martedì 30 ottobre 2012

ALLATTAMENTO MATERNO Quali sono i bisogni delle mamme?

La natura prevede che allattare al seno sia un gesto naturale ed istintivo, che non necessita di insegnamenti:


immagine tratta da mazzavillani.blogspot.com

-qualsiasi mamma mammifero lo fa spontaneamente come madre natura ha preposto per lei,
-qualsiasi cucciolo appena nato cerca istintivamente il seno facendosi guidare dai propri sensi sviluppatissimi,
-la ghiandola mammaria inizia a produrre il colostro meccanicamente nel momento in cui il cucciolo non è più nell'utero materno e la placenta si stacca naturalmente da esso,
-il cucciolo percepisce l'odore del colostro e si fa guidare verso il seno,
-la madre secerne gli ormoni che producono il latte e ne mantengono la produzione nel tempo...

Come mai, allora, oggi così tante mamme incontrano difficoltà nell'allattare?

Ho provato a dare delle risposte...

1-Abbiamo perso la fiducia nelle capacità naturali del nostro corpo (la madre sa allattare e il neonato sa come succhiare al seno!)
2-Tendiamo a delegare ad altri ciò che in realtà sappiamo fare noi ("Come devo tenere il bambino?" "Come faccio ad attaccarlo al seno?" "Posso dargli l'aggiunta perchè mi sembra di non avere latte?" ...)
3-Veniamo influenzate dall'esterno ("Ma dagli pure la formula che va bene lo stesso!" "Sei così stanca, chi te la fa fare di allattare?" "Se lo allatti così spesso prenderà il vizio e ti userà come ciuccio"...)
4-Abbiamo perso la preziosità dell'esempio (un tempo le famiglie erano allargate e le bambine crescevano con la presenza pressochè costante di donne che allattavano in famiglia)
5-Siamo state ingannate da chi produce i sostituti del latte materno, ci è stato fatto credere che fossero la stessa cosa, anzi, che la formula lattea fosse addirittura meglio del latte materno!
6-Abbiamo meno tempo, una vita più frenetica, dobbiamo tornare presto al lavoro...
7-Troviamo scarso appoggio dalle figure professionali che dovrebbero fornirlo nei primi giorni dopo la nascita...
8-Ci troviamo a casa da sole con un neonato di 2 giorni di vita che piange e ci sentiamo inadeguate (non abbiamo sufficiente fiducia nella nostra capacità innata di accudire e nutrire un neonato...perchè nel tempo ci è stata tolta...)

Chi di voi non si ritrova in almeno una di queste risposte?

Da molti anni vado a casa delle neomamme dopo la dimissione dall'ospedale per "aiutarle" durante l'allattamento e sapete di cosa hanno realmente bisogno?

-TEMPO
-ASCOLTO
-CONFERMA
-FIDUCIA

Hanno bisogno di qualcuno che dedichi loro del tempo, ma del tempo VERO, quello con la "T" maiuscola, quello di qualità, quello che non guarda l'orologio! Tempo per essere ascoltate, tempo per credere in se stesse, tempo per ricevere conferma della bontà di ciò che stanno facendo...

Hanno bisogno di qualcuno che le ascolti! Che si fermi, che non le giudichi, che si sieda accanto a loro e le ascolti. Non solamente con le orecchie, ma soprattutto col cuore!

Hanno bisogno che qualcuno confermi loro ciò che in realtà già sanno. Che sono buone madri, che stanno accudendo il proprio cucciolo nel modo migliore (perchè è quello che viene dal cuore e dall'istinto di madre) e che sono tutto ciò che questa creatura chiede!

Hanno bisogno che qualcuno creda in loro e nel loro essere madri! In questo modo potranno ri-trovare la fiducia in se stesse e nel loro essere madri!

Hanno bisogno di "informazioni"?

Molte mamme, sì....vediamo perchè...
Una mamma che conosce il proprio seno, la sua anatomia, il meccanismo con il quale la ghiandola produce il latte, il modo migliore in cui il neonato dovrebbe attaccarsi al seno, il modo in cui tenerlo, il modo in cui capire se ciuccia a sufficienza e se cresce fisiologicamente...potrebbe essere una mamma che appena dopo la nascita affronta l'allattamento in maniera più serena, consapevole delle proprie capacità...

Un tempo questo "sapere" veniva "tramandato" da madre a figlia senza bisogno di "corsi" e "libri" che lo insegnassero (perchè insegnare una cosa istintiva?), le bambine e le ragazze vedevano allattare in famiglia e lo assorbivano come un gesto istintivo e normale.



Oggi non è più così, specialmente da quando i produttori di formule lattee a metà del secolo scorso hanno inculcato il messaggio che queste fossero il meglio per il neonato e intere generazioni di madri hanno smesso di passare le conoscenze innate dell'allattamento materno alle proprie figlie perchè "ingannate" da falsi messaggi.
E' un po' come se avessero messo un ostacolo in un ingranaggio che ha bloccato un normale divenire...
Le mamme di oggi devono ri-scoprire ciò che le mamme di tanto tempo fà conoscevano e tramandavano naturalmente di generazione in generazione.
Che fatica, vero?

L'informazione, quindi, è importante...ma dovrebbe cominciare durante la gravidanza e non dopo il parto!
In gravidanza siamo concentrate sul parto (Cosa mi devo aspettare? Cosa succederà? Sentirò molto dolore? Ce la farò? Potrò fare la peridurale?), e nessuna pensa al "dopo"!!!!

L'allattamento inizia con la nascita! Non sarebbe meglio, allora, conoscere prima e arrivare al parto già "informate"? Quanta consapevolezza in più ci sarebbe! Quanta fiducia in se stesse ci sarebbe! Quanta fatica in meno! E quanta serenità in più!

Nel caso in cui ciò non sia avvenuto, chiedete aiuto!!!!



Esistono le Ostetriche, esistono le Consulenti de La Lega Del Latte, esistono le Consulenti IBCLC dell'AICPAM, esistono le Doula!

Mamme, non siete sole, ci sono altre donne che credono in voi pronte a dedicarvi TEMPO, ad ASCOLTARVI, a darvi CONFERMA  delle vostre capacità, a credere in voi e a farvi ri-trovare la FIDUCIA in voi stesse!!!

Emanuela Rocca

venerdì 26 ottobre 2012

ACQUATICITA' PRENATALE I benefici del lavoro corporeo e del rilassamento nell'acqua

Il lavoro corporeo in gravidanza è molto importante per mantenere l'elasticità dei tessuti, la tonicità dei muscoli, la mobilizzazione delle articolazioni, l'efficacia del sistema circolatorio, per il tono dell'umore e per molti altri motivi...

La gravidanza NON è una condizione di malattia, pertanto non esistono grosse restrizioni al movimento se non quelle dettate dal buon senso personale (per esempio, il buon senso suggerirebbe di non gettarsi col paracadute...) e quelle suggeriteci dal nostro corpo.
Se ci poniamo attentamente all'ascolto dei segnali che il nostro corpo ci invia, infatti, saremo perfettamente in grado di regolare le nostre attività, aumentandone i ritmi se esso ce lo consente o rallentandoli se esso ce lo richiede.

Solitamente il lavoro corporeo nell'acqua risulta molto gradito alla maggior parte delle future madri, poichè l'acqua permette di muoversi con agilità e leggerezza senza sforzare eccessivamente le articolazioni e senza faticare, nonchè di rilassare la muscolatura, prevenire e alleviare dolori lombari e ristagni di liquidi soprattutto agli arti inferiori negli ultimi mesi di gravidanza.

Quali sono i benefici dell'attività acquatica in gravidanza?

EFFETTI SUL CUORE:
L'allenamento aerobico aumenta gradualmente la potenza delle contrazioni cardiache, pompando il sangue più efficacemente ai distretti corporei. Il potenziamento di quest'azione cardiaca porta all'aumento della quantità di sangue pompato dal cuore e ricevuto dalle arterie polmonari con una diminuzione della frequenza delle sue contrazioni, quindi con minor sforzo.
Un cuore così allenato, ha un margine maggiore di accelerazione, utile al momento di compiere uno sforzo molto impegnativo, come ad esempio quello del travaglio e del parto, con la possibilità di tornare più rapidamente alla frequenza di base una volta cessato lo sforzo.

L'esercizio aerobico regolare e costante tende a regolare ed abbassare i livelli pressori e migliora la capacità respiratoria.

