui il seno viene ostentato come simbolo sessuale, una donna che allatta amorevolmente e senza alcuna malizia in luogo pubblico viene ancora mal vista, additata come esibizionista e addirittura spesso scacciata o invitata a coprirsi.
Ci chiediamo come questo sia possibile!
Una donna che allatta ispira tenerezza, amore, attaccamento...non sentimenti a sfondo sessuale!
E credo che chi lo pensa possa ragionevolmente ritenersi un pervertito.
E che dire di chi prova fastidio di fronte ad una mamma che allatta pubblicamente?
A queste persone chiedo: perchè vi da così fastidio?
Forse perchè la società e i pregiudizi di un passato ormai superato vi hanno indotto a credere che la normalità sia rifugiarsi in casa? Nascondersi? Vergognarsi? A suo tempo voi avete dovuto sottostare a queste imposizioni e adesso credete debbano farlo anche le vostre figlie o nipoti? Ma non vi sentivate in qualche modo costrette? Limitate nella vostra libertà? Perchè mai altre donne dovrebbero sentirsi così?
Come ha giustamente detto una saggia commentatrice in una di queste discussioni nate su facebook...
Il problema è negli occhi di chi guarda...
Come era normale che accadesse (e come noi organizzatrici volevamo che fosse, d'altronde), già da oggi nel web impazzano le discussioni riguardo a tale manifestazione di piazza.
Ecco alcuni commenti significativi che arrivano da facebook...
"sebbene condivida l'importanza dell'allattamento, lo ritengo un gesto molto intimo e non sono d'accordo nel renderlo un atto pubblico senza un minimo di pudore..."
"...quindi tirarsi fuori il seno è del tutto ok se hai in braccio un bimbo giusto?io non lo farei...è una cosa intima..."
"Patetiche...perché non mi piace questo ammasso di carni e capezzoli ostentare esposizione di maternità il cui piacere ritengo sia intimo e non pubblico. se il bambino ha fame, se proprio non si può aspettare di tornare a casa, si cerchi un angolino all'ombra e ci si dedichi al pargoletto non destando curiosità di fotografi intenti ad immortalare qualcosa di naturale che perde dolcezza ed acquisisce una sorta di volgarità inaccettabile."
"a me non sembra affatto che sia stata una cosa carina...o utile a qualcosa..ok,i flash mob non hanno utilità,sono cose prettamente coreografiche e questo non mi sembra lo sia..poi quei bimbi allestiti come bambolotti...bel modo di festeggiare..cosa voleva significare?libertà di allattare?ho una scalinata fuori casa..ve la presto l'anno prossimo.."
Se io non conoscessi l'argomento della discussione e leggessi i commenti qui sopra ("senza un minimo di pudore", "ammasso di carni e capezzoli", "volgarità inaccettabile"...), credo che penserei che si parli di un film porno...ma vi pare normale, questo????
Purtroppo commenti come questi sono piuttosto rappresentativi di quella parte della società che ancora non accetta come NORMALE qualcosa di biologico ed istintivo come l'allattamento materno, che guarda con fastidio ad una madre che senza alcuna malizia e senza peraltro mostrare nulla, attacca al seno il proprio bimbo pubblicamente senza per forza doversi coprire o rifugiare a casa.
Ma ecco invece una carrellata di commenti piuttosto incoraggianti (la maggioranza, fortunatamente):
"conosco gente che sostiene che una madre che allatta al seno, trovandosi in un ristorante, se viene il momento della poppata dovrebbe chiudersi al cesso col bambino. per 15 minuti di poppata.
Riformulando: meglio nutrire un neonato nel cesso di un locale pubblico piuttosto che esporre un pochino di seno. Da quando in qua un seno è più disgustoso di un cesso? bah."
Riformulando: meglio nutrire un neonato nel cesso di un locale pubblico piuttosto che esporre un pochino di seno. Da quando in qua un seno è più disgustoso di un cesso? bah."
"Siamo nell'era in cui vediamo di tutto e di più in tv, a qualsiasi ora del giorno, ma un seno scoperto per allattare fa scandalo. Siamo nell'era in cui un paio di tette vanno bene per pubblicizzare qualsiasi prodotto, con tanto di slogan volgari e doppisensi sessisti, ma un seno scoperto per allattare fa scandalo. Lo sapete che siete solo bacchettoni della peggior specie? Bah"
"Cosa c'è da nascondere? Voi che lo desiderate nascosto, pudico e occultato, cosa avete paura di vedere? Cosa VI mette in imbarazzo? Il problema è negli occhi di chi guarda. Se la tetta è mercificata e serve a vendere nelle pubblicità, o aumentare l'audience in televisione nessuno dice nulla. Se una donna reale estrae una innocua e reale tetta per dar da mangiare al proprio figlio, la gente invoca il "pudore"."
