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lunedì 29 giugno 2015

Il parto è un concerto: vietato disturbare il Direttore!

Il parto è un concerto suonato da un'orchestra costituita da un coordinato mix di ormoni il cui direttore è il nostro cervello emotivo.


E come in qualsiasi concerto che si rispetti, se ne disturbi il direttore l'orchestra confusa comincia a sbagliare delle note, va fuori tempo e la sinfonia dapprima si fa incerta, poi rallenta e infine si ferma.

Il cervello emotivo, chiamato Sistema Limbico, è quella parte del nostro cervello più arcaica, la più "vecchia", sede dell'istintualità. E' responsabile della secrezione degli ormoni che intervengono in tutto il processo della Nascita, dalla gravidanza fino all'accudimento, con un ruolo centrale durante il travaglio, il parto e l'immediato dopo parto: Ossitocina, Beta-Endorfine, Catecolamine e Prolattina.

E' essenziale che durante questo delicato processo, esso prevalga sulla Neocorteccia, la parte "più nuova" del cervello, sede del pensiero razionale e del controllo.

Finchè mantengo il controllo, finchè la Neocorteccia prevale, il Sistema Limbico fatica a lavorare e la produzione di questi ormoni è debole, poco efficace, come gli effetti sulle forze del travaglio.

Ma come si fa a lasciar affiorare il cervello emotivo? Come lasciar da parte il cervello nuovo?
Non esiste un comodo pulsante da disattivare al bisogno, ma tanti fattori da tenere in considerazione, anzitutto ciò che disse Michel Odent: "Partorire è come fare l'amore" (gli ormoni in gioco infatti sono esattamente gli stessi, sempre secreti dal cervello emotivo, guarda un po'!): fareste mai l'amore mentre qualcuno vi osserva, contando il tempo al fine di rientrare entro determinati parametri, magari dicendovi cosa fare per fare meglio, senza troppa discrezione, magari parlandovi, chiedendovi informazioni...in una fredda e sterile stanza di un ospedale?
Ecco, per il parto vale esattamente la stessa cosa, visti i medesimi ormoni in gioco!

Vediamo quali sono gli orchestrali!

OSSITOCINA
ORMONE DELL'AMORE
INTERVIENE NELL'ATTO SESSUALE, NELL'ORGASMO, NEL PARTO E NELL'ALLATTAMENTO

L'ossitocina è un ormone prodotto nell'ipotalamo, immagazzinato nell'ipofisi posteriore e infine rilasciato nel sangue materno ad impulsi inizialmente ogni 3-5 minuti ad inizio travaglio e progressivamente ad impulsi più frequenti mano a mano che ci si avvicina al parto.
Anche il feto stesso, la placenta e le membrane sembrano intervenire nella produzione di ossitocina.
La placenta, inoltre, produce l'enzima ossitocinasi che metabolizza l'ormone e permette che l'utero ne venga esposto periodicamente e non a flusso continuo.
E' l'ormone uterotonico (ovvero che provoca le contrazioni dell'utero) più potente, avvia e mantiene le contrazioni, coadiuva le spinte espulsive, facilita l'espulsione del feto e nel dopo parto previene l'eccessiva perdita di sangue dall'utero, ne favorisce il ritorno alle condizioni pregravidiche, promuove l'avvio dell'allattamento e il bonding.

BETA-ENDORFINE
ORMONI DEL PIACERE
SECRETE IN CONDIZIONI DI TENSIONE E DOLORE DURANTE L'ATTO SESSUALE, IL PARTO E L'ALLATTAMENTO

Le Beta-Endorfine sono oppiacei naturali (con proprietà simili a Demerol, morfina o fentanile), che possono produrre assuefazione.
Vengono prodotte dall'ipofisi in condizione di dolore o tensione, ma anche dal feto, dalle membrane e dalla placenta, aumentando la tolleranza al dolore durante il parto e producendo piacere e gratificazione.
Promuovono quello "stato alterato di coscienza" tipico del travaglio quando la Donna non viene disturbata e il suo cervello arcaico prevale sulla neocorteccia.
Favoriscono il bonding dopo il parto e il rilascio di prolattina necessario all'avvio fisiologico dell'allattamento e alla preparazione del seno.
Nel feto in travaglio favoriscono il benessere e contrastano il dolore e ne promuovono la maturazione polmonare utile al primo adattamento alla vita extra-uterina e alla respirazione polmonare.