La forza idrostatica data dall'immersione nell'acqua (proporzionale alla profondità dell'acqua), inoltre, compie una compressione dei liquidi dallo spazio extravascolare al torrente circolatorio, aumentandone il volume e diminuendo gli edemi (con abbassamento della pressione arteriosa e aumento della diuresi).

EFFETTI SULL'APPARATO RESPIRATORIO:
In gravidanza avvengono diversi cambiamenti anatomici ed ormonali che influenzano l'attività dell'apparato respiratorio.
Primo fra tutti il progressivo sollevamento del diaframma fino a circa 4 cm, accompagnato dall'allargamento trasversale della cassa toracica, per mantenere invariato il volume della cavità toracica. Si aggiungono le modificazioni della circolazione sanguigna, l'aumento di volume dei seni e la distensione addominale mano a mano che l'utero aumenta di volume.
A tutto ciò si somma l'azione del progesterone, che aumentando in gravidanza stimola maggiormente il centro del respiro con conseguente aumento della frequenza respiratoria e del volume corrente.

L'attività acquatica permette di ridistribuire il sangue dalla regione toracica ai vari gruppi muscolari in attività, migliorando la distensibilità dei polmoni stessi.

EFFETTI SULLA MUSCOLATURA:
In acqua il nostro peso corporeo si riduce ad 1/6 di quello "all'asciutto", donandoci flessibilità e libertà di movimento.
L'acqua permette di lavorare senza affaticare le articolazioni, permette movimenti più ampi e leggeri, facilita l'esecuzione degli esercizi, permette di svolgere esercizi che altrimenti a terra non sarebbero possibili o sarebbero troppo faticosi o controindicati. In acqua a 30° i muscoli si rilassano maggiormente e ne è favorito l'allungamento. L'acqua oppone resistenza al movimenti, rallentandone i ritmi e permettendone un lavoro maggiormente efficace.
L'attività in acqua, dunque, permette di potenziare, allungare e rilassare i muscoli più agevolmente e con maggiori benefici rispetto all'attività a terra!





EFFETTI SU BACINO, COLONNA VERTEBRALE E POSTURA:
Durante l'arco della gravidanza il baricentro si sposta gradualmente con l'aumentare di peso e volume dell'utero: prima della gravidanza si trova davanti alla colonna vertebrale, poi si sposta in avanti inducendo un cambiamento della postura con aumento della lordosi lombare (e rischio di dolori in zona lombare) e instabilità nell'equilibrio.
L'aumento del peso (che aumenta lo sforzo richiesto alla schiena), l'eventuale ipotonia dei muscoli di gambe, addominali e rachide (collegati col bacino), in aggiunta a quanto sopra, determinano una rotazione in avanti del bacino stesso sull'asse trasversale.
La gestante inoltre, per controbilanciare il peso, contrae i muscoli della parte alta della schiena per portare e mantenere le spalle indietro, con conseguenti dolori nella parte alta della schiena, specialmente in zona intrascapolare, e difficoltà respiratoria.
Per effetto del progesterone, unitamente alla relaxina, i legamenti e le articolazioni diventano più flessibili e morbidi, allo scopo di aumentare i diametri del bacino e renderlo maggiormente accogliente per l'utero che aumenta di volume e più agevole per il passaggio del bambino nel canale del parto. La conseguenza di questo effetto rilassante, è lo spostamento e la separazione di alcune articolazioni della colonna e della cintura pelvica, a volte accompagnati da dolori in zona lombo-sacrale e pubica.

Il lavoro in acqua permette di alleviare e spesso annullare le conseguenze di questi cambiamenti anatomici ed ormonali.
In acqua la forza di gravità è quasi assente grazie alla spinta idrostatica (principio di Archimede), quindi le articolazioni sono notevolmente alleggerite, la colonna, i muscoli e i legamenti vengono alleviati del peso e della loro funzione di opporsi alla forza di gravità per mantenere il corpo eretto, dovendo solamente  mantenere l'equilibrio e il tronco in asse, perciò trovano giovamento dalla riduzione della mole di lavoro richiesta.

video


EFFETTI ORMONALI:
In acqua si abbassano i livelli plasmatici di dopamina con conseguente diminuzione della prolattina, ad effetto tocolitico (rilassamento della muscolatura uterina) e aumentano le endorfine (le nostre morfine naturali, oppioidi endogeni), ad effetto rilassante, antidolorifico e benefico sia sul corpo che sulla mente.

EFFETTO PSICOLOGICI/EMOTIVI:
Lavorare in acqua permette di acquisire maggior fiducia in se stesse e nel proprio corpo, grazie alla libertà e alla leggerezza dei movimenti e alla facilità con la quale si possono eseguire esercizi che a terra risulterebbero faticosi.

Il corso in piscina è un momento di socializzazione, di confronto e di auto-aiuto grazie al gruppo di persone che si trovano tutte ad attraversare la medesima avventura, le quali possono confrontarsi, ritrovarsi nelle emozioni e nei sentimenti altrui e fortificarsi grazie ad essi.



Trovarsi nell'acqua ci fa sentire più vicine al bambino nell'utero, anch'egli immerso in acqua.  Ci si può immedesimare in lui, provando emozioni simili, suoni ovattati, movimenti morbidi e leggeri come prova lui.

L'acqua permette di percepire il proprio corpo nella sua totalità, di coglierne maggiormente le emozioni e di comprenderne meglio le necessità.



CHE CARATTERISTICHE DOVREBBE AVERE UN CORSO DI ACQUATICITA' PRENATALE:

  • Dovrebbe essere condotto da una persona preparata e competente, preferibilmente un'ostetrica, in quanto figura preposta all'accompagnamento della gravidanza fisiologica, sia per quanto riguarda gli aspetti più informativi, che quelli di lavoro sul corpo o quelli emotivi e psicologici.
  • La vasca dovrebbe avere dimensioni ridotte e possibilmente essere dislocata in modo da assicurare intimità al gruppo di gestanti, per favorirne il raccoglimento e il lavoro su di se. Spesso la presenza contemporanea di altri gruppi di lavoro, musica, voci e suoni forti può compromettere parte dei benefici del lavoro acquatico.
  • L'acqua dovrebbe avere una temperatura compresa tra i 28 e i 32 gradi. L'acqua troppo fredda irrigidisce il perineo e può provocare contrazioni uterine. L'acqua troppo calda stanca la futura mamma, non le permette di lavorare efficacemente e ne abbassa eccessivamente la pressione arteriosa.  Le immersioni in acqua calda, sebbene non siano controindicate, dovrebbero avvenire per brevi lassi di tempo.
  • Gli esercizi dovrebbero: rilassare le parti del corpo maggiormente soggette a tensioni (collo e spalle), mantenere le funzionalità e l'elasticità di tutte le zone corporee coinvolte maggiormente nelle trasformazioni lente e graduali indotte dalla gravidanza, preparare ed allenare quelle zone corporee che giocheranno un ruolo determinante nella nascita.
  • Ogni incontro dovrebbe prevedere una parte dedicata al rilassamento, oltre al lavoro corporeo.
  • Dovrebbe essere possibile abbassare le luci e ascoltare musica rilassante in accompagnamento ai momenti dedicati al rilassamento.
Bibliografia:
"L'acqua e la nascita" Gli esercizi in gravidanza e il parto in acqua, di Fraioli e Thoeni, ed.red!
"Acquaticità e benessere in gravidanza" L'acqua prima durante e dopi il parto, di Anna Gambi, Bonomi Editore
"Manuale del parto in acqua" Guida pratica e completa all'uso dell'acqua durante la gravidanza, il parto e la prima infanzia, di J. Balaskas e Y. Gordon, edizioni red!

Immagini scattate durante il corso di acquaticità prenatale del mercoledì mattina, si ringraziano: Chicchi, Stefania, Monica, Barbara, Rosanna, Linda, Maria, Federica e Anna.

Emanuela Rocca






lunedì 22 ottobre 2012

ALLATTAMENTO AL SENO: diverse posizioni per soddisfare necessità diverse!

Tenere in braccio e portare al seno il proprio bambino è un gesto molto istintivo e naturale.

Ogni mamma ha una posizione in cui si trova meglio per allattare: quella in cui sorregge meglio il bimbo, quella in cui gli porge più agevolmente il seno, quella in cui il bimbo si attacca al seno più comodamente, quella in cui le spalle e la schiena non si affaticano, quella in cui stabilisce un miglior contatto visivo col bimbo, quella in cui riesce a controllarne la posizione della bocca...

Non ci sono posizioni giuste o sbagliate. Non ci sono posizioni migliori in assoluto.
Ogni posizione in cui teniamo il bambino per allattarlo presenta dei vantaggi...

POSIZIONE CLASSICA:

Posizionatevi in modo da stare comode e rilassare schiena e spalle, una poltrona, il proprio letto, un divano possono fare al caso vostro per cominciare, ma con la pratica anche una sedia, il gradino di una chiesa, uno sgabello andranno benissimo!
I primi tempi le poppate potrebbero durare diverso tempo (lasciamo sempre che sia il bambino a stabilire i tempi, poichè in grado di autoregolarsi e staccarsi da un seno dopo aver poppato la parte di latte più grassa che arriva dopo un po' di tempo che succhia), perciò può essere d'aiuto adoperare alcuni cuscini per sostenere la schiena e le braccia in modo che il bimbo sia all'altezza del seno senza doverci chinare verso di lui.
Nella posizione classica il bimbo viene sostenuto dal braccio dello stesso lato del seno che allatta. La testolina del bimbo si trova nell'incavo del braccio della mamma, che con l'avambraccio e la mano ne sostiene il busto e il sederino. Il corpo del bimbo dovrebbe essere allineato in modo che non debba girare la testa o piegare il collo per raggiungere il seno, la bocca all'altezza del capezzolo.

Con la mano libera la mamma può sostenere il seno (soprattutto un seno grosso, per facilitare la presa al bimbo e impedire che gli scivoli il capezzolo, portandolo a succhiare il capezzolo e non il seno) o fare il "sandwich" per facilitare l'attacco corretto del bimbo nel caso fatichi ad aprire adeguatamente la bocca o nel caso di un seno grosso o effettuare la compressione del seno ( a monte dell'areola) se il bimbo tende ad addormentarsi spesso e fatica a succhiare...


POSIZIONE DI TRANSIZIONE:

Questa posizione è molto simile a quella classica, si differenzia nel braccio che sorregge il bambino. La mamma infatti sorregge la testolina e la schiena del bambino con la mano e l'avambraccio opposti al seno che allatta.
Occorre fare attenzione alla posizione della mano quando sostiene la testolina. Non bisognerebbe porre il palmo della mano sulla nuca, nè premere la nuca del bambino, poichè istintivamente spingerà indietro, quindi in direzione contraria al seno. La mamma sostiene la testa posizionando il pollice dietro ad un orecchio e le altre dita dietro l'altro orecchio, la nuca appoggia sulla linea che congiunge il pollice all'indice.
Solitamente è una posizione che viene adoperata temporaneamente per facilitare alla mamma l'attacco del bambino al seno, che verrà sostenuto con la mano del lato del seno che allatta. Una volta che il bimbo si è attaccato si sistema il braccio del lato del seno che allatta in modo che il bambino venga  a trovarsi nella posizione classica, più riposante per braccia e spalle materne.

immagine tratta da vimeo.com

POSIZIONE SCIVOLATA:

Questa particolare presa può essere utile quando il bambino predilige un lato all'altro nei casi in cui tale situazione sia legata ad una sua postura (spesso derivante dalla posizione in utero). Ci sono neonati, infatti, che preferiscono girarsi da un lato piuttosto che dall'altro e faticano a mantenere la posizione su un fianco o sull'altro e spesso questa situazione riflette quella assunta maggiormente in utero. Spesso presentano rigidità a livello di collo e/o schiena e la posizione su un determinato fianco può risultare scomoda, stancante o addirittura fastidiosa rendendo difficoltoso l'attacco al seno corrispondente.
La posizione scivolata altro non è che il scivolamento laterale della posizione classica.
Il bambino verrà posto nella posizione classica in corrispondenza del seno che preferisce, quindi spostato lateralmente fino a trovarsi con la bocca in corrispondenza del seno opposto. Il suo corpo deve essere sostenuto lateralmente da un cuscino e dal braccio materno corrispondente a quest'ultimo seno.

POSIZIONE RUGBY:

Posizionatevi sedute con un cuscino accanto a voi in corrispondenza dello stesso lato del seno che allatterà. Il neonato viene appoggiato supino sul cuscino in modo da arrivare da sotto al seno con la bocca in corrispondenza del capezzolo. La mamma sostiene la testolina del bimbo e la parte alta della sua schiena con la mano e l'avambraccio dello stesso seno che allatta. L'altra mano può sostenere il seno. Le gambe del bimbo sono rivolte indietro rispetto al corpo della mamma.
Questa posizione è utile per quelle mamme che nella posizione classica non riescono a valutare l'attacco del bambino ed è comunque utile da alternare alla classica poichè così vengono svuotati maggiormente i dotti galattofori longitudinalmente piuttosto che quelli laterali che vengono maggiormente svuotati nella posizione classica.
E' una buona posizione anche per allattare contemporaneamente due gemelli!

immagine tratta da nascereincasaumbria.blogspot.com

POSIZIONE SDRAIATA SUL FIANCO:

Di notte è particolarmente importante riuscire a riposare anche mentre si allatta il proprio bimbo da letto, così si può allattare sdraiate!
Posizionatevi sdraiate su un fianco, lo stesso del seno che allatterà. Appoggiate la testa su un cuscino in modo da stare comode e fate passare il braccio in alto. Posizionate il bimbo su un fianco parallelo a voi, esattamente di fronte al vostro corpo, mantenendo la sua colonna in asse e la sua bocca all'altezza del capezzolo. La sua testina deve essere appoggiata preferibilmente sul materasso e non sul vostro braccio, per non costringerlo in una posizione scomoda e innaturale col collo piegato. Col braccio che avrete fatto passare in alto rispetto al bimbo potete contenerlo lungo la schiena.
Ottima posizione anche per i giorni dell'immediato dopo parto, quando può capitare che restare a lungo sedute risulti scomodo o doloroso per il perineo ancora indolenzito dal parto o reduce della sutura di una lacerazione da parto.

immagine tratta dalla pagina facebook "Una pancia per amica"

POSIZIONE VERTICALE:

La mamma può sistemarsi seduta comoda con dei cuscini dietro alla schiena in modo da non sforzarne i muscoli, il bimbo davanti a se, "seduto" sulla gamba materna, la stessa del lato del seno che allatterà, in modo da arrivare con la bocca all'altezza del capezzolo. Il bimbo è posizionato verticale, di fronte alla mamma, che potrà inclinare più o meno la propria posizione, regolando l'inclinazione sulla base della necessità e sostenendo la schiena e la testolina del bambino con le braccia.
E' una posizione utile nei casi di reflusso per facilitare il bambino nella poppata e prevenire il reflusso dei succhi acidi dallo stomaco all'esofago.

immagine tratta da salute-benessere.excite.it


POSIZIONE SUPINA:

La mamma è supina o semisdraiata appoggiata a dei cuscini, ma a pancia sopra e il bimbo posizionato sopra di lei, parallelo, con la bocca all'altezza del capezzolo. Con le braccia lo contiene e sostiene.
E' un'ottima posizione per quelle mamme col riflesso di eiezione del latte molto forte, per evitare che il latte arrivi troppo velocemente al bambino, spaventandolo e andandogli per traverso.

immagine tratta da wellme.it

POSIZIONE DELLA LUPA:

Questa posizione può aiutare a sbloccare un ingorgo mammario qualora si venga a trovare in una posizione in cui difficilmente si possa attaccare il bambino in modo che il suo mento si trovi in corrispondenza della zona ingorgata.
Quando uno o più dotti galattofori si occludono, infatti, il modo migliore per sbloccarli, dopo aver applicato un impacco caldo e aver massaggiato il seno in direzione dell'areola in corrispondenza della zona occlusa, è attaccare il bambino al seno in modo che il suo mento si trovi sull'ingorgo, poichè con la suzione attuerà un movimento meccanico sulla zona occlusa, sbloccandola più rapidamente.
Quando l'occlusione del dotto non può essere agevolmente risolta adoperando una delle posizioni di cui sopra, la mamma può mettersi carponi, il bimbo supino a terra o sul lettone, eventualmente alzato verso la mamma grazie all'appoggio di un cuscino, quindi orientarsi in modo da trovarsi con la zona del seno ingorgata in corrispondenza del mento del bambino!

ALLATTARE IN FASCIA:

Il bimbo allattato in fascia gode sia dei benefici dell'allattamento materno che di  quelli del contatto e della vicinanza costante con la madre. Il seno è a disposizione e la mamma può sfruttare le braccia libere per esempio per giocare col fratellino o accompagnare la sorellina all'asilo... La fascia calma il bambino, lo rilassa e lo contiene, quindi può facilitare l'allattamento!

immagine tratta da mammacanguro.blogspot.com

E voi, quale posizione preferite?

Emanuela Rocca

giovedì 18 ottobre 2012

MOXIBUSTIONE PER IL RIVOLGIMENTO DEL FETO PODALICO


La moxa o moxibustione è un trattamento della medicina orientale che può essere utilizzato senza controindicazioni per scaldare il punto V67 (ovvero il punto 67 situato sul meridiano della vescica) per stimolare il feto a posizionarsi correttamente nell'utero materno in vista della nascita.

Il punto V67 si trova all’angolo esterno del quinto dito del piede e l'applicazione del calore mediante moxibustione può essere eseguita facilmente anche dal proprio partner a casa, dopo aver appreso la tecnica da persona qualificata.




Questo trattamento ha successo nel 70-90% dei casi e la maggior efficacia si riscontra fra la 32^ e la 37^ settimana di gravidanza, anche se alcuni medici lo consigliano anche nelle ultime tre settimane e addirittura fino al travaglio, poiché le dimensioni del feto non sembrano influenzare il rivolgimento spontaneo.




Il riscaldamento del punto V67 si esegue accendendo un sigaro di artemisia e applicando il calore non direttamente sulla cute ma alla distanza di un “tzun”o”cun”, che corrisponde all'incirca ad una falange e va eseguita per almeno quindici giorni e sospesa nel momento in cui si verifica il capovolgimento; in caso non avvenga va eseguita per altri 15 giorni poi sospesa.

La posizione da assumere per una migliore riuscita del trattamento è supina, con un cuscino sotto la testa e due o tre sotto le anche e fino alle ginocchia e l'utero deve essere libero da costrizioni (elastico dei pantaloni, delle mutande, dei collant).
L’applicazione del calore sul punto andrebbe fatta con un movimento della mano “a beccata di passero”: non appena la mamma avverte il calore bisogna allontanare leggermente il sigaro  e poi riavvicinarlo, oppure compiere dei leggerissimi circoli.
Il numero dei trattamenti è di uno al giorno con una stimolazione di un quarto d’ora per piede; e dopo il trattamento sarebbe opportuno tenere i piedi caldi.
"Viene anche consigliato (Manuela Emili, Dottore Osteopata) di camminare un po’, non bere bevande fredde fino al giorno successivo, non mangiare yogurt, non bere birra, vino e caffè, non fare lavori pesanti o esercizi ginnici eccessivi ed evitare se possibile i “sonnellini” diurni."


In aggiunta al trattamento con la moxa, può essere utile assumere una posizione in cui la polarità uterina risulti invertita: testa in basso e sedere in alto. 
Ci si può sistemare supine con diversi cuscini sotto il sedere e massaggiarsi la pancia in senso orario o antiorario, ma comunque sempre nello stesso verso, perché il bambino tenderà a girarsi nella direzione in cui è praticato il massaggio.
Qualora questa posizione risultasse scomoda e desse problemi a respirare, ci si può posizionare sulle ginocchia col sedere in alto e la testa in basso per una decina di minuti tutti i giorni.

Un altro trattamento molto utile per aiutare il bambino a posizionarsi correttamente è il massaggio col rebozo , uno scialle messicano, di cui parla in maniera approfondita la collega Violeta Benini.

Emanuela Rocca




martedì 16 ottobre 2012

MASSAGGIARE I BAMBINI

Il massaggio infantile fa bene ai piccoli che lo ricevono e agli adulti che li accudiscono.

E' una pratica molto antica e del tutto istintiva, infatti molti  mammiferi leccano i propri cuccioli fin dalla nascita e per molte ore al giorno, tenendoli stretti a se e sempre a contatto col proprio corpo.

immagine tratta da 123RF

Il leccare stimola le funzioni fisiologiche del cucciolo assicurandone la sopravvivenza, infatti i cuccioli che non vengono leccati dalla madre rimangono maggiormente esili e vulnerabili allo stress, tenderanno a combattersi tra loro e a propria volta trascurare o addirittura rifiutare i propri piccoli.

Gli esperimenti con le scimmie di Harlow (1958, 1959, 1962 e 1966) dimostrarono che per un cucciolo il contatto è più importante addirittura del cibo!

Il massaggio per un neonato è anzitutto STIMOLAZIONE!
Stimolazione della maturazione del Sistema Nervoso: il massaggio regolare accelera la mielinizzazione dei nervi (ovvero il completamento della guaina mielinica che riveste i nervi, proteggendo il sistema nervoso e accelerando la trasmissione degli impulsi nervosi al cervello e al corpo). E' stato dimostrato, infatti, come la rapida stimolazione delle cellule nervose possa essere la chiave dello sviluppo dell'intelligenza!
Stimolazione del Sistema Respiratorio, del Sistema Circolatorio, del Sistema Gastrointestinale e dello sviluppo neurologico.
Stimolazione sensoriale: il massaggio coinvolge praticamente tutti i sensi del neonato: tatto, olfatto, vista, udito e gusto...
Il neonato infatti osserva la madre mentre viene massaggiato (la madre sarà necessariamente a portata di sguardo del neonato ed egli potrà focalizzare lo sguardo sugli occhi materni, poichè viene attratto dalle forme tondeggianti e scure e a quella distanza riuscirà a mettere a fuoco le immagini), ne ascolta la voce che gli spiega il massaggio, canta o ripete delle filastrocche e ne percepisce l'odore, così famigliare per lui...




Il massaggio è RILASSAMENTO!
Il contatto e il tocco gentile, il contatto visivo con il volto familiare della madre o del padre e i battiti cardiaci sono tra i segnali più importanti per il neonato per riconoscere una situazione di benessere psicoemotivo e fisico che gli permetteranno di abbassare i livelli di stress.
Sotto stress la ghiandola pituitaria produce ACTH (ormone adrenocorticotropo), il cervello si allerta e si producono nuove terminazioni neuronali  per aumentare l'apprendimento e la memoria. Se lo stress continua in modo intenso, però, questi sistemi si chiudono impedendo apprendimento e memorizzazione.
Lo stress seguito da profondo rilassamento e soddisfazione è la condizione più salutare per l'essere umano in generale e, nello specifico, per i cuccioli di questa specie.



Il massaggio è SOLLIEVO!
Il neonato attraverso il massaggio e il tocco gentile da parte di chi si prende cura di lui, può trovare sollievo, ad esempio, dalle coliche addominali. Il massaggio, infatti, aiuta a rimuovere meccanicamente le bollicine d'aria intrappolate tra le anse intestinali, ne facilita l'espulsione, così come facilita lo scorrimento e l'espulsione delle feci dall'intestino e, se eseguito con regolarità, stimola la mielinizzazione delle fibre nervose dell'apparato intestinale, accelerandone la maturazione e quindi l'efficacia nell'espellere aria e feci.
Il massaggio può essere anche una forma di sollievo dal dolore alle gengive, da uno stato di tensione emotiva (che a volte magari verso sera specialmente impedisce al bambino di rilassarsi e prender sonno) o da uno stato di angoscia legato ad un raffreddamento o una difficoltà a respirare a causa del nasino chiuso...



Il massaggio è ATTACCAMENTO!
Secondo Kennel e Klaus (1982) il "bonding" (attaccamento) negli esseri umani è "la relazione unica tra due individui, specifica e perseverante nel tempo". Citano l'abbraccio, il bacio e lo sguardo prolungato come indici di un attaccamento in via di evoluzione. Negli esseri umani il bonding non è un evento, ma un processo in divenire, è interazione reciproca e ciascuna delle due parti ha un ruolo specifico nel facilitare tale processo.
Il massaggio è un ottimo facilitatore di questo divenire!!



Ci sono molti corsi dedicati all'insegnamento del massaggio infantile.

Ecco qualche consiglio per valutare quale scegliere:

-Rapporto di fiducia con chi lo insegna;
-Titolo e formazione di chi lo insegna;
-Accessibilità del luogo: vi consiglio di valutare che il posto dove si tiene il corso abbia un parcheggio vicino, accessibilità per carrozzine e passeggini, possibilità di cambiare e lavare i bambini, temperatura adeguata della stanza, igiene e pulizia;
-Numero dei componenti del gruppo;
-Numero degli incontri proposti;
-Familiarità e accoglienza dell'ambiente;
-Presenza di mamme conosciute precedentemente;
-Esperienze e racconti positivi di mamme che l'hanno frequentato in precedenza.



Il corso di massaggio infantile è anche un'occasione per confrontarsi con altre mamme e papà che vivono esperienze simili, con la possibilità di esprimere i propri dubbi, le "paure" che possono accompagnare la nuova esperienza di essere genitori e crescere prendendo consapevolezza delle proprie capacità di genitore attraverso il rafforzamento che viene dal gruppo!

 


E allora...perchè non provare?

Buon massaggio a tutti!

Emanuela Rocca


sabato 13 ottobre 2012

IL LATTE MATERNO: RIMEDIO NATURALE PER TUTTA LA FAMIGLIA






Il latte materno è veramente una risorsa preziosissima a 360° i cui benefici non derivano solamente dall' "assunzione" per via orale da parte del neonato che succhia al seno della madre, ma possono estendersi sotto "forme" a cui non avevate pensato e rivelarsi utili anche per noi adulti (magari in sostituzione dei farmaci!!!).

Andiamo con ordine e vediamo anzitutto quali sono i fattori immunologici presenti nel latte umano:

1. fattori antinfettivi 
2. fattori con attività antinfiammatoria 
3. fattori immunomodulatori 
4. cellule ( neutrofili, monociti/macrofagi, T e B linfociti) 


1. Fattori antinfettivi

Le Ig A secretorie rappresentano gli anticorpi più numerosi nel latte materno, agiscono a livello delle mucose

La loro principale  funzione è quella di  bloccare l’adesione dei microorganismi alle superfici epiteliali dell’intestino, dell’apparato respiratorio e di neutralizzare le loro tossine.  

Le Ig A secretorie sono specifiche contro i microrganismi dell’ambiente in cui il bambino vive, poichè vengono prodotte dalla madre nel corso della propria vita; in caso di contatto con nuovo germi la madre produce nel giro di 48 ore plasmacellule Ig A secernenti specifiche che passano nel latte. 
Le IgA secretorie hanno anche funzione antinfiammatoria inibendo la chemiotassi dei neutrofili
  
La lattoferrina è la proteina quantitativamente più rappresentata nel latte. 
Possiede attività batteriostatica poichè lega il ferro nell' intestinale sottraendolo ai batteri siderofilici; ha attività battericida (per proteolisi intestinale di una parte di essa), modula inoltre la risposta immune del bambino; ha inoltre attività antiinfiammatoria inattivando il complemento

Gli oligosaccaridi presenti nel latte sono più di 80 e rappresentano quantitativamente uno dei tre principali costituenti del latte; la loro attività antinfettiva è legata ad un meccanismo di competizione dovuto alla analogia  strutturale con recettori di membrana specifici per batteri o tossine batteriche a livello delle mucose delle vie urinarie, dell’apparato respiratorio e gastrointestinale. 

La lattoderina è una glicoproteina che inibisce la replicazione virale di tutti i ceppi di rotavirus.  

La mucina è una glicoproteina protettiva nei confronti  delle infezioni da E. Coli fimbriati 


2. Fattori antinfiammatori

L’attività protettiva del latte umano solitamente non è accompagnata da una risposta infiammatoria per due motivi: da un lato nell’assenza di sostanze infiammatorie ( fattori della coagulazione, alcuni fattori del complemento, Ig E, basofili ed eosinofili), e dall’altro nella presenza di fattori antinfiammatori ( Ig As, inibitori delle proteasi, enzimi, prostaglandine, citochine antinfiammatorie ecc.). 


3. Fattori immunomodulatori

Aumentano/ regolano lo sviluppo e la funzione di parti del sistema immunitario del bambino. 

Nucleotidi: stimolano l’attività anticorpale e NK,  la maturazione della mucosa intestinale e una più 
rapida “riparazione” dopo un processo infettivo. 

Citochine: hanno probabilmente un ruolo centrale nello sviluppo del sistema immunitario del 
lattante che da solo non è in grado di produrle. 

Prolattina: stimola la differenziazione e la maturazione dei linfociti T. 

Prostaglandine, lattoferrina anticorpi antiidiotipo ecc

 4. Cellule: 

Sia il colostro sia il latte maturo contengono elevate quantità di leucociti
Citochine, fattori del complemento e antigeni già elaborati per la presentazione al sistema immunitario neonatale, in modo che il lattante immunologicamente inesperto potrebbe beneficiare dell’esperienza materna..


(Tratto da: Regione Piemonte Progetto “Promozione e sostegno dell’allattamento al seno” 
A cura della dottoressa Maria Cristina Bessè)


Il latte umano, dal punto di vista immunologico, ha delle potenzialità che andrebbero maggiormente sfruttate, vediamo quali!
  • Ottimo COLLIRIO, che grazie alle sue proprietà antinfiammatorie e antibatteriche può rivelarsi utile nelle congiuntiviti e negli arrossamenti da freddo, reffreddamento o corpo estraneo...E' sufficiente stillare qualche goccia di latte direttamente nell'occhio all'occorrenza!
  • Ottimo rimedio contro l'OTITE, sempre grazie alle proprietà antibatteriche e antinfiammatorie..Anche in questo caso, si può far cadere qualche goccia di latte direttamente nell'orecchio più volte al giorno. E' possibile raccogliere qualche goccia di latte all'interno di un contagocce precedentemente lavato adeguatamente e stillare le gocce nell'occhio o nell'orecchio.
  • Ottima "soluzione" in caso di RAFFREDDORE e NASO CHIUSO, grazie alle sue proprietà decongestionanti: anzichè fare i lavaggi nasali con spray o soluzione fisiologica, si può usare il latte materno, provare per credere!
  • Utile in caso di FERITE grazie alle sue proprietà coagulanti e antinfiammatorie! Si può spruzzare direttamente sulla ferita, dove agisce localmente così come agisce sulle ragadi del seno!
  • Utile "MASSAGGIA GENGIVE" quando il bambino soffre di dolore alle gengive durante la dentizione: procuratevi uno "stampo" per ghiaccioli, quelli col bastoncino da inserire, riempitelo di latte materno e mettetelo a congelare. All'occorrenza può essere dato al bambino come "ghiacciolo al latte materno" che, oltre ad avere quel buon sapore al quale non saprà rinunciare, gli permetterà di massaggiarsi con qualcosa di fresco e genuino, anziche ciucciare un giocattolo di gomma refrigerato!!!
Chi conosce altri trucchetti per sfruttare le potenzialità e i benefici del latte materno come rimedio naturale per tutta la famiglia?

Emanuela Rocca

venerdì 12 ottobre 2012

ACQUATICITA' PER NEONATI: Quali benefici?

L'acquaticità neonatale è uno dei mezzi migliori che abbiamo a disposizione per stimolare il movimento del neonato, la sua presa di coscienza di se, dell'altro e dell'ambiente circostante.
Il neonato impara a conservare e mantenere il riflesso di apnea e sviluppa la muscolatura che gli consentirà di affrontare in maniera migliore e più fisiologica le tappe evolutive, l'apprendimento e lo sviluppo degli schemi motori di base.

Marcella con Ginevra

Ginevra

Filippo

Alessio

Marcella e Ginevra

Chiara e Gabriele

Quali sono gli obiettivi degli esercizi di acquaticità neonatale?

  • Abituare il neonato al contatto con l'acqua, cioè aiutarlo a ri-prendere confidenza con l'elemento che lo ha cullato 9 mesi;
  • Stimolare il fisiologico sviluppo di attenzione e coordinazione;
  • Stimolare lo sviluppo della percezione di se e degli altri;
  • Rinforzare il suo sistema immunitario;
  • Rinforzare il suo adattamento sensoriale;
  • Sviluppare in modo sano e forte cuore, polmoni e apparato muscolo-scheletrico;
  • Non perdere il riflesso di apnea;
  • Ritagliarsi un momento molto intimo e di condivisione col proprio bebè;
  • Divertirsi!!!!
Roberta e Lorenzo

Io col minore dei miei bambini, Francesco

Francesco

Io e Francesco


Durante un incontro di acquaticità, creiamo un vero e proprio "ritorno all'acqua" in cui il neonato può tornare a rivivere il contenimento e il calore dei suoi nove mesi acquatici nell'utero materno e può sperimentare il movimento innato grazie alla mano dei genitori, che lo guidano attraverso l'esplorazione dell'ambiente acquatico. I genitori, a loro volta, esplorano il proprio movimento nell'acqua sintonizzandosi con quello del figlio grazie alla pratica e all'ascolto.
La pratica acquatica è anche momento di comunicazione e apprendimento:  i genitori comunicano col proprio neonato attraverso il linguaggio sensoriale ed emotivo e lo conducono attraverso la scoperta di quelle leggi fisiche che condizionano il suo accrescimento e il movimento nell'acqua (legge di Archimede e forza di gravità). Leggi per noi adulti scontate, ma ancora tutte da scoprire per un neonato!

Anna

Diego con mamma e papà

Simona e Alessio

L'uomo prova un'istintiva paura dell'acqua che solitamente si manifesta intorno ai 3-5 anni d'età, infatti i bimbi che approcciano l'acqua a quest'età senza aver mai vissuto alcuna esperienza acquatica prima sono maggiormente svantaggiati e timorosi rispetto ai bambini che hanno praticato attività acquatiche sin dai primi mesi di vita.
Lo stesso discorso vale per la percezione dell'acqua sul viso e, in particolare, negli occhi. 
Un bimbo che impara fin dai primi mesi a immergere il viso e la testa in acqua, manterrà istintivamente quell'innata capacità che è il riflesso di apnea, un riflesso molto importante che si attiva quando l'acqua bagna i recettori intorno a bocca e naso del neonato grazie al quale non ispira sott'acqua e che si perde verso i 4-6 mesi di vita.
Più tempo si aspetta a ri-abituare il bambino a questo riflesso, maggiormente difficile e traumatico sarà!

video
L'immersione di Alessio


In acqua, infine, il neonato riesce ad esplorare l'ambiente circostante con maggior fluidità e libertà di movimento, muovendosi nelle 3 dimensioni più agilmente...un aiuto importantissimo che possiamo fornirgli per soddisfare la sua istintiva curiosità e voglia di scoprire il mondo!!

Emanuela Rocca

Bibliografia: 
"Subito in acqua-le coccole per il bimbo, il fitness per la mamma e il papà" di Riccardo Palumbo edizioni red!
"Nascere nell'acqua-Uno straordinario approccio all'acquaticità" di Erik Sidenbladh edizioni red!

giovedì 11 ottobre 2012

VACCINAZIONI INFANTILI: QUANTO VI SENTITE INFORMATI?


Come molti di voi sapranno, ho organizzato per gennaio la presentazione del libro "Bambini super-vaccinati" con l'autore, il Dott. Serravalle.

L'idea di questo incontro incentrato sulle vaccinazioni infantili, che presenta una tesi che si distacca dalla tesi comunemente assunta e promulgata dalla maggior parte dei pediatri, nasce dalla necessità, mia e di molti altri genitori come me, di INFORMARSI.
Mi è stato detto che questa non è informazione, poichè si sa già cosa verrà detto....ma anche quando  partecipiamo ad un incontro organizzato dai pediatri che sostengono la tesi delle vaccinazioni sappiamo già in partenza quale opinione verrà espressa in proposito...

Fare INFORMAZIONE vuol dire presentare tesi diverse sul medesimo argomento, che siano però supportate da studi e ricerche in merito, in modo da dare la possibilità alle persone di valutarle e crearsi una propria idea, in maniera critica.

Fin'ora, almeno qui a Genova, non era mai stato proposto un incontro con qualcuno che promuovesse un altro punto di vista sulle vaccinazioni se non quello classico comunemente accettato dalla maggior parte dei pediatri, perciò ho invitato il Dott. Serravalle...per sentire, per così dire, un'altra "campana"...

Io credo che i genitori non siano nè sciocchi nè stolti, ma perfettamente in grado di poter compiere una scelta consapevole dopo aver valutato sia la tesi di chi sostiene che quella di chi non sostiene le vaccinazioni. 
E' segno di apertura mentale e intelligenza approfondire un argomento e per farlo nella maniera appropriata occorre valutare sia una corrente di pensiero che l'altra, ascoltare le argomentazioni che adduce una parte e quelle addotte dall'altra parte.

Io personalmente non mi ritengo esperta dell'argomento, anzi, sono piuttosto confusa e curiosa.

Confusa perchè arrivano continamente messaggi anche diametralmente opposti, specialmente a proposito delle possibili complicanze di un vaccino, e curiosa perchè in quanto persona non esperta sento la necessità di approfondire questi messaggi così diversi per poter avere a disposizione tutto il materiale possibile per costruirmi un'idea.

Ora, la tesi di chi promuove le vaccinazioni la conosciamo tutti: quanti di noi si sono sentiti dire che "vaccinare è un dovere", "vaccinare è giusto", "vaccinare è morale" e che "chi non vaccina è un irresponsabile"? 
La tesi della controparte, invece, è sconosciuta ai più.

Il 12 gennaio il Dott.Serravalle illusterà un altro punto di vista e io invito tutti i genitori desiderosi di INFORMARSI a partecipare. 
Partecipare all'incontro NON vuol dire appoggiare la tesi del Dott.Serravalle, non vuol dire schierarsi. Vuol dire aprire la mente e ascoltare ciò che dirà. Semplicemente.
Nessuna ideologia di massa, nessuna "moda", nessuna "cattiva informazione"...non abbiate paura a partecipare. 
Nessuno vuole indottrinare nessuno!!

Se poi volessero partecipare anche dei pediatri, ne sarei molto felice.

Terminato l'incontro, chiunque sarà ovviamente libero di giudicare le informazioni ricevute come obsolete, scorrette o superate, ma almeno avrà aperto la mente e ascoltato un punto di vista diverso.


Riporto qui di seguito la discussione avvenuta tra me ed alcuni pediatri genovesi su facebook in seguito alla pubblicazione dell'incontro col Dott. Serravalle.

Una discussione che, non ve lo nego, mi ha parecchio scoraggiata e messa in difficoltà. Mi sono sentita messa in discussione sia come persona che come professionista, mi sono sentita dire che sono un'irresponsabile e che avrei dovuto disdire la sponsorizzazione del libro.

Una discussione che ho affrontato da sola e senza alcun appoggio da parte di nessuno e che mi ha dato la sensazione di essere stata messa a processo.

C'è stato un momento in cui ho pensato davvero di disdire l'incontro e lasciar perdere, ma sarebbe stato un atto di vigliaccheria perchè non stavo facendo nulla di male e perchè esiste quella libertà di espressione e di azione che vale per ciascun individuo, nel rispetto della libertà altrui che peraltro non stavo negando o schiacciando.

Anzi. Ritengo che dare la possibilità alle persone di informarsi anche su tesi non riconosciute dai più sia uno stimolo ad esercitare la propria libertà di pensiero ed azione!

Emanuela Rocca


Conversazione avvenuta su facebook nei giorni di martedì 9 e mercoledì 10 ottobre 2012 tra me ed alcuni pediatri, di cui non farò i nomi, a proposito dell'incontro col Dott. Serravalle il 12 gennaio 2013 a Genova:

Dott. F.
Ricevo la pubblicità di un libro scritto contro le vaccinazioni che verrà presentato alla Berio :-( a cui ho risposto così:
"Meglio il ritorno di malattie quasi scomparse o un pò di meningiti. State giocando con il fuoco. Ricordo solo che la scelta di vaccinare o meno deve essere presa dai genitori adeguatamente informati e che ognuno può scrivere un libro o diffondere notizie via Internet. Attendi alla disinformazione di massa e alla diffusione di messaggi generali, generalistici ove si fa di tutta l'erba un fascio. Come genitori ci sono tante cose e problemi da affrontare e tra questi i vaccini ma prima ancora la sicurezza in casa, in auto, città vivibili, mangiare sano e invece si fanno battagli sui massimi sistemi disinformando. Si combatte, giustamente anche, la presenza del mercurio nei vaccini (che non ne hanno più) e poi si mangia pesce che ne è pieno. Proviamo ad alzare la testa da queste prese di posizione: i bambini fanno male/fanno bene o sono contrario agli antibiotici, mi curo con le erbe, ecc. ecc. C'è medicina e medicina, ci sono vaccini raccomandati ecc. Intanto vedo gente che teme i vaccini e poi porta i bambini a respirar il traffico, gli dà cibo "spazzatura", non mette le cinture di sicurezza in auto o altro".
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Dott.ssa B.
 quando ci vuole ci vuole ....
 Dott.ssa  M.
 Informarsi costa, bisogna usare la testa, di conseguenza prendere una posizione e comportarsi coerentemente. Più facile sparare a zero per sentito dire....
Dott.ssa P.
ben detto
·                                 
Emanuela Rocca Ho organizzato io l'incontro col dott. Serravalle e vi spiego perchè. Nel mio lavoro sono a stretto contatto con i genitori, ormai da 9 anni, e purtroppo riscontro sempre più confusione da parte loro sull'argomento vaccinazioni. Non ricevono sufficienti informazioni dai loro medici di base, che spesso glissano l'argomento, si sentono in balia di ciò che viene detto e pubblicato e si sentono come tra due fuochi. Da una parte il proprio medico di base che chiude l'argomento facendoli sentire "strani" a voler far domande e approfondire, dall'altra i messaggi che vengono trasmessi dai media a proposito di controindicazioni ed effetti collaterali. E' ovvio che questi messaggi spaventano e i genitori si domandano perchè il proprio medico non discuta con loro anche questi argomenti. Io mi ritengo una persona piuttosto equilibrata, non incline alle ideologie o alle mode di massa e una persona desiderosa di approfondire gli argomenti che più mi stanno a cuore e che, credo, possano interessare altri genitori come me. Ho chiesto al dott. Serravalle di venire a parlare di vaccinazioni per avere un punto di vista, che non dovrà essere quello definitivo, solamente uno spunto e un punto di partenza per ulteriori approfondimenti. Il mio desiderio sarebbe quello che all'incontro partecipassero altri specialisti del settore, per favorire il confronto e fornire ulteriori spunti di riflessione ai genitori che parteciperanno....
Dott. Fi.
Sante parole A.!!!
Dott.Fi.
 per la sig.ra Rocca: vada in questo bloghttp://www.facebook.com/pages/VaccinarSI/148150648573922?fref=ts
Informazioni sulle vaccinazioni basate sull'evidenza scientifica
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Emanuela Rocca Sì ci sono stata e l'ho consigliato anche ai genitori che parteciperanno all'incontro!

Dott. F.
 Se si vuole chiarire si definisce da subito una strategia coinvolgendo i vari attori. Le opinioni in medicina conta poco/niente ma può fare un gran danno a chi emgari ha più bisogno. La medicina si basa su rapporto tra medico e famiglia e da parte del medico sulla documentazione scientifica certa, sicura, indipendente e fatta con studi fatti in modo adeguato (si ciama EBM Evidence Based Medicine che è l'insieme di studi inneccepibili associata alla esperienza del medico e alla unicità e particolarità della persona). Io faccio il pediatra e creco di parlare con medici e non solo pediatri e con altre categorie sanitarie ma MAI mi sono permesso di cercare di ovviare a mie presunte o vere carenze di un'altra categoria. Ogni categoria poi presenta professionisti più o meno disponi bili, più o meno preparati. Penso che anche tra le ostetriche, come tra i medici di base ci possano essere delle criticità. Se così non fosse me ne compiaccio. In sintesi quando si vuoe organizzare qualcosa si stabilisce la strategia. Io leggo di una presentazione di un libro scritto da uno che ha le sue opinioni, opinioni che sono delle opinioni, NON EBM nè un convegno può sostituire un rapporto corretto con le famiglie , tra colleghi e tra diverse professionalità
·                                 Emanuela Rocca Ho capito e condivido. Anche tra ostetriche abbiamo delle criticità, e parecchie, purtroppo. Io ho letto il libro e ciò che ho letto viene supportato da molta biografia e vengono citate molte fonti, non mi paiono esclusivamente opinioni, anche se ovviamente traspare senza ombra di dubbio il pensiero dell'autore. Da genitore e, soprattutto, da NON pediatra (scusate il termine), vedendo che tali tesi sono supportate da fonti e ricerche mi sorge la necessità di approfondire. Effettivamente gli argomenti sono molto "forti" e io voglio capire perchè il dott.Serravalle dice quel che dice, voglio porre le giuste domande per capire quanto di quel che è scritto sono mere opinioni e quanto non lo sono...non ho organizzato l'incontro per pendere dalle sue labbra, nè per prendere come oro colato ciò che ha scritto, anzi, voglio affrontare l'incontro con occhio critico e dare la possibilità a chi parteciperà di fare altrettanto.
·                                 
Emanuela Rocca L'incontro NON vuole sostituire il rapporto corretto con le famiglie, nemmeno quello tra colleghi...ripeto, vuole solo essere uno spunto e un punto di partenza per informarsi in maniera critica.

Dott. Fi.
 Mi scusi Sig.ra Rocca ma non ho capito "lo spunto" per cosa?
·                                 
Emanuela Rocca Uno spunto per fare domande, approfondire le argomentazioni dell'autore in maniera critica...

Dott. F.
Ma non è informazione corretta per chi partecipa. E chi organizza se ne assume la responsabilità. poi se uno ha del tempo che non sa come impiegare posso fare un elenco di cose più utili. Nè si può fare informazione partecipando a convegni ove si sa cosa dirà l'invitato. Direi che ne abbiamo parlato abbastanza. Di spunti ne abbiamo abbastanza e dobbiamo anche scegliere delle priorità formative e di comunicazione. Domenica diffonderemo una cosa utile anche più dei vaccini: la manovra di disostruzione delle vie respiratorie da corpo estraneo. Trovate la locandina sul(…). Questa è una manovra che TUTTI debbono saper fare (anche se magari qualcuno troverà l'ideologia che anche quella fa male come i vaccini?? :-). Rinnovo l'invito al dialogo col proprio pediatra e concludo, da parte mia, con il vecchio detto "dimmi con chi vai e ti dirò chi sei".
Dott. Fi.
MI scusi Sig.ra Rocca ma Lei dall'autore cosa si apsetta? che spunti di discussione si aspetta? Poi la discussione è discussione se c'è dibattito non con il pubblico ma con qualcuno che la pensa al contrario ... se no è un monologo (anzi spesso diventa un indottrinamento ... per esperienza personale per aver vissuto alcuni di questi incontri, NON con il collega che non consoco ma con altri)

Dott. Fis.
Purtroppo la storia , caro dottor F., è sempre la stessa: chi ha pane non ha denti e viceversa. Credo che mettere in discussione l'unica vera forma di prevenzione primaria , ovvero le vaccinazioni, sia un problema della nostra società ormai giunta alla decomposizione culturale. Non si nega la libertà di parola a nessuno , ma credo che permettere che un genitore , pur ben informato, non faccia usufruire al suo bambino di una vaccinazione, facendogli di fatto rischiare la malattia, sia un delitto inammissibile perchè evitabile. O forse speriamo in una recrudescenza di difterite, tetano e poliomielite tanto per dare un po' di lavoro ai pediatri e , soprattutto, un po' di sofferenza ai pupi?
·                                 
Emanuela Rocca Gentile dott.F., posso capire che abbiate delle criticita' tra colleghi, ma non mi pare giusto sottopormi a questo processo quando le ho spiegato in toni molto educati il motivo che mi ha spinta ad organizzare l'incontro e che vuol essere solamente un'occasione per i genitori per ascoltare una "campana" diversa da quella classica potendo usufruire di qualcuno che ponesse le domande giuste per stimolare un dibattito e affrontare l'argomento in modo critico. Ovvio che mi assumo la responsabilita' dell'incontro e cogliero' l'occasione proprio per stimolare il dibattito. Ho gia' detto che lo scopo e' questo. Mi sarebbe piaciuto avere qualcuno di voi in questo ruolo, ma mi preparero' a dovere chiedendo a qualche vostro collega disposto a collaborare. Faccio presente che i genitori che hanno mostrato il proprio interesse verso questo incontro sono genitori di bimbi vaccinati e io stessa ho vaccinato i miei tre figli. Proprio alla luce delle criticita' tra colleghi rinnovo l'invito a partecipare all'incontro, che peraltro proprio per volere della biblioteca sara' moderato da me e non condotto in maniera esclusiva dal dott.Serravalle. Ottimo argomento la disostruzione delle vie aeree, al mio corso di accompagnamento alla nascita un incontro viene dedicato a quello e curato da una vostra collega. Distinti saluti, Emanuela Rocca
Martedì alle 18.27 tramite cellulare · Mi pi
Dott. F.
 Ho parlato di criticità anche di altre categorie e su questo stavo lavorando per fare una unione tra collegi e ordini professionali (tra cui quello delle ostetriche), Nessuna categoria è esente da criticità.
Dott. F.
 Inoltre l'allenza con le famiglie è fondamentale e esistono le società scientifiche se si vuole informare correttamente.Martedì alle 19.11 · Mi piace

Dott. C.
Scusa A. , ma mi costringi a riaprire un discorso doloroso. Quando un giudice a Rimini dice che un autistico è tale per colpa del vaccino è perchè un perito lo ha convinto di tutto questo. E' un clamoroso falso scientifico...qualcuno ha chiesto ragione a questo perito????? Dobbiamo essere noi per primi a rivendicare la dignità di esperti sbugiardando gli ipocriti. Se non lo facciamo ......

Dott. C.
In quel caso le Società scientifiche presero posizione , ma il perito bugiardo è stato sanzionato in qualche modo????

Dott. T.
Sono molto triste di fronte al fatto che passano gli anni ma a far notizia e a vendere libri siano sempre gli "alternativi".....quelli che appoggiando tesi ormai da tempo del tutto sconfessate dalla letteratura scientifica seria continuano ad accusare i vaccini di ogni nefandezza. Non serve aver passato alcuni anni orsono alcune settimane a scriverne (A., ti prego di postare il link dei due articoli che avevo pubblicato proprio a scopo divulgativo sulla rivista del gaslini, so che sono sul tuo sito), non serve averne parlato in più sedi....alla fine chi si invita in sedi "colte"? l'immunologo? lo specialista in malattie infettive? A. F. che di vaccini da sempre si occupa? macchè.......troppo ovvio? Che tristezza.
D      Dott. Fi.
        Gent.ma Sig.ra Rocca, lungi da TUTTI noi dal volerla sottoporre ad un processo (ma perchè mai? e soprattutto ... proprio noi?); la nostra conversazione verte  pr     proprio su quanto scrive e cioè "un occasione per i genitori per ascoltare una campana diversa". Noi non abbiamo ciriticità fra colleghi su questo argomento.       T      Tutto  il mondo scientifico di tutto il mondo dichiara apertamente che sui vaccini non ci sono "campane diverse" da ascoltare. Tutto qui! mica è un processo con  nt     tro di le! ... e ci mancherebbe!!!

Dott. Fi.
A N. C. dico che la situazione è ancora piu' tragicomica di quanto l'hai descritta tu. Lì il perito non "ci azzecca" niente!!! Altrove sono le colpe ...

Sig. A.
 Non ho mai capito perchè questi neo-primitivi non si pongano il quesito a proposito del fatto che è per merito dei miei figli vaccinati che si possono permettere di non vaccinare i loro figli,viviamo in un paese dove il raglio d'asino vale di più della parola di persone che hanno passato la vita a studiare, e poi vuoi mettere essere bulicci con il culo degli altri!!!!!!Mi sono rotto di essere politicamente corretto,sti pseudoscieziati del nulla devono portare all' onore del mondo prove scientifiche serie e non baggianate scritte da rubagalline
16 ore fa · Mi piace · 1
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Emanuela Rocca Caro A., parole grosse! Non credo che nessuno possa permettersi di dare a dei genitori che scelgono di non vaccinare i propri figli dei "primitivi" , nessuno puo' permettersi di giudicarli, ma chi si crede di essere? L'Onnipotente in persona? Moderiamo i termini e non offendiamo. Anziche' tirare in ballo gli omosessuali (so che e' un modo di dire, ma e' decisamente inopportuno e offensivo, specialmente postato qui dove vi leggono molti genitori).
16 ore fa tramite cellulare · Mi piace
·                                 
Emanuela Rocca Dicevo, anziche' tirare in ballo gli omosessuali, creiamo un confronto costruttivo e utile, perche' questa e' polemica fine a se stessa.
16 ore fa tramite cellulare · Mi piace

Dott. T.
Cara signora Rocca.....ho personale esperienza di lunga data (e non sono il solo) che chi è contro le vaccinazioni e pretende di narrarne i supposti danni (storia vecchia, nel caso non lo sapesse) il confronto costruttivo non solo non lo cerca ma proprio lo rifiuta. Preferisce fare proseliti........magari lamentando un presunto ostracismo da parte del mondo scientifico o complotti più o meno oscuri orchestrati dalle multinazionali del farmaco. Molto meglio accettare inviti come il suo.......molto meglio non avere un contradittorio preparato.......e se per caso ci fosse.....molto meglio che nell'auditorio ci siano persone che già condividono le sue tesi...... non starò a ripetermi in questa sede: se interessa le allego il link ad un articolo che scrissi alcuni anni orsono per la rivista dell'Istituto Gaslini proprio sul tema......come detto cose già viste..... http://www.apel-pediatri.it/Materiale/Vaccini/antivaccinatori/tripodi%20rivista%20gaslini%202005.pdf
D      Dott. T.
·                                 
Emanuela Rocca La ringrazio dott.T., lo leggero' sicuramente. Ho parlato giusto oggi col dott. Serravalle, che si dice disposto ad un confronto con un contraddittorio preparato qualora questi volesse partecipare all'incontro di gennaio, cosa che spero accada.
14 ore fa tramite cellulare · Mi piace

Dott. F.
 Cara Emanuela. Se posso permettermi epoi provo a non rispondere più: non ci può essere un contradditorio. lei ha invitato una persona che illustra il suo libro. farà proseliti probabilmente e intervenire non ha senso e personalmente ho altro da fare , e se mi avanza tempo, lo dedicherò a chi ha bisogno sia singolarmente o farò come faccio volontariato , coem faccio nel quotidiano. Lei invita per fare solo un esempio un delfino e chiede ad una colomba di confrontarsi. Lasci perdere. Si goda il suo Serravalle e creda di aver fatto del bene all'informazione
14 ore fa · Mi piace · 1

Sig.ra B.
Mi inserisco come mamma... purtroppo è proprio cosi, invitare il dott Serravalle a un incontro di mamme significa proporre quello ceh lui dice come l'unico punto di vista. O si organizza un confronto (non Serravalle che illustra il suo libro e qualcun altr che lo contraddice, ma una specie di TAVOLA ROTONDA SUI VACCINI: intervengono varie persone, pediatra, esperto di vaccini, dott... dott... immunologo... epidemiologo.... etc etc... e anche Searravalle) oppure si invita una persona ad esporre il suo parere. Purtroppo per esporre materia scientifica ci vuole bibliografia scientifica e prove scientfiiche, non opinioni ormai smentite, studi falsati, miti duri a morire, e paure di mercurio e autismo e cose simili.... Il problema è che i fanno molti più proseliti con la paura e l'allarmismo che con l'evidenza scientifica: un vaccino è servito ad eliminare... migliaia, milioni non so di morti MA c'è uan bassissima probabilità di reazione avversa in soggetti predisposti, immunodepressi etc...
Sig.ra B. ... e se mio figlio fosse proprio quel caso? meglio conmfidare nell'immunità del gregge. Nessuna mamma però va ad ascoltare il medico tal dei tali che dice semplicemente che le linee guida sui vaccini sono quelle corrette da seguire etc etc etc... Però come mamma a cui piace l'informazione scientifca apprezzerei molto una tavola rotonda come dicevo. Non a sostituire questo incontro, ma come evento diverso occasione di spiegazione.

Dott.ssa D.
 Gentile Signora Rocca. "Informare le famiglie" su argomenti riguardanti la salute del l'intera comunità,attraverso la presentazione di un libro di un qualsivoglia autore che esprime personali opinioni, utilizzando la Civica Biblioteca Berio, temo sia un gesto irresponsabile. Non è la presentazione di una storia romantica, nè di un triller e neppure di un saggio d'arte!!!! Si ponga il problema della responsabilità verso la collettività e non dimentichi che solo 50 anni fa i bambini i che zoppicavano per la polio erano molti, la mortalità infantile molto elevata....ma di questo lascio la parola al Dott. F.
14 ore fa · Mi piace · 1
·                                 Emanuela Rocca Beh, anche ai passati incontri organizzati al Gaslini si sapeva gia' quale sarebbe stato il punto di vista che sarebbe stato espresso e non e' stato invitato nessuno che sostenesse tesi contrarie, pertanto trovo che effettivamente una tavola rotonda come dici tu, Valeria, potrebbe effettivamente essere molto utile.
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Dott.ssa C.
penso che vedere persone,fortunatamente non più giovanissime, affette da Poliomielite o sentire parlare ultra ottantenni della perdita dei loro figli per malattie non coperte da vaccini dovrebbe bastare per evitare tanti discorsi..........perchè non fate invece una "TAVOLA ROTONDA SUI VACCINI" con queste persone sfortunate e il dott.Serravalle ????? e poi quanti bambini sono morti perchè senza vaccino e a quanti a causare la morte è stato il vaccino stesso????

Dott. F.
 Solo un consiglio. Disdica la sponsorizzazione del libro e ricominciamo. Alla tavola rotonda si invitano persone che hanno un certo peso. Se vuole fare spettacolo o talk show è un altro discorso ma, la prego, non ci tedi più con con questa cosa.

Dott.ssa C.
ah! dimenticavo, al dott.