"Quando il mio piccolo ha fame, lo allatto, e l'ho fatto anche in chiesa davanti a Dio durante la messa. Con rispetto, scoprendo solo il necessario, ma nella piena coscienza che è un gesto assolutamente SACRO...e non è un fatto di opinioni, è SACROSANTO, chi si sente turbato da una mamma che allatta....personalmente mi fa solo tanta pena.....che si faccia curare però."
"Allattare al seno è la cosa più naturale..chi si scandalizza di sicuro ha paura di un gesto così bello...e poi da dove avete ciucciato voi se non dal seno?"
"Forse questo flash mob voleva portare un atto di vita reale, naturale e necessario bene in vista in un mondo tanto falso, artificiale e inutile.....certi commenti dimostrano di quanto bisogno ci sia di tornare alle cose vere come allattare un neonato....certi commenti, come quello che ha dato delle patetiche a queste mamme, fanno capire il livello davvero basso raggiunto dalla media delle persone."
"Io ho sempre allattato i miei figli ovunque e nessuno si è mai scandalizzato, é un gesto naturale e senza alcuna possibile malizia. Chi ci vede della malizia há dei grossi problemi, ma non di chiusura mentale, di serie frustrazioni, vedere del "márcio" nell'allattamento è sintomo di turbe."
Cerchiamo di mantenere alta l'attenzione verso questo problema!
Parliamone!
Non lasciamo cose non dette, non accettiamo passivamente di essere allontanate o invitate a coprirci, di non poter allattare serenamente e senza pensieri per paura di offendere o infastidire qualcuno!!!
Vi lascio con un po' di foto della giornata di ieri!!!
Emanuela Rocca
martedì 30 ottobre 2012
ALLATTAMENTO MATERNO Quali sono i bisogni delle mamme?
La natura prevede che allattare al seno sia un gesto naturale ed istintivo, che non necessita di insegnamenti:
-qualsiasi mamma mammifero lo fa spontaneamente come madre natura ha preposto per lei,
-qualsiasi cucciolo appena nato cerca istintivamente il seno facendosi guidare dai propri sensi sviluppatissimi,
-la ghiandola mammaria inizia a produrre il colostro meccanicamente nel momento in cui il cucciolo non è più nell'utero materno e la placenta si stacca naturalmente da esso,
-il cucciolo percepisce l'odore del colostro e si fa guidare verso il seno,
-la madre secerne gli ormoni che producono il latte e ne mantengono la produzione nel tempo...
Come mai, allora, oggi così tante mamme incontrano difficoltà nell'allattare?
Ho provato a dare delle risposte...
1-Abbiamo perso la fiducia nelle capacità naturali del nostro corpo (la madre sa allattare e il neonato sa come succhiare al seno!)
2-Tendiamo a delegare ad altri ciò che in realtà sappiamo fare noi ("Come devo tenere il bambino?" "Come faccio ad attaccarlo al seno?" "Posso dargli l'aggiunta perchè mi sembra di non avere latte?" ...)
3-Veniamo influenzate dall'esterno ("Ma dagli pure la formula che va bene lo stesso!" "Sei così stanca, chi te la fa fare di allattare?" "Se lo allatti così spesso prenderà il vizio e ti userà come ciuccio"...)
4-Abbiamo perso la preziosità dell'esempio (un tempo le famiglie erano allargate e le bambine crescevano con la presenza pressochè costante di donne che allattavano in famiglia)
5-Siamo state ingannate da chi produce i sostituti del latte materno, ci è stato fatto credere che fossero la stessa cosa, anzi, che la formula lattea fosse addirittura meglio del latte materno!
6-Abbiamo meno tempo, una vita più frenetica, dobbiamo tornare presto al lavoro...
7-Troviamo scarso appoggio dalle figure professionali che dovrebbero fornirlo nei primi giorni dopo la nascita...
8-Ci troviamo a casa da sole con un neonato di 2 giorni di vita che piange e ci sentiamo inadeguate (non abbiamo sufficiente fiducia nella nostra capacità innata di accudire e nutrire un neonato...perchè nel tempo ci è stata tolta...)
Chi di voi non si ritrova in almeno una di queste risposte?
Da molti anni vado a casa delle neomamme dopo la dimissione dall'ospedale per "aiutarle" durante l'allattamento e sapete di cosa hanno realmente bisogno?
-TEMPO
-ASCOLTO
-CONFERMA
-FIDUCIA
Hanno bisogno di qualcuno che dedichi loro del tempo, ma del tempo VERO, quello con la "T" maiuscola, quello di qualità, quello che non guarda l'orologio! Tempo per essere ascoltate, tempo per credere in se stesse, tempo per ricevere conferma della bontà di ciò che stanno facendo...
