martedì 17 giugno 2014

In gravidanza con l'ostetrica accanto 2

Quando in gravidanza "va tutto bene"...
...affidiamoci all'ostetrica!


Incominciamo a definire cosa si intenda per GRAVIDANZA FISIOLOGICA (o a basso rischio ostetrico), poichè non è detto che sia chiaro a tutti.
Ecco SaPeRiDoc come ci aiuta in 18 semplici "mosse" a capire se ci troviamo in una situazione di fisiologia (leggi normalità) o meno.
Per essere considerata in gravidanza fisiologica, la donna NON deve trovarsi (o essersi trovata precedentemente) in alcuna delle seguenti 18 situazioni:
ANAMNESI OSTETRICA (informazioni circa la o le gravidanze precedenti)
1. precedente morte endouterina fetale o neonatale
2. storia di tre o più aborti spontanei 
3. precedente figlio con peso alla nascita <2500g 
4. precedente figlio con peso alla nascita >4500gr 
5. ipertensione o preeclampsia/eclampsia nella precedente gravidanza 
6. pregressa chirurgia dell’apparato riproduttivo (miomectomia, resezione di setto uterino, conizzazione, cerchiaggio cervicale) 
GRAVIDANZA ATTUALE 
7. gravidanza multipla 
8. età materna <16 anni 
9. età materna >40 anni 
10. isoimmunizzazione Rh nell’attuale o precedente/i gravidanza 
11. perdite ematiche vaginali 
12. presenza di massa pelvica 
13. pressione diastolica uguale o maggiore a 90 mmHg 
ANAMNESI GENERALE 
14. diabete mellito insulino-dipendente 
15. patologia renale 
16. patologia cardiaca 
17. abuso di sostanze (incluso alcool) 
18. altre patologie 
(fonte: www.saperidoc.it)
 Se avete risposto di no a tutte le domande....semplicemente NON vi serve il dottore!!!!

...e presumibilmente starete cercando e contattando un'ostetrica che vi possa accompagnare attraverso i bilanci di salute nel percorso che porta alla nascita...

Come si svolge un bilancio di salute-tipo con l'ostetrica?

Durante la prima visita, che solitamente dura anche un'ora e mezza/due, si compila la cartella anamnestica che raccoglie tutti i dati della futura mamma (anamnesi familiare, ginecologica, ostetrica remota ed attuale) che possono fornire utili indicazioni all'ostetrica per valutarne la salute ed i fattori di rischio ("perché ho sempre sostenuto che la gravidanza a basso rischio e' competenza dell' OSTETRICA " dice mamma Paola"), dopodichè si procede al controllo.

Si parla, spesso si parla molto ("perchè l' Ostetrica sa ASCOLTARE e quando stai bene non serve altro", dice mamma Greta e "perché la gravidanza il parto e il post parto se tutto è nella norma e si è in salute sono una cosa naturale e si ha bisogno prima di tutto di essere accompagnate da una professionista che ti offra ascolto empatia fiducia..." dice mamma Gloria).
E' importante conoscersi, entrare in sintonia e in confidenza reciproca, imparare a fidarsi una dell'altra (" era l'unica scelta che potevo fare, era la mia ostetrica di fiducia, la più competente in ambito di fisiologia di gravidanza e sapevo che avrebbe salvaguardato e promosso la salute mia e dei miei bambini come nessun altro poteva fare", dice mamma Chiara) .Ciò avverrà poco alla volta, mese per mese, e permetterà di comprendersi con un'occhiata. L'ostetrica impara elementi importanti del vissuto della futura mamma, impara a comprenderne emozioni, reazioni e sensazioni e ciò le servirà in travaglio per sostenerla al meglio grazie ad un'assistenza personalizzata, cucita sulle sue necessità ("Sapevo che solo un'ostetrica avrebbe capito a fondo le mie esigenze e quelle del mio bambino senza invadere la mia intimità e senza giudicare le mie scelte." dice mamma Alice). La futura mamma impara a fidarsi della sua ostetrica ed entrare in confidenza con colei che probabilmente avrà l'onore di assistere insieme al futuro papà alla nascita del bambino. Si tratta di una relazione e di un legame che possono diventare anche molto forti e che davvero potrebbero aiutare la futura mamma durante la nascita, perciò va coltivato per benino, giorno per giorno ("per una prossima eventuale gravidanza mi farò seguire da un'ostetrica piena di energia che mi sostenga, come donna, come guida e che mi tenga la mano perché il percorso della gravidanza lo devo fare io, con le mie forze e sceglierò di partorire a casa nell'intimità di un ambiente che conosco, magari dopo un bagno nella mia vasca da bagno, all'alba nel mio soggiorno quando la luce sfiora i tetti delle case. " dice mamma Claudia).

Si valuta il ben-essere della futura mamma a 360°: la donna non è solamente un utero dentro al quale controllare che il bambino cresca secondo delle tabelle ("credo che se le donne iniziassero a rivolgersi alle ostetriche quando si accorgono di essere incinte, ci sarebbe una riduzione statisticamente importante della medicalizzazione di gravidanza e parto. evviva le ostetriche , dice mamma Clara)!!!
E' importante parlare della qualità del sonno, indagare sugli eventuali risvegli, sui sogni, su come ci si sente al mattino...ed eventualmente aiutare la donna attraverso i rimedi naturali.
Si valutano insieme le abitudini alimentari, l'ostetrica può anche consigliare riguardo l'alimentazione e attraverso di essa si possono alleviare alcuni disturbi legati alla gravidanza quali nausea, acidità di stomaco e reflusso gastroesofageo. Insieme all'alimentazione si valuta l'aumento ponderale in relazione alla BMI materna pregravidica, valutando l'aumento di peso considerato adatto a quella donna in quella gravidanza, che ovviamente non è standard nè uguale per tutte.
Si valuta anche la funzionalità intestinale e si valutano insieme alcuni rimedi, spesso solamente alimentari, ma comunque naturali, per garantirne la regolarità.
Si controlla la funzionalità renale e vescicale e quindi l'apporto di liquidi durante la giornata, con un occhio di riguardo ad arti superiori ed inferiori per controllare l'eventuale comparsa di edemi o ritenzione idrica.
Si dedica ampio spazio al vissuto della gravidanza, alle emozioni. E' giusto dare un nome ad esse e legittimarle, poichè in gravidanza la futura mamma si troverà ad avere una nuova emotività e un'aumentata sensibilità che per alcune potrebbero non essere facilmente accettate o potrebbero essere vissute come qualcosa da celare, specie al partner e a chi le sta intorno. E' importante che egli sia presente e riconosca la delicatezza del momento per accoglierla e sostenerla!