CATECOLAMINE (ADRENALINA e NORADRENALINA)
ORMONI DELLA FUGA, DELLA TRASCENDENZA E DELL'ECCITAZIONE
SECRETE COME REAZIONE ALLO STRESS, ALLA PAURA, ALLA FAME, AL FREDDO E ALL'ECCITAZIONE

In travaglio vengono secrete a livelli crescenti mano a mano che esso progredisce, ma sempre a picchi corrispondenti all'apice delle contrazioni in risposta al dolore. Questi picchi promuovono il rilascio, sempre a picco, degli altri ormoni: ossitocina, beta-endorfine e precursori delle prostaglandine, in un processo circolare che autoalimenta il travaglio stesso, preparando di volta in volta la contrazione successiva ma sempre facendo in modo che la Donna riesca a gestire il dolore.
Promuovono l'adattamento respiratorio e metabolico del feto alla nascita, ne favoriscono la termoregolazione e il tono muscolare, poichè attraverso la placenta giungono ad esso.
A fine travaglio contribuiscono al riflesso di eiezione del feto.
Vengono invece secrete massivamente e  non più a picchi in risposta a situazioni percepite stressanti: pericolo, ansia, tensione, paura, freddo, fame, ambiente sfavorevole. Tale produzione inibisce la risposta secretoria degli altri ormoni e il travaglio rallenta o si blocca perchè le contrazioni divengono brevi e inefficaci, il dolore aumenta.
E' la "reazione di fuga": il corpo blocca il processo del travaglio e mette in grado la madre di (s)fuggire alla situazione percepita come pericolosa per se e il nascituro. Il sangue materno viene richiamato agli organi nobili materni per permetterle la fuga, il feto potrebbe invece andare incontro alla diminuzione dell'ossigeno a disposizione.

PROLATTINA
ORMONE DELLE CURE MATERNE, O DEL NIDO

La Prolattina viene prodotta dall'ipofisi già in gravidanza, per preparare il seno all'allattamento, ma il progesterone ne inibisce l'effetto lattogeno fino all'espulsione della placenta quando i livelli, che erano aumentati progressivamente col progredire della gravidanza, scesi in travaglio fino ad un picco minimo a dilatazione completa, risalgono fino ad un picco massimo a 2-3 h dal parto per favorire l'avvio dell'allattamento e aumentare il bonding.
I livelli di prolattina scendono nuovamente fino a toccare un picco minimo tra le 9 e le 24 h dal parto, motivo per cui è importante avviare fin dai primi momenti,  e poi mantenere, il contatto continuo tra madre e neonato e l'allattamento a richiesta: esso manterrà alti i livelli di ormone e la sua funzione lattogena, ma anche l'effetto sulla fame materna (aumenta l'appetito), sullo stress (si abbassa) e sulla fertilità (che viene soppressa).


NON DISTURBATE IL DIRETTORE D'ORCHESTRA!

Abbiamo detto sopra che a dirigere cotanta orchestra c'è il Cervello Emotivo: vietato disturbarlo se vogliamo assicurare alla futura Madre il parto e la nascita che merita!

Vi riporto al paragrafo inerente le catecolamine e il loro effetto in risposta a paura, ansia, tensione, sensazione di pericolo, ma anche vergogna, senso di imbarazzo...ogni qual volta la Donna percepisce (più che altro a livello inconscio, ovviamente, grazie al signor Direttore) una situazione potenzialmente "dannosa" o anche solo non ideale per se e per il proprio bambino, ecco che il travaglio rallenta o addirittura si blocca: le contrazioni infatti divengono irregolari, più brevi, spastiche, poco efficaci, non sortiscono più l'effetto desiderato di maturazione e dilatazione del collo uterino...in gergo ostetrico si parla di distocia.

Quali situazioni possono sortire tale effetto-fuga?
  • Un ambiente non familiare 
  • Troppe persone, soprattutto estranee, intorno
  • Sentirsi osservate/giudicate
  • Eccessive visite vaginali, specialmente se non giustificate
  • L'uso di farmaci
  • Manovre o interventi medici, specialmente se non giustificati o non compresi
  • L'uso continuo del monitoraggio cardiotocografico
  • Sensazione di cronometro che scorre (verso un intervento farmacologico, verso l'intervento ostetrico)
  • L'impossibilità di muoversi liberamente e assumere le posizioni che si desiderano
  • Rumori, voci, grida
  • Luci forti
  • Mancanza di intimità e privacy
  • Senso di imbarazzo e vergogna
  • Senso di impotenza, non ascolto delle esigenze o delle richieste o del birth-plan
  • Senso di inadeguatezza
  • Non comprensione di ciò che viene detto dal personale
  • Il personale che bisbiglia tra se o parla d'altro a voce alta
  • Senso di pericolo
  • Il cambio del turno e l'interruzione della continuità assistenziale
  • Mancanza di fiducia (reciproca) col personale che assiste
  • Non conoscenza del personale e del luogo
  • Recarsi in ospedale troppo presto ed essere rimandate a casa

Molto significativo il prossimo video, il trailer di un documentario dal titolo "La prestazione-Sex like birth", che in Casa Maternità Le Maree a Genova siamo solite mostrare alle coppie al corso di accompagnamento alla nascita!


E allora care future Mamme, lasciate da parte i retaggi culturali e i messaggi terroristici di chi non conosce le evidenze scientifiche e dipinge l'ospedale come unico luogo sicuro per partorire.
Siate completamente e totalmente libere di scegliere COME DOVE e CON CHI partorire: IL PARTO E' VOSTRO!!
E affinchè la vostra sia una scelta completamente libera, informatevi (dalle fonti scientifiche), riflettete, ponete tutte le varianti sui piatti della bilancia e quindi scegliete sulla base del vostro personale ed individuale sentire e sul vostro personalissimo ed indiscusso vissuto e non abbiate a quel punto timore della scelta, poichè sarà di certo quella giusta per voi!

Emanuela Rocca

venerdì 28 febbraio 2014

Allattamento al seno: Mamme credete in voi!!

In questi giorni tanti, troppi, racconti di parti vissuti negativamente, di mamme in travaglio che si sentono sole, lasciate a se stesse, nella paura di non sapere cosa sta accadendo dentro di loro, in un posto che è tutto eccetto che familiare ed intimo quando ormai è noto a tutti che la condizione necessaria affinchè le forze del travaglio compiano il loro corso fisiologico è proprio un ambiente intimo e familiare...

E quanti racconti di allattamenti che faticano a cominciare, di seni gonfi e duri e rossi e dolenti e di neonati che faticano ad attaccarvisi, di aggiunte di latte formulato "consigliate" (ma potremmo dire quasi "imposte") spesso con troppa leggerezza, di terrorismo su un calo di peso ritenuto eccessivo, su un bimbo che ciuccia troppo poco, su un latte che manca....su un seno che non produce abbastanza latte...o che lo produce scarsamente nutritivo....


Una neomamma è sicuramente più vulnerabile e sensibile di fronte a tutto questo.
Ci si sente inadeguate, spaventate di fronte ad un piccolo essere che dipende in tutto e per tutto da noi, che all'inizio sembra volere tutto e il contrario di tutto e non si capisce come rispondervi.
Tutto questo corredato da un quadro ormonale che sicuramente non aiuta!

Allora che fare?

Non esistono risposte preconfezionate che si confacciano ad ogni mamma. Ogni mamma è diversa, ogni seno è diverso, ogni neonato è diverso (che meraviglia, è la Natura!!!!), solamente il sostegno e il consiglio cuciti su misura per ciascuna di voi possono realmente fare la differenza!

Anzitutto, care Mamme, credete in voi! La Natura ha preposto il corpo femminile per crescere dentro di sè il bambino e portarlo alla maturazione, per partorirlo e poi nutrirlo al meglio mediante l'allattamento al seno. Non è possibile che il latte sia nutrizionalmente carente, il latte non è acqua, mai!!!!

Tornate a conoscervi, ad ascoltarvi! Il vostro corpo sa esattamente ciò che sta accadendo e ve lo comunica...occorre re-imparare ad ascoltarlo e ad avere fiducia in lui, nelle sue capacità e potenzialità!
Non delegate altri a dare risposte che potete avere da voi stesse!

Informatevi già durante la gravidanza rispetto all'allattamento e al meccanismo della domanda e dell'offerta, nonchè ai benefici dell'attacco precoce, del rooming-in fin dalla nascita, del contatto pelle-a-pelle più precoce possibile, dell'allattamento a richiesta, dell'importanza di non dare alcuna aggiunta di soluzione glucosata o latte formulato al neonato, soprattutto mediante biberon.

Siate forti nella convinzione che le madri siete voi, i bambini sono i vostri e voi sapete cosa è meglio per loro più di chiunque altro!
E, soprattutto, non lasciatevi mai "strappare" il vostro legittimo diritto di scegliere consapevolmente per voi e i vostri bambini: un'aggiunta di latte formulato o di glucosata non deve mai, per nessun motivo, essere imposta nè consigliata mediante il terrorismo psicologico inerente la salute del bambino, nè tantomeno somministrata senza il vostro consenso e senza che voi ne siate a conoscenza!!!

Il consiglio successivo è quello di cercare l'aiuto di una professionista esperta in allattamento. L'ideale sarebbe conoscerla prima della nascita, fare due chiacchiere con lei per capire anzitutto se a pelle ci si piace, quale siano le sue idee, la sua preparazione e la sua esperienza, per poi avere già un punto di riferimento sicuro da poter chiamare all'occorrenza una volta tornate a casa dall'ospedale. Tante volte solo il fatto di sapere che esiste una persona di cui ci si fida e di esperienza da poter chiamare in caso di necessità colma il 50% dei timori e delle ansie della neomamma!

...e infine...

...Credeteci, voi potete....
e noi siamo con voi!!


venerdì 26 ottobre 2012

ACQUATICITA' PRENATALE I benefici del lavoro corporeo e del rilassamento nell'acqua

Il lavoro corporeo in gravidanza è molto importante per mantenere l'elasticità dei tessuti, la tonicità dei muscoli, la mobilizzazione delle articolazioni, l'efficacia del sistema circolatorio, per il tono dell'umore e per molti altri motivi...

La gravidanza NON è una condizione di malattia, pertanto non esistono grosse restrizioni al movimento se non quelle dettate dal buon senso personale (per esempio, il buon senso suggerirebbe di non gettarsi col paracadute...) e quelle suggeriteci dal nostro corpo.
Se ci poniamo attentamente all'ascolto dei segnali che il nostro corpo ci invia, infatti, saremo perfettamente in grado di regolare le nostre attività, aumentandone i ritmi se esso ce lo consente o rallentandoli se esso ce lo richiede.

Solitamente il lavoro corporeo nell'acqua risulta molto gradito alla maggior parte delle future madri, poichè l'acqua permette di muoversi con agilità e leggerezza senza sforzare eccessivamente le articolazioni e senza faticare, nonchè di rilassare la muscolatura, prevenire e alleviare dolori lombari e ristagni di liquidi soprattutto agli arti inferiori negli ultimi mesi di gravidanza.

Quali sono i benefici dell'attività acquatica in gravidanza?

EFFETTI SUL CUORE:
L'allenamento aerobico aumenta gradualmente la potenza delle contrazioni cardiache, pompando il sangue più efficacemente ai distretti corporei. Il potenziamento di quest'azione cardiaca porta all'aumento della quantità di sangue pompato dal cuore e ricevuto dalle arterie polmonari con una diminuzione della frequenza delle sue contrazioni, quindi con minor sforzo.
Un cuore così allenato, ha un margine maggiore di accelerazione, utile al momento di compiere uno sforzo molto impegnativo, come ad esempio quello del travaglio e del parto, con la possibilità di tornare più rapidamente alla frequenza di base una volta cessato lo sforzo.

L'esercizio aerobico regolare e costante tende a regolare ed abbassare i livelli pressori e migliora la capacità respiratoria.

La forza idrostatica data dall'immersione nell'acqua (proporzionale alla profondità dell'acqua), inoltre, compie una compressione dei liquidi dallo spazio extravascolare al torrente circolatorio, aumentandone il volume e diminuendo gli edemi (con abbassamento della pressione arteriosa e aumento della diuresi).

EFFETTI SULL'APPARATO RESPIRATORIO:
In gravidanza avvengono diversi cambiamenti anatomici ed ormonali che influenzano l'attività dell'apparato respiratorio.
Primo fra tutti il progressivo sollevamento del diaframma fino a circa 4 cm, accompagnato dall'allargamento trasversale della cassa toracica, per mantenere invariato il volume della cavità toracica. Si aggiungono le modificazioni della circolazione sanguigna, l'aumento di volume dei seni e la distensione addominale mano a mano che l'utero aumenta di volume.
A tutto ciò si somma l'azione del progesterone, che aumentando in gravidanza stimola maggiormente il centro del respiro con conseguente aumento della frequenza respiratoria e del volume corrente.

L'attività acquatica permette di ridistribuire il sangue dalla regione toracica ai vari gruppi muscolari in attività, migliorando la distensibilità dei polmoni stessi.

EFFETTI SULLA MUSCOLATURA:
In acqua il nostro peso corporeo si riduce ad 1/6 di quello "all'asciutto", donandoci flessibilità e libertà di movimento.
L'acqua permette di lavorare senza affaticare le articolazioni, permette movimenti più ampi e leggeri, facilita l'esecuzione degli esercizi, permette di svolgere esercizi che altrimenti a terra non sarebbero possibili o sarebbero troppo faticosi o controindicati. In acqua a 30° i muscoli si rilassano maggiormente e ne è favorito l'allungamento. L'acqua oppone resistenza al movimenti, rallentandone i ritmi e permettendone un lavoro maggiormente efficace.
L'attività in acqua, dunque, permette di potenziare, allungare e rilassare i muscoli più agevolmente e con maggiori benefici rispetto all'attività a terra!





EFFETTI SU BACINO, COLONNA VERTEBRALE E POSTURA:
Durante l'arco della gravidanza il baricentro si sposta gradualmente con l'aumentare di peso e volume dell'utero: prima della gravidanza si trova davanti alla colonna vertebrale, poi si sposta in avanti inducendo un cambiamento della postura con aumento della lordosi lombare (e rischio di dolori in zona lombare) e instabilità nell'equilibrio.
L'aumento del peso (che aumenta lo sforzo richiesto alla schiena), l'eventuale ipotonia dei muscoli di gambe, addominali e rachide (collegati col bacino), in aggiunta a quanto sopra, determinano una rotazione in avanti del bacino stesso sull'asse trasversale.
La gestante inoltre, per controbilanciare il peso, contrae i muscoli della parte alta della schiena per portare e mantenere le spalle indietro, con conseguenti dolori nella parte alta della schiena, specialmente in zona intrascapolare, e difficoltà respiratoria.
Per effetto del progesterone, unitamente alla relaxina, i legamenti e le articolazioni diventano più flessibili e morbidi, allo scopo di aumentare i diametri del bacino e renderlo maggiormente accogliente per l'utero che aumenta di volume e più agevole per il passaggio del bambino nel canale del parto. La conseguenza di questo effetto rilassante, è lo spostamento e la separazione di alcune articolazioni della colonna e della cintura pelvica, a volte accompagnati da dolori in zona lombo-sacrale e pubica.

Il lavoro in acqua permette di alleviare e spesso annullare le conseguenze di questi cambiamenti anatomici ed ormonali.
In acqua la forza di gravità è quasi assente grazie alla spinta idrostatica (principio di Archimede), quindi le articolazioni sono notevolmente alleggerite, la colonna, i muscoli e i legamenti vengono alleviati del peso e della loro funzione di opporsi alla forza di gravità per mantenere il corpo eretto, dovendo solamente  mantenere l'equilibrio e il tronco in asse, perciò trovano giovamento dalla riduzione della mole di lavoro richiesta.



EFFETTI ORMONALI:
In acqua si abbassano i livelli plasmatici di dopamina con conseguente diminuzione della prolattina, ad effetto tocolitico (rilassamento della muscolatura uterina) e aumentano le endorfine (le nostre morfine naturali, oppioidi endogeni), ad effetto rilassante, antidolorifico e benefico sia sul corpo che sulla mente.

EFFETTO PSICOLOGICI/EMOTIVI:
Lavorare in acqua permette di acquisire maggior fiducia in se stesse e nel proprio corpo, grazie alla libertà e alla leggerezza dei movimenti e alla facilità con la quale si possono eseguire esercizi che a terra risulterebbero faticosi.

Il corso in piscina è un momento di socializzazione, di confronto e di auto-aiuto grazie al gruppo di persone che si trovano tutte ad attraversare la medesima avventura, le quali possono confrontarsi, ritrovarsi nelle emozioni e nei sentimenti altrui e fortificarsi grazie ad essi.



Trovarsi nell'acqua ci fa sentire più vicine al bambino nell'utero, anch'egli immerso in acqua.  Ci si può immedesimare in lui, provando emozioni simili, suoni ovattati, movimenti morbidi e leggeri come prova lui.

L'acqua permette di percepire il proprio corpo nella sua totalità, di coglierne maggiormente le emozioni e di comprenderne meglio le necessità.



CHE CARATTERISTICHE DOVREBBE AVERE UN CORSO DI ACQUATICITA' PRENATALE:

  • Dovrebbe essere condotto da una persona preparata e competente, preferibilmente un'ostetrica, in quanto figura preposta all'accompagnamento della gravidanza fisiologica, sia per quanto riguarda gli aspetti più informativi, che quelli di lavoro sul corpo o quelli emotivi e psicologici.
  • La vasca dovrebbe avere dimensioni ridotte e possibilmente essere dislocata in modo da assicurare intimità al gruppo di gestanti, per favorirne il raccoglimento e il lavoro su di se. Spesso la presenza contemporanea di altri gruppi di lavoro, musica, voci e suoni forti può compromettere parte dei benefici del lavoro acquatico.
  • L'acqua dovrebbe avere una temperatura compresa tra i 28 e i 32 gradi. L'acqua troppo fredda irrigidisce il perineo e può provocare contrazioni uterine. L'acqua troppo calda stanca la futura mamma, non le permette di lavorare efficacemente e ne abbassa eccessivamente la pressione arteriosa.  Le immersioni in acqua calda, sebbene non siano controindicate, dovrebbero avvenire per brevi lassi di tempo.
  • Gli esercizi dovrebbero: rilassare le parti del corpo maggiormente soggette a tensioni (collo e spalle), mantenere le funzionalità e l'elasticità di tutte le zone corporee coinvolte maggiormente nelle trasformazioni lente e graduali indotte dalla gravidanza, preparare ed allenare quelle zone corporee che giocheranno un ruolo determinante nella nascita.
  • Ogni incontro dovrebbe prevedere una parte dedicata al rilassamento, oltre al lavoro corporeo.
  • Dovrebbe essere possibile abbassare le luci e ascoltare musica rilassante in accompagnamento ai momenti dedicati al rilassamento.
Bibliografia:
"L'acqua e la nascita" Gli esercizi in gravidanza e il parto in acqua, di Fraioli e Thoeni, ed.red!
"Acquaticità e benessere in gravidanza" L'acqua prima durante e dopi il parto, di Anna Gambi, Bonomi Editore
"Manuale del parto in acqua" Guida pratica e completa all'uso dell'acqua durante la gravidanza, il parto e la prima infanzia, di J. Balaskas e Y. Gordon, edizioni red!

Immagini scattate durante il corso di acquaticità prenatale del mercoledì mattina, si ringraziano: Chicchi, Stefania, Monica, Barbara, Rosanna, Linda, Maria, Federica e Anna.

Emanuela Rocca






lunedì 8 ottobre 2012

I CORSI DI ACCOMPAGNAMENTO ALLA NASCITA




Oggi non si parla più di “corsi pre-parto”, ma sempre più spesso di “corsi (o, ancora meglio, percorsi) di accompagnamento alla nascita”….

Fonti importanti ed autorevoli come Saperidoc o l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) parlano di accompagnamento alla nascita, così come i più importanti siti di divulgazione in materia di gravidanza, nascita, allattamento e accudimento del bambino….

Perché questo cambiamento? E’ solamente una scelta lessicale o qualcosa di più profondo?

Credo che il lessico non c’entri nulla…

La definizione, ormai superata, di “corsi pre-parto” implica un “insegnamento” da parte di qualcuno che presume di conoscere la nascita maggiormente di colei che la sta vivendo attraverso il proprio corpo.

La futura madre sembrerebbe venir “declassata” ad un ruolo di discepola mentre l’ostetrica, o chi per essa, assume il ruolo di “colei che sa” e, in una certa misura, impone il proprio sapere attraverso direttive (“se si rompono le membrane, comportati così”, “se le contrazioni si susseguono ogni 5 minuti, comportati cosà”…)…

In quest’ottica chi è protagonista della nascita?…Non certo la futura madre o il suo bambino…

Credo profondamente che oggi questi “ruoli” non abbiano più ragione d’essere.
I veri protagonisti della nascita sono la madre, il bambino e il padre…nessun altro…

Come riportare, allora, al centro dell’evento nascita i veri protagonisti?

Anzitutto ammettendo a noi stessi (ostetriche, doule, operatori che ruotano attorno alla nascita) che I GENITORI e il BAMBINO ne sono i protagonisti e poi attraverso tutta una serie di cambiamenti che coinvolgono, perché no, anche il nostro modo di proporci ed esprimerci…

Quindi partiamo dal nostro modo di esprimerci: anziché “corsi pre-parto” chiamiamoli “corsi di ACCOMPAGNAMENTO ALLA NASCITA”…

La parola “accompagnamento” implica un “prendere per mano”, un “fare un percorso insieme”…che poi è il vero “ruolo” degli operatori della nascita: accompagnare significa porsi allo stesso livello, ma anche condividere un certo tratto di strada, fisicamente, psicologicamente ed emotivamente.

Significa non presumere di conoscere meglio di una donna in gravidanza cosa sta avvenendo dentro di lei….

Significa non presumere di conoscere meglio di lei cosa percepisce durante una contrazione.…

Significa non presumere di sapere meglio di lei quale posizione è migliore per dare alla luce il suo bambino…

Significa accettare il suo dolore, e non sminuirlo…

Significa accettare la sua volontà, e non ignorarla…

Significa accettare il suo bisogno di intimità, e chiudere la porta…abbassare le luci…parlare sottovoce…

Stare accanto ad una donna in travaglio, farle percepire la nostra presenza silenziosa…e rispettosa..

Ascoltare i suoi sentimenti, le sue preoccupazioni, le sue emozioni…facendola sentire accolta…

Accettare le sue scelte senza giudicarla o farla sentire giudicata…

Come porsi, dunque, durante un percorso di accompagnamento alla nascita in maniera rispettosa?
Esistono moltissime “strategie attivanti” (per usare le parole della mia collega Violeta Benini) che mettono al centro i futuri genitori.
Attraverso giochi, brain storming, immagini, momenti di confronto, saranno essi stessi a trovare possibili soluzioni e percorsi per vivere la gravidanza e la nascita in maniera consapevole, mentre l’ostetrica può fornire informazioni, spiegazioni o consigli per far sì che essi riscoprano ciò che in realtà conoscono poiché facente parte della loro natura!!!

Un operatore saprà di aver portato a compimento il proprio accompagnamento quando la futura mamma riscoprirà con fiducia la propria innata capacità di dare la vita e di accudire e nutrire il proprio cucciolo e quando il futuro papà riscoprirà che è egli stesso parte attiva di tutto questo!


Emanuela Rocca