Hanno bisogno di qualcuno che le ascolti! Che si fermi, che non le giudichi, che si sieda accanto a loro e le ascolti. Non solamente con le orecchie, ma soprattutto col cuore!
Hanno bisogno che qualcuno confermi loro ciò che in realtà già sanno. Che sono buone madri, che stanno accudendo il proprio cucciolo nel modo migliore (perchè è quello che viene dal cuore e dall'istinto di madre) e che sono tutto ciò che questa creatura chiede!
Hanno bisogno che qualcuno creda in loro e nel loro essere madri! In questo modo potranno ri-trovare la fiducia in se stesse e nel loro essere madri!
Hanno bisogno di "informazioni"?
Molte mamme, sì....vediamo perchè...
Una mamma che conosce il proprio seno, la sua anatomia, il meccanismo con il quale la ghiandola produce il latte, il modo migliore in cui il neonato dovrebbe attaccarsi al seno, il modo in cui tenerlo, il modo in cui capire se ciuccia a sufficienza e se cresce fisiologicamente...potrebbe essere una mamma che appena dopo la nascita affronta l'allattamento in maniera più serena, consapevole delle proprie capacità...
Un tempo questo "sapere" veniva "tramandato" da madre a figlia senza bisogno di "corsi" e "libri" che lo insegnassero (perchè insegnare una cosa istintiva?), le bambine e le ragazze vedevano allattare in famiglia e lo assorbivano come un gesto istintivo e normale.
Oggi non è più così, specialmente da quando i produttori di formule lattee a metà del secolo scorso hanno inculcato il messaggio che queste fossero il meglio per il neonato e intere generazioni di madri hanno smesso di passare le conoscenze innate dell'allattamento materno alle proprie figlie perchè "ingannate" da falsi messaggi.
E' un po' come se avessero messo un ostacolo in un ingranaggio che ha bloccato un normale divenire...
Le mamme di oggi devono ri-scoprire ciò che le mamme di tanto tempo fà conoscevano e tramandavano naturalmente di generazione in generazione.
Che fatica, vero?
L'informazione, quindi, è importante...ma dovrebbe cominciare durante la gravidanza e non dopo il parto!
In gravidanza siamo concentrate sul parto (Cosa mi devo aspettare? Cosa succederà? Sentirò molto dolore? Ce la farò? Potrò fare la peridurale?), e nessuna pensa al "dopo"!!!!
L'allattamento inizia con la nascita! Non sarebbe meglio, allora, conoscere prima e arrivare al parto già "informate"? Quanta consapevolezza in più ci sarebbe! Quanta fiducia in se stesse ci sarebbe! Quanta fatica in meno! E quanta serenità in più!
Nel caso in cui ciò non sia avvenuto, chiedete aiuto!!!!
Esistono le Ostetriche, esistono le Consulenti de La Lega Del Latte, esistono le Consulenti IBCLC dell'AICPAM, esistono le Doula!
Mamme, non siete sole, ci sono altre donne che credono in voi pronte a dedicarvi TEMPO, ad ASCOLTARVI, a darvi CONFERMA delle vostre capacità, a credere in voi e a farvi ri-trovare la FIDUCIA in voi stesse!!!
Emanuela Rocca
immagine tratta da mazzavillani.blogspot.com
-qualsiasi mamma mammifero lo fa spontaneamente come madre natura ha preposto per lei,
-qualsiasi cucciolo appena nato cerca istintivamente il seno facendosi guidare dai propri sensi sviluppatissimi,
-la ghiandola mammaria inizia a produrre il colostro meccanicamente nel momento in cui il cucciolo non è più nell'utero materno e la placenta si stacca naturalmente da esso,
-il cucciolo percepisce l'odore del colostro e si fa guidare verso il seno,
-la madre secerne gli ormoni che producono il latte e ne mantengono la produzione nel tempo...
Come mai, allora, oggi così tante mamme incontrano difficoltà nell'allattare?
Ho provato a dare delle risposte...
1-Abbiamo perso la fiducia nelle capacità naturali del nostro corpo (la madre sa allattare e il neonato sa come succhiare al seno!)
2-Tendiamo a delegare ad altri ciò che in realtà sappiamo fare noi ("Come devo tenere il bambino?" "Come faccio ad attaccarlo al seno?" "Posso dargli l'aggiunta perchè mi sembra di non avere latte?" ...)
3-Veniamo influenzate dall'esterno ("Ma dagli pure la formula che va bene lo stesso!" "Sei così stanca, chi te la fa fare di allattare?" "Se lo allatti così spesso prenderà il vizio e ti userà come ciuccio"...)