"Proprio per questo per la terza figlia ho deciso di scegliere l'assistenza dell'ostetrica, che si è rivelata una figura che in primo luogo ascolta la donna/mamma, le dedica tempo per valutare, oltre ai dati strettamente clinici, il benessere generale, se ne "prende cura" in tutti i sensi. " dice mamma Chiara

Quindi si passa ai controlli clinici: rilevamento della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca materna, manovre di Leopold (Figura 1) e misurazione del pancione (figura 2)  per valutare la posizione del bambino, stimare la quantità del liquido amniotico, valutare i movimenti attivi fetali e controllarne l'accrescimento in relazione alla settimana di gestazione e rilevamento del battito cardiaco fetale attraverso l'apparecchio doppler o lo stetoscopio ostetrico.

Figura 1 le manovre di Leopold

Figura 2 misurazione sinfisi-fondo

Attraverso queste semplici ma importantissime e non invasive manovre, l'ostetrica è in grado di valutare il benessere e l'accrescimento del bimbo e quindi il fisiologico progredire della gravidanza.
Se l'ostetrica lo ritenesse utile, se vi sono indicazioni cliniche o anamnestiche, può anche chiedere alla donna di far pipì sopra ad una striscia reattiva in grado di rilevare la presenza di alcune sostanze nelle urine in grado di fornirci dettagli sullo stato di salute materno (ad esempio la presenza o meno di proteine, ma non solo).
Da tutti i dati raccolti e dai risultati delle analisi su sangue e urine e dalle tre ecografie (per le quali verrete indirizzate all'ospedale di riferimento o al ginecologo di riferimento), l'ostetrica è in grado non solo di valutare lo stato di salute di madre e figlio, ma anche di accorgersi per tempo se qualcosa si stia discostando dalla fisiologia, valutando così l'evenienza di consultare il medico specialista ("Prima non sapevo che una gravidanza fisiologica potesse essere seguita solo da un'ostetrica. ..ora che ne sono consapevole, così come di tante altre cose, preferisco evitare il ginecologo se non necessario. Ad ognuno il proprio mestiere!" dice mamma Francesca).

Ordunque andiamo a vedere che cosa preveda il nostro Sistema Sanitario Nazionale in tema di controlli ematochimici ed ecografici che la vostra ostetrica potrà indicarvi (dei quali potrete chiedere prescrizione su ricetta rossa al vostro medico mutualista o medico di famiglia) e successivamente analizzare e valutare insieme a voi spiegandovi di cosa si tratti e che informazioni ci portino circa l'andamento della gravidanza e il benessere vostro e del nascituro:
Esami esenti ticket in gravidanza

(G.U. 20/10/1998)

Prestazioni specialistiche per il controllo della gravidanza fisiologica, escluse dalla partecipazione al costo
All'inizio della gravidanza, possibilmente entro la 13a settimana, e comunque al primo controllo:90.62.2 EMOCROMO: Hb, GR, GB, HCT, PLT, IND. DERIV., F. L.H  90.65.3 GRUPPO SANGUIGNO ABO e Rh (D), qualora non eseguito in funzione preconcezionale,90.09.2 ASPARTATO AMINOTRANSFERASI (AST) (GOT) (S)90.04.5 ALANINA AMINOTRANSFERASI (ALT) (GPT) (S/U)91.26.4 VIRUS ROSOLIA ANTICORPI: in caso di IgG negative, entro la 17A settimana91.09.4 TOXOPLASMA ANTICORPI (E.I.A.): in caso di IgG negative ripetere ogni 30-40 gg. fino al parto91.10.5 TREPONEMA PALLIDUM ANTICORPI (Ricerca quantit. mediante emoagglutin. passiva) (TPHA): qualora non eseguite in funzione preconcezionale esteso al partner91.11.1 TREPONEMA PALLIDUM ANTICORPI ANTI CARDIOLIPINA (Flocculazione) (VDRL) (RPR): qualora non eseguite in funzione preconcezionale esteso al partner91.22.4 VIRUS IMMUNODEF. ACQUISITA (HIV 1-2) ANTICORPI90.27.1 GLUCOSIO (S/P/U/dU/La)90.44.3 URINE ESAME CHIMICO FISICO E MICROSCOPICO88.78   ECOGRAFIA OSTETRICA (datazione ndr)90.49.3 ANTICORPI ANTI ERITROCITI (Test di Coombs indiretto): in caso di donne Rh negativo a rischio di immunizzazione il test deve essere ripetuto ogni mese; in caso di incompatibilità AB0, il test deve essere ripetuto alla 34a-36° settimana.
 Tra la 14a e la 18a settimana:90.44.3 URINE ESAME CHIMICO FISICO E MICROSCOPICO (*)
Tra la 19a e la 23a settimana:90.44.3 URINE ESAME CHIMICO FISICO E MICROSCOPICO..(*)88.78 ECOGRAFIA OSTETRICA (morfologica ndr)
Tra la 24a 27a settimana:90.27.1 GLUCOSIO (S/P/U/dU/La)90.44.3 URINE ESAME CHIMICO FISICO E MICROSCOPICO (*)
Tra la 28a e la 32a settimana:90.62.2 EMOCROMO: Hb, GR, GB, HCT, PLT, IND. DERIV., F. L.90.22.3 FERRITINA (P/(Sg)Er): in caso di riduzione del volume globulare medio90.44.3 URINE ESAME CHIMICO FISICO E MICROSCOPICO (*)88.78 ECOGRAFIA OSTETRICA (accrescimento o biometrica ndr)
Fra la 33a e la 37a settimana91.18.5 VIRUS EPATITE B ŒHBV© ANTIGENE HBsAg91.19.5 VIRUS EPATITE C (HCV) ANTICORPI90.62.2 EMOCROMO: Hb, GR, GB, HCT, PLT, IND. DERIV., F. L.90.44.3 URINE ESAME CHIMICO FISICO E MICROSCOPICO (*)91.22.4 VIRUS IMMUNODEF. ACQUISITA (HIV 1-2) ANTICORPI in caso di rischio anamnestico
Tra la 38a e la 40a settimana90.44.3 URINE ESAME CHIMICO FISICO E MICROSCOPICO (*)
Dalla 41a settimana88.78   ECOGRAFIA OSTETRICA: su specifica richiesta dello specialista75.34.1 CARDIOTOCOGRAFIA: su specifica richiesta dello specialista; se necessario, monitorare fino al parto______________________________
(*) In caso di batteriuria significativa
90.94.2 ESAME COLTURALE DELL'URINA (URINOCOLTURA) Ricerca completa microrganismi e lieviti patogeni. Incluso: conta batterica.
 Il bilancio di salute, mano a mano che ci si avvicina alla data stimata per la nascita, diventa anche occasione per affrontare insieme i vari temi legati al parto ("per avere garantito il diritto alla scelta nel mio secondo parto." dice mamma Ilaria), dalla preparazione del pavimento pelvico, alla valigia per la degenza in ospedale ( se si sceglie di partorire in ospedale), alle cose utili durante il travaglio, fino ad argomenti più "caldi" come il travaglio, il parto, il dolore e i vari rimedi che abbiamo a disposizione per affrontarlo e gestirlo al meglio cavalcandone la forza anzichè esserne travolte, per farne un potente alleato verso una nascita sicura e sana ("aiuta la donna a non subire la gravidanza e il parto, ma a viverli in modo attivo, facendo luce sulle potenzialità intrinseche del corpo femminile e valorizzandole, accompagnando la donna ad una maggiore consapevolezza di sè, al fine di esercitare pienamente il diritto di scelta sul proprio percorso nascita." dice mamma Chiara).
Ma si può cominciare anche ad introdurre i temi legati al post-parto, ovvero cosa aspettarsi dopo, come mantenere la propria igiene personale, consigli utili per l'allattamento e la cura del neonato.

Qualora la futura mamma e il futuro papà scegliessero di partorire a casa, dopo la 37esima settimana i controlli si intensificheranno con cadenza settimanale e si preparerà la casa attrezzandola con ogni supporto che possa essere utile ("da sempre penso che la gravidanza sia un momento della vita della donna naturale, fisiologico e visto che la donna è stata "programmata" per partorire e il bimbo per nascere, ho sempre immaginato il parto in casa, quindi da qui la scelta delle ostetriche che mi stanno seguendo dall'inizio della mia prima gravidanza" dice mamma Luana).

 Se sei di Genova o dintorni, scrivici a coge.lemaree@gmail.com o vienici a trovare su facebook alla pagina COGe Le Maree e chiedi della tua ostetrica!!!!

lunedì 12 maggio 2014

In gravidanza con l'ostetrica accanto!

IN GRAVIDANZA CON L'OSTETRICA ACCANTO

Articolo n° 1 
È individuata la figura dell'ostetrica/o con il seguente profilo: l'ostetrica/o è l'operatore sanitario che (...) assiste e consiglia la donna nel periodo della gravidanza, durante il parto e nel puerperio, conduce e porta a termine parti eutocici con propria responsabilità e presta assistenza al neonato. D.M. 14/09/1994 n.740

 Alle donne con gravidanza fisiologica deve essere offerto il modello assistenziale basato sulla presa in carico da parte dell'ostetrica/o. In collaborazione con l'ostetrica/o il medico di medicina generale, i consultori e le altre strutture territoriali costituiscono la rete di assistenza integrata alla donna in gravidanza. Questo modello prevede, in presenza di complicazioni, il coinvolgimento di medici specializzati in ostetricia e di altri specialisti. Linee Guida ISS Gravidanza Fisiologica 2011

 Midwife and GP -led models of care should be offered to women with an uncomplicated pregnancy. Routine involvement of obstetrician in the care of women with an uncomplicated pregnancy  at scheduled times does not appear to improve perinatal outcomes compared with involving obstetricians when complications arise. NICE Antenatal guidance

immagine della'ostetrica Teresa-Lin

Le linee guida nazionali ed internazionali, nonchè il profilo professionale stesso dell'ostetrica, ormai concordano nell'inquadrare l'assistenza alla gravidanza fisiologica da parte dell'ostetrica come la migliore e la più indicata per la Donna, evidenze scientifiche alla mano.

D'altra parte la gravidanza, ormai è chiaro a tutti (credo medici compresi anche se non lo ammettono), non è uno stato di malattia, ne una condizione patologica, ma uno stato di salute perfettamente fisiologico verso il quale il corpo femminile è predisposto geneticamente e da sempre. E l'ostetrica è la figura professionale che per formazione e competenze è preposta ad accompagnare la Donna attraverso questo meraviglioso percorso che porta alla nascita, in quanto professionista della fisiologia. Il medico è colui il quale per formazione e competenze si occupa di curare una condizione patologica. Dunque l'ostetrica assiste e accompagna la Donna durante la gravidanza fisiologica e richiede la collaborazione e l'intervento del medico allorquando valuti un discostarsi dalla fisiologia durante la gravidanza. O perlomeno questo è quanto dovrebbe avvenire se la cultura della medicalizzazione non avesse "distorto" tale visione e quanto accade ormai in molti paesi del nord Europa, che dovrebbero rappresentare un modello per noi.

Come mai 9 donne su 10 sono portate a rivolgersi ad un medico ginecologo dall'inizio della gravidanza?
Come mai 9 donne su 10 nemmeno sanno che potrebbero essere seguite mensilmente da un'ostetrica di fiducia per tutta la durata della gravidanza?

Non voglio fornire risposte, solamente portarvi a riflettere su un modello assistenziale tutt'ora prevalente qui in Italia ma che stona con quanto viene consigliato ormai all'unanimità dalle linee guida nazionali ed internazionale, stilate ovviamente sulla base delle evidenze scientifiche.

Proviamo a capire insieme cosa porta una Donna che ha appena scoperto di aspettare un bimbo a rivolgersi al medico ginecologo, barrate la o le caselle che maggiormente si avvicinano al vostro pensiero:

-Non conosco a chi altri potrei rivolgermi.
-Lo fanno tutte.
-Lo ha fatto mia madre, si fa così.
-Me lo ha consigliato il medico di base.
-Me lo ha consigliato la mia amica.
-Così sono sicura che vada tutto bene.
-Così se serve mi da le medicine adatte.
-Mi fa le ecografie tutti i mesi.
-Così verrà in ospedale al parto.
-Così sono tranquilla che se qualcosa non va lui lo scopre subito.
.......

Ora, l'intento di questo articolo non è denigrare la figura del medico, assolutamente.
Il medico è un professionista importantissimo ed essenziale, così come la diagnostica e l'intervento farmacologico. Ma tale intervento va proposto al posto giusto e nel momento giusto, non a scopo preventivo. Solo se necessario! Quando necessario! Quindi non come approccio routinario.

E la Donna, futura Madre, non va considerata una tabula rasa da plasmare secondo le proprie idee, qualcuno privo delle competenze necessarie a comprendere ciò che avviene dentro di se, una persona sprovveduta e indifesa con la quale instaurare un rapporto di dipendenza affinchè essa si affidi al nostro "sapere" e ai nostri strumenti.
La Donna, futura Madre, possiede già ogni risposta, dentro di se. Conosce perfettamente il proprio corpo, i segnali che esso le invia e la risposta a tali segnali, per il bene suo e della vita che porta dentro di se. Solo che talvolta essa non sa di sapere, perchè lo ha dimenticato. O meglio, la nostra cultura glielo ha fatto dimenticare. Ci fa credere che le risposte le abbiano gli altri, i professionisti, chi ha studiato. E ci porta inevitabilmente ad affidarci ad essi, a delegare tutto ad essi.
Bene, il compito di chi accompagna una futura Madre nel suo percorso, è quello di aiutarla a riprendersi in mano questa conoscenza che nessuno più di lei stessa possiede. Di aiutarla nella strada verso la consapevolezza, anzichè fornirle risposte preconfezionate dall'alto. E ciò può essere fatto attraverso strumenti antichi e sapienza antica, che rispettino la salute di Madre e Nascituro, sia fisica che psicologica, con discrezione e rispetto, con fiducia verso la Donna che sa più di chi l'accompagna e l'assiste!


Io scelgo un'Ostetrica! Accanto alla Madre, per la Madre!

Se sei una futura Mamma Ligure e in particolare genovese, scrivici a coge.lemaree@gmail.com e richiedici un colloquio informativo e conoscitivo!



venerdì 2 maggio 2014

Siamo nate! Siamo...LE MAREE!

Eccomi di nuovo a scrivere dopo un po' di tempo!
Sono tempi di grandi cambiamenti e oggi vorrei raccontarveli qui!

Come immaginerete o saprete, non sono l'unica ostetrica libera professionista qui a Genova, ma sono in ottima compagnia!!!!
Conoscevo già da qualche anno Alessandra Parisi e Teresa-Lin, che lavoravano insieme e con le quali abbiamo organizzato insieme alcuni eventi (la presentazione di "E se poi prende il vizio?" con Alessandra Bortolotti e la proiezione di Freedom for Birth) ed Elisa Casazza, con la quale abbiamo organizzato altri incontri sul tema delle vaccinazioni, che lavorava insieme ad Alice Musico, che conobbi per la prima volta in occasione di un evento informativo per operatori sul lutto perinatale.
Infine conobbi a novembre scorso Adele Moncagatta, ostetrica perugina trasferitasi a Genova.

Tutto cominciò proprio la settimana dopo aver incontrato Adele.
Per caso navigando su facebook incappai in un post di un'amica che pubblicizzava la propria presenza alla fiera Natalidea, così ci dicemmo "Ma perchè non sfruttare questa fiera per far conoscere la figura e le competenze dell'ostetrica libera professionista?". Detto e fatto, eccoci col nostro piccolo stand organizzato e messo su in fretta e furia una settimana prima dell'inizio della fiera con materiali trovati in casa, relegate dietro ad una colonna e ad una Smart, accanto agli spifferi delle porte d'uscita e accanto allo stand delle ballerine del burlesque...cariche come non mai!!!

Fu una bella occasione per conoscersi, per scoprire gli obiettivi e i sogni in comune e condividere la stessa passione per questa bellissima professione ostetrica!

Forti e cariche di questa energia positiva, decidemmo di lanciarci anche per la fiera successiva, che si sarebbe tenuta ad inizio aprile, con l'obiettivo di organizzarla per tempo e meglio!
Ma perchè non farlo come gruppo e in veste ufficiale anzichè come singole? Si sa che l'unione fa la forza!!
Il sogno di tutte è quello di una casa maternità qui a Genova, perchè non mettersi insieme, associandosi, per perseguirlo?
Iniziamo a parlarne...

Intanto durante uno dei corsi in piscina ne parlo con una delle mamme, Debora, e scopro che il suo sogno sarebbe stato quello di aprire un centro di riferimento per le donne ad Alghero, sua città natale.
Ecco che presento Deb alle altre e come se fosse la cosa più naturale del mondo diventa parte integrante del gruppo, anzi, potremmo dire elemento trascinatore del gruppo, colei che tiene le fila e coordina i lavori!
Il parlarne piano piano si inizia a concretizzare...scriviamo e approviamo lo statuto e troviamo il nome, in parte grazie ad un concorso su facebook, in parte grazie ad una luuuuunga riunione serale (la prima di parecchie altre!!).

Nel frattempo la vita di Alice assume risvolti nuovi e inaspettati perciò decide per il momento di camminare al nostro fianco dal di fuori del gruppo, come nostra fan numero 1!

Ma ci mancava ancora un membro!
Eh sì, perchè il nostro progetto prevedeva uno spazio dedicato ai piccoli, uno spazio accogliente, sicuro ed organizzato ove accoglierli mentre la mamma frequenta un corso, fa una visita di controllo, va al lavoro o a far compere. Ecco che Anna, super-mamma di quattro bimbi e mia grandissima amica, entra a far parte del gruppo come educatrice.

La squadra adesso è al completo, ci registriamo....siamo ufficialmente...

 Le Maree

Da sinistra Alessandra, Elisa, Adele, Debora, Teresa, Emanuela...manca solo Anna!

Ma che fanno Le Meree? Potremo dire...una marea di cose!
Eh sì, perchè l'obiettivo è quello di fornire servizi alla DONNA, alla FAMIGLIA, alla COPPIA a 360°: dalla contraccezione, alla prevenzione ginecologica, all'assistenza in gravidanza fino al parto (in casa propria o in casa maternità, ma anche accompagnato in ospedale), all'assistenza dopo la nascita e nel primo anno del bambino, fino alla menopausa, il tutto passando attraverso corsi di gruppo e incontri individuali per un accompagnamento attivo verso una nascita ed una maternità consapevole e per mantenersi in salute e in pieno benessere ad ogni età!

Al momento noi Maree siamo alla ricerca di una sede, della nostra futura Casa di Maternità, ma non siamo ferme, anzi!! Ogni corso e ogni incontro sono attivi nelle sedi che ci hanno ospitate fino ad adesso, per poi convogliare nella sede nuova e ognuna di noi è pronta ad assistere le future mamme o le neomamme anche al domicilio!

Il SITO è in costruzione, ma ci trovate su facebook come
profilo CoGe Le Maree e come
fan page  COGe Le Maree attraverso la quale trovare tutti gli eventi e i corsi in programma all'interno della sezione eventi.

Cosa aggiungere? E' cominciata una nuova avventura, che sta portando con se grandi novità e cambiamenti, una svolta nella mia vita di "ostetrica solitaria abituata a far tutto da sè e non far capo a nessuno"...ma le novità, si sa, ti crescono e ti arricchiscono e quindi carica di energia positiva e di 4 nuove amiche...parto per questa avventura!!!

Emanuela

mercoledì 12 marzo 2014

Risultati concorso letterario-creativo IO E LA MIA OSTETRICA

Ecco finalmente i tanti attesi risultati del....

CONCORSO LETTERARIO-CREATIVO 

"IO E LA MIA OSTETRICA"

...concorso indetto per festeggiare i miei primi 10 anni da ostetrica!

La giuria era formata da 8 ostetriche libere professioniste che operano in Italia che hanno attentamente letto più volte le composizioni e votato le tre che hanno giudicato maggiormente interessanti/toccanti/creative/originali/divertenti...che hanno preferito, insomma!

Tantissimi complimenti a Chiara, Paola e Raffaella, le tre creative vincitrici, di cui potete leggere la composizione, e tantissimi complimenti a tutte le altre mamme creative partecipanti, perchè sono arrivate composizioni bellissime e toccanti (la scelta è stata davvero difficile!!!) che, un giorno, spero, potranno andare a comporre un libro dedicato alla figura dell'ostetrica!

Buona lettura e...

GRAZIE!!!

1° POSTO

Chiara Benvegnù
di Alba

"Dedicato alla mia fantastica ostetrica Chiara Maria Taliano (da poco mamma per la terza volta), che mi ha seguito in gravidanza fino al parto in casa, ma anche a Gisella Giordano, seconda ostetrica al mio parto, e ad Annalisa Fedele, anche lei presente al parto nonchè per tutta la gravidanza nei corsi di ginnastica e rilassamento."
Scegliere si può - ed è bellissimo!
Immensa e calorosa gratitudine dal profondo del mio cuore, per le tre giovani ostetriche che mi 
hanno accompagnato nella strada verso la conoscenza di una nuova me. Una donna nuova è nata 
insieme alla mia terza bambina!
Alla mia terza gravidanza, indecisa su quale tipo di assistenza scegliere (consultorio o ginecologo?
Nessuna delle due opzioni, che avevo già provato in passato, mi convinceva del tutto) ho scelto una 
via nuova: l'ostetrica. Quante cose sono cambiate grazie a questa decisione, presa così, d'istinto! 
Pensavo non ci fosse più nulla da imparare sulla gravidanza e sulla nascita, prima di conoscere il 
lavoro a tutto-tondo che fanno le ostetriche con le donne, in tutte le età della vita. Ho imparato ad 
ascoltare i segnali del mio corpo e a fidarmi di esso, a rispettarlo ed amarlo per il miracolo che stava 
compiendo. Ho imparato a non avere paura di non essere una brava mamma. Ho imparato un modo 
nuovo di accudire i figli, più vicino ai loro bisogni, che ascolta il cuore e non le convenienze del 
momento, ho capito l'importanza di godere dei momenti belli insieme alla mia famiglia, lasciando 
da parte le piccole preoccupazioni quotidiane... 
Ma soprattutto, scegliendo un'ostetrica ho scoperto che si può scegliere la nascita che si desidera per 
sé e il proprio bimbo, e che questa scelta rappresenta una presa di posizione forte, un riappropriarsi 
di ciò che da millenni appartiene alle donne e che solo negli ultimi anni si è creduto di poter 
delegare ai medici, diventando passive e subendo le decisioni degli altri. La scelta di dove e come 
partorire dipendeva solo da me e da nessun altro fattore esterno, non era più come credevo 
funzionasse prima, per questo non ho potuto tirarmi indietro e ho deciso di far nascere la mia 
bambina nel posto che sentivo più giusto per noi, nella nostra casa. 
Scegliendo questo ho compiuto un percorso interiore non facile, ripensandoci mi sentivo come una 
barca al largo, in mezzo ad un mare in burrasca...dopo essermi disperata un po' ho parlato con la 
mia ostetrica e lei mi ha aiutato a far chiarezza nei miei pensieri. Allora ho preso coraggio, e ho 
fatto un fagotto di tutto ciò che era superfluo, creandomi solo confusione: i timori, le persone e i 
discorsi che mi condizionavano, tutto quello in cui pensavo di aver creduto fino a quel momento, e 
l'ho lasciato andare giù nel mare. Così, leggera, libera di un peso inutile, mi sono trovata faccia a 
faccia con la vera me stessa. Finalmente il cielo è tornato limpido e il mare si è calmato, ho visto 
con chiarezza il mio approdo, quello in cui credevo fermamente, quindi ho potuto affermare le mie 
idee con convinzione e fierezza davanti a tutti, anche a chi non mi appoggiava. Mi sono sentita forte 
come non mi ero mai sentita prima... Sono cresciuta insieme alla bimba che cresceva dentro di me!
La nascita in casa della mia bambina è stato il completamento di questo percorso. Ho atteso il suo 
arrivo con pazienza e fiducia negli ultimi giorni, sempre accompagnata dalla presenza forte e 
rassicurante della mia ostetrica e delle sue due splendide colleghe. E quando è arrivata "l'onda 
buona" della nascita, ho saputo cavalcarla da sola, senza aver paura, perchè loro erano lì con me, 
insieme al mio uomo e padre delle mie figlie. Mi hanno accudito con dolcezza, mi hanno fatto 
rilassare danzando, mi hanno massaggiato, accarezzato e incoraggiato nell'essere, semplicemente, 
me stessa, quella donna che avevo visto placata la tempesta. La mia creatura è scivolata fuori dal 
mio mare come una bambina-pesce, piangeva forte ed è stata vivacissima fin da subito. Averla con 
noi, così, nell'intimità della nostra casa, nella penombra e nel tepore, è stato il dono più bello che 
potevamo farci, nei suoi grandi occhi azzurri c'è ancora la serenità di quel momento e mi auguro 
che l'accompagni sempre. 
Tutta questa bellezza non avrei potuto conoscerla se non avessi incontrato, poco più di un anno fa, 
quelle donne forti e luminose che mi hanno tenuto per mano fino a qui, che sono un punto di 
riferimento tutt'oggi, verso cui va la mia più profonda gratitudine. Questo senso di riconoscimento 
si è trasformato in energia, entusiasmo, voglia di far conoscere a più donne possibili quanto la scelta 
di farsi accompagnare da un'ostetrica possa arricchire -a volte in modo decisivo, come è successo a 
me- il nostro cammino di donne e di madri.
Chiara Benvegnu', con la piccola Susanna

2° POSTO

Paola Setti
di Genova
Un altro parto è possibile
Quando è arrivato a casa l'Enri erano le nove e mezza della sera e io avevo le doglie da due ore almeno. Entra e dice: "Beh ma cos'è questa, una seduta spiritica? Non sarà il caso di andare in ospedale?". Il fatto è che lui, da maschio di una volta quale è, il mio e nostro parto se lo era prefigurato così: ai primi dolori la porto in ospedale, poi mi accomodo lontano dalle urla e aspetto. Come i papà dei vecchi film e delle barzellette, che poi arriva l'infermiera e dice: "Chi è Enrico?", lui accorre e lei gli mostra un fagottino profumato. Lo aveva detto subito: "Io in sala parto MAI". E quindi in fondo è stato grazie a lui se ho scoperto che, ebbene sì, un altro parto è possibile.Entra in casa e la scena che trova è questa: penombra, teli ovunque, io seduta sul pallone tondo tipo pilates, Alessandra e Teresa che mi massaggiano, mia madre che si fa spezzare le mani tra le mie e nelle pause spreme arance per placare la mia insaziabile sete e il bisogno di zuccheri. A ogni contrazione, tutte quante insieme vocalizziamo respirando: aaaaaaahhhhh. Lui, l'Enri, non ci può credere. Mia madre gli dice di tenermi le mani, lui obbedisce alla suocera ma, si sa, i maschi di una volta le emozioni mica le reggono, così se ne sta lì un po' rigido, io avverto la sua ansia, il dolore non riesco più a gestirlo e allora grido: mandatelo via! Diciamolo dai, super moderni papà a parte, il parto è una roba da fare tra donne. Io l'ho fatto così. Il travaglio in casa. All'ospedale non ci sono andata, vade retro medici e macchinari. Invece ho scelto il centro nascite alternativo del San Martino di Genova: sei come a casa tua, circondata solo da ostetriche. Se poi ci fosse un'emergenza qualsiasi, il reparto è dietro la porta. Lì, al Cna, ci sono arrivata che ero dilatata di otto centimetri. Mezz'oretta di spinte e via, nemmeno un puntino mi hanno dato. Tutta fortuna, dicono molte amiche. Perché ti sei dilatata subito, altrimenti avremmo voluto vederti. Può darsi, certo. Ma io credo fermamente che nelle situazioni positive che regaliamo a noi stessi tutto sia più facile, fluido, giusto. Fossi andata subito in ospedale magari avrei dovuto fare un po' di attesa seduta su una sedia o sdraiata su una barella, poi mi avrebbero attaccata alla macchina per il monitoraggio, e il ginecologo che ti visita, e l'anestesista che ti domanda se vuoi l'epidurale, "guardi che se il sondino non lo mettiamo ora poi dopo è un casino", e tutti intorno, infermiere, ostetriche, studenti, e insomma, l'ospedalizzazione io sono sicura che non mi avrebbe aiutata ad andare incontro al dolore. Perché in effetti è solo questo che bisogna fare. Non contrastarlo ma assecondarlo, respirarci dentro e poi lasciarlo andare. Pensando che ogni contrazione è il tuo bambino che si spinge un po' più giù, per venire a conoscerti. Fa male, sì. E allora? È un dolore naturale, nel senso che ce lo ha donato la Natura. Le leonesse si fanno l'epidurale che voi sappiate? E le balene? Io ho trovato così bella l'esperienza di sentirmelo addosso e vivermelo tutto, che tra una contrazione e l'altra sorridevo, con grande stupore delle mie ostetrichine. Le chiamo così perché sono due ragazze giovani. "Mi stai dicendo che io devo affidare mia figlia a due giovincelle?" domandava il solito Enri prima di venire zittito dai fatti. E i fatti sono stati questi. "Dì qualcosa alla tua bambina" mi diceva Alessandra sulle spinte finali. E poco importa che io abbia urlato "Esciiii" quasi con rabbia, perché in quel momento tu mica lo sai di essere dilatata, ti senti sempre uguale e pensi che una creatura non ci potrà passare mai da lì, si mettessero tutti l'anima in pace. "Dì qualcsa alla tua bambina" Alessandra me lo ripeteva da mesi. Il fatto è che lei e Teresa mi hanno insegnato a stare in contatto con Emilia già da quando era nella pancia. Ad ascoltarla, a parlare con lei, a fare le cose con più lentezza, a nutrirmi meglio, a rilassarmi in acqua, a preparare il perineo per lasciarla uscire. Emilia è nata rosa e con la testolina tonda come se l'avessero tirata fuori col cesareo. E il merito è del lavoro che ho fatto con le mie ostetrichine, di un percorso che ogni donna avrebbe il diritto e il dovere di fare. Il diritto per se stessa, per vivere un'esperienza che ha più a che fare con l'orgasmo che con l'inferno. E il dovere verso i propri bambini, che meritano di nascere così, accompagnati con gioia, e non con dolore, verso la Vita. Purtroppo l'Italia non è un paese per mamme. Checché ne dicano i politici riempiendosi la bocca di sostegno alla famiglia, le donne che partoriscono diventano un problema sul lavoro e un numero in ospedale. Nessuno ti riconosce di aver compiuto un miracolo. Che milioni di altre donne hanno fatto, certo, ma che è sempre, ogni volta, un nuovo miracolo. Sta a noi dirlo a noi stesse, e pretendere di partorire nel modo giusto. Invece, le donne per prime si fanno guidare tra epidurali e tagli cesarei e barelle, invece di ascoltare la loro pancia e il loro cuore. Le ostetriche a me pare combattano questa battaglia ogni giorno. Parto dopo parto, doglia dopo doglia. Per me sono state fondamentali anche dopo. Quando durante l'allattamento hai le tette di marmo ma c'è poco da gioire, perché trattasi solo di dolorosissimi grumi di latte, loro sanno cosa fare per darti sollievo. Quando il pediatra ti suggerisce di sedare la creatura col bromuro pur di non sentirne le urla da coliche, loro ti salvano dal veleno porgendoti una tisanina di finocchietto biologico. E poi i corsi di nuoto con quei piccolini che ancora respirano come se avessero le branchie, i consigli su ciò che davvero ti può servire in una società che ti dice che senza l'ultimo (costoso) ritrovato in tema di creme da pannolino non sarai una buona madre e invece non è vero, e via così accompagnando noi mamme mentre accompagniamo i nostri figli. Persino l'Enri ora mi dice: chiediamo alle ostetrichine, no?Paola Setti

3° POSTO

Raffaella Turbino
di Genova 
La Piscina (per Emanuela, da Raffaella Turbino e la sua piccola Maria Elena Pizzo,
Genova, ottobre 2013)

Nel vortice confuso dei pensieri
di questa mia nuova vita
da mille impegni gravata
da quando la mia cucciola è nata
tra giorni lieti e giorni neri
cerco a fatica un appiglio
mentre tutto mi sfugge tra le dita.

Mi sento affondar nell'abisso
o volare alle stelle
in equilibrio instabile
tra fatica e ore belle,
funambolo dell'anima
cammino passo a passo
con le ali in mente
e ai piedi un grande sasso.

A tratti in questo caos
rinasce per magia
un'ora rilassante
di pace, di poesia:
la gioia di guardarsi
negli occhi sorridenti,
conoscersi, scambiarsi
notizie, ritrovarsi.

Protetti dal tepore
dell'elemento acquatico,
benessere, colori,
disciolgono i dolori.

E il miracolo avviene:
non ci sono piu pene,
tra noi,
finalmente torniamo,
io e lei,
a guardarci, abbracciarci leggère
nell'acqua azzurrina,
sorridendo sincere,
felici perché insieme nuotiamo
nella piscina.

Stiamo bene di nuovo
con delicatezza,
come una sola in due, madre e figlia,
e ancora riprovo
con meraviglia
sensazione di gioia e bellezza.

E per ogni dubbio, curiosita',
ansia, paura, difficoltà,
guida sicura che sempre ci assiste
- meno male che lei esiste -
e lungo tempo nell'acqua resiste,
come sirena, creatura marina
insieme mitica, ma cittadina
sostiene il gruppo nel suo progetto
e suggerisce il consiglio corretto,
tesse l'ordito di questa telagrazie mille, Emanuela.


venerdì 28 febbraio 2014

Allattamento al seno: Mamme credete in voi!!

In questi giorni tanti, troppi, racconti di parti vissuti negativamente, di mamme in travaglio che si sentono sole, lasciate a se stesse, nella paura di non sapere cosa sta accadendo dentro di loro, in un posto che è tutto eccetto che familiare ed intimo quando ormai è noto a tutti che la condizione necessaria affinchè le forze del travaglio compiano il loro corso fisiologico è proprio un ambiente intimo e familiare...

E quanti racconti di allattamenti che faticano a cominciare, di seni gonfi e duri e rossi e dolenti e di neonati che faticano ad attaccarvisi, di aggiunte di latte formulato "consigliate" (ma potremmo dire quasi "imposte") spesso con troppa leggerezza, di terrorismo su un calo di peso ritenuto eccessivo, su un bimbo che ciuccia troppo poco, su un latte che manca....su un seno che non produce abbastanza latte...o che lo produce scarsamente nutritivo....


Una neomamma è sicuramente più vulnerabile e sensibile di fronte a tutto questo.
Ci si sente inadeguate, spaventate di fronte ad un piccolo essere che dipende in tutto e per tutto da noi, che all'inizio sembra volere tutto e il contrario di tutto e non si capisce come rispondervi.
Tutto questo corredato da un quadro ormonale che sicuramente non aiuta!

Allora che fare?

Non esistono risposte preconfezionate che si confacciano ad ogni mamma. Ogni mamma è diversa, ogni seno è diverso, ogni neonato è diverso (che meraviglia, è la Natura!!!!), solamente il sostegno e il consiglio cuciti su misura per ciascuna di voi possono realmente fare la differenza!

Anzitutto, care Mamme, credete in voi! La Natura ha preposto il corpo femminile per crescere dentro di sè il bambino e portarlo alla maturazione, per partorirlo e poi nutrirlo al meglio mediante l'allattamento al seno. Non è possibile che il latte sia nutrizionalmente carente, il latte non è acqua, mai!!!!

Tornate a conoscervi, ad ascoltarvi! Il vostro corpo sa esattamente ciò che sta accadendo e ve lo comunica...occorre re-imparare ad ascoltarlo e ad avere fiducia in lui, nelle sue capacità e potenzialità!
Non delegate altri a dare risposte che potete avere da voi stesse!

Informatevi già durante la gravidanza rispetto all'allattamento e al meccanismo della domanda e dell'offerta, nonchè ai benefici dell'attacco precoce, del rooming-in fin dalla nascita, del contatto pelle-a-pelle più precoce possibile, dell'allattamento a richiesta, dell'importanza di non dare alcuna aggiunta di soluzione glucosata o latte formulato al neonato, soprattutto mediante biberon.

Siate forti nella convinzione che le madri siete voi, i bambini sono i vostri e voi sapete cosa è meglio per loro più di chiunque altro!
E, soprattutto, non lasciatevi mai "strappare" il vostro legittimo diritto di scegliere consapevolmente per voi e i vostri bambini: un'aggiunta di latte formulato o di glucosata non deve mai, per nessun motivo, essere imposta nè consigliata mediante il terrorismo psicologico inerente la salute del bambino, nè tantomeno somministrata senza il vostro consenso e senza che voi ne siate a conoscenza!!!

Il consiglio successivo è quello di cercare l'aiuto di una professionista esperta in allattamento. L'ideale sarebbe conoscerla prima della nascita, fare due chiacchiere con lei per capire anzitutto se a pelle ci si piace, quale siano le sue idee, la sua preparazione e la sua esperienza, per poi avere già un punto di riferimento sicuro da poter chiamare all'occorrenza una volta tornate a casa dall'ospedale. Tante volte solo il fatto di sapere che esiste una persona di cui ci si fida e di esperienza da poter chiamare in caso di necessità colma il 50% dei timori e delle ansie della neomamma!

...e infine...

...Credeteci, voi potete....
e noi siamo con voi!!


lunedì 3 febbraio 2014

PORTARE I BAMBINI Pomeriggio di informazione, confronto, prova di supporti a Genova!

Portare i bambini addosso, fin dalla nascita, nel modo che maggiormente rispetti la fisiologia sia di chi porta che di chi viene portato, è il modo più spontaneo, naturale, benefico e comodo di affrontare i primi mesi e i primi anni di vita col bambino.
Sì, perchè "portare" non è solo una praticissima forma di trasporto, ma una modalità del tutto naturale e istintiva per affrontare la quotidianità e i bisogni dei bambini, soprattutto molto piccoli.
Portare è CONTENERE, portare è PROTEGGERE, portare è COCCOLARE, portare è CONSOLARE, portare è RISPETTARE.


Il neonato ritrova il contenimento e il caldo abbraccio dell'utero materno, può stare a stretto contatto col genitore, ritrovare quelle sensazioni così famigliari per lui di calore corporeo e odore materno/paterno. Il neonato in fascia viene protetto da un eccesso di stimoli che vengono dall'ambiente esterno e verso i quali non sempre è ben disposto.
In generale portare un neonato in fascia vuol dire rispondere ad una sua esigenza, qualunque essa sia.
In fascia si può anche allattarlo!
In fascia si allevia il fastidio delle coliche o un reflusso acido dallo stomaco!
In fascia si calma un bimbo molto stanco o nervoso che fatica a prendere sonno!

E' essenziale, però, portare nel modo corretto, nel rispetto della fisiologia di chi porta e di chi è portato e non tutti i supporti in commercio garantiscono tale rispetto.

Ecco per voi un pomeriggio dedicato all'argomento!

Insieme alla collega Adele Moncagatta e grazie a Laura Anfossi, mamma ed esperta portatrice, nonchè titolare insieme a Pietro Mauri del negozio biologico Mauribio di via san Luca 56/A/R a Genova, trascorreremo un pomeriggio per ricevere informazioni sui benefici del portare, sui vari supporti esistenti e sulle caratteristiche di ciascuno.
Sarà una bella occasione di scambio e confronto tra mamme già portatrici, un momento di approccio e prova sul campo per chi ancora non porta ma porterà e sicuramente un simpatico ed informale pretesto per trascorrere del tempo tra mamme e papà.
Ad accogliervi una tisana tiepida!

Suggeriamo di portare con voi i supporti che possedete, per provarli insieme e confrontarli!!

Vi aspettiamo SABATO 15 FEBBRAIO ALLE ORE 15.00 presso il LUPUS IN FABULA in via Galeazzo Alessi 3A/1, è gradita la prenotazione all'indirizzo mail roccaemanuela@yahoo.it

A presto,
Emanuela
Adele,
Laura