4-Abbiamo perso la preziosità dell'esempio (un tempo le famiglie erano allargate e le bambine crescevano con la presenza pressochè costante di donne che allattavano in famiglia)
5-Siamo state ingannate da chi produce i sostituti del latte materno, ci è stato fatto credere che fossero la stessa cosa, anzi, che la formula lattea fosse addirittura meglio del latte materno!
6-Abbiamo meno tempo, una vita più frenetica, dobbiamo tornare presto al lavoro...
7-Troviamo scarso appoggio dalle figure professionali che dovrebbero fornirlo nei primi giorni dopo la nascita...
8-Ci troviamo a casa da sole con un neonato di 2 giorni di vita che piange e ci sentiamo inadeguate (non abbiamo sufficiente fiducia nella nostra capacità innata di accudire e nutrire un neonato...perchè nel tempo ci è stata tolta...)
Chi di voi non si ritrova in almeno una di queste risposte?
Da molti anni vado a casa delle neomamme dopo la dimissione dall'ospedale per "aiutarle" durante l'allattamento e sapete di cosa hanno realmente bisogno?
-TEMPO
-ASCOLTO
-CONFERMA
-FIDUCIA
Hanno bisogno di qualcuno che dedichi loro del tempo, ma del tempo VERO, quello con la "T" maiuscola, quello di qualità, quello che non guarda l'orologio! Tempo per essere ascoltate, tempo per credere in se stesse, tempo per ricevere conferma della bontà di ciò che stanno facendo...
Hanno bisogno di qualcuno che le ascolti! Che si fermi, che non le giudichi, che si sieda accanto a loro e le ascolti. Non solamente con le orecchie, ma soprattutto col cuore!
Hanno bisogno che qualcuno confermi loro ciò che in realtà già sanno. Che sono buone madri, che stanno accudendo il proprio cucciolo nel modo migliore (perchè è quello che viene dal cuore e dall'istinto di madre) e che sono tutto ciò che questa creatura chiede!
Hanno bisogno che qualcuno creda in loro e nel loro essere madri! In questo modo potranno ri-trovare la fiducia in se stesse e nel loro essere madri!
Hanno bisogno di "informazioni"?
Molte mamme, sì....vediamo perchè...
Una mamma che conosce il proprio seno, la sua anatomia, il meccanismo con il quale la ghiandola produce il latte, il modo migliore in cui il neonato dovrebbe attaccarsi al seno, il modo in cui tenerlo, il modo in cui capire se ciuccia a sufficienza e se cresce fisiologicamente...potrebbe essere una mamma che appena dopo la nascita affronta l'allattamento in maniera più serena, consapevole delle proprie capacità...
Un tempo questo "sapere" veniva "tramandato" da madre a figlia senza bisogno di "corsi" e "libri" che lo insegnassero (perchè insegnare una cosa istintiva?), le bambine e le ragazze vedevano allattare in famiglia e lo assorbivano come un gesto istintivo e normale.
Oggi non è più così, specialmente da quando i produttori di formule lattee a metà del secolo scorso hanno inculcato il messaggio che queste fossero il meglio per il neonato e intere generazioni di madri hanno smesso di passare le conoscenze innate dell'allattamento materno alle proprie figlie perchè "ingannate" da falsi messaggi.
E' un po' come se avessero messo un ostacolo in un ingranaggio che ha bloccato un normale divenire...
Le mamme di oggi devono ri-scoprire ciò che le mamme di tanto tempo fà conoscevano e tramandavano naturalmente di generazione in generazione.
Che fatica, vero?
L'informazione, quindi, è importante...ma dovrebbe cominciare durante la gravidanza e non dopo il parto!
In gravidanza siamo concentrate sul parto (Cosa mi devo aspettare? Cosa succederà? Sentirò molto dolore? Ce la farò? Potrò fare la peridurale?), e nessuna pensa al "dopo"!!!!
L'allattamento inizia con la nascita! Non sarebbe meglio, allora, conoscere prima e arrivare al parto già "informate"? Quanta consapevolezza in più ci sarebbe! Quanta fiducia in se stesse ci sarebbe! Quanta fatica in meno! E quanta serenità in più!
Nel caso in cui ciò non sia avvenuto, chiedete aiuto!!!!
Esistono le Ostetriche, esistono le Consulenti de La Lega Del Latte, esistono le Consulenti IBCLC dell'AICPAM, esistono le Doula!
Mamme, non siete sole, ci sono altre donne che credono in voi pronte a dedicarvi TEMPO, ad ASCOLTARVI, a darvi CONFERMA delle vostre capacità, a credere in voi e a farvi ri-trovare la FIDUCIA in voi stesse!!!
Emanuela Rocca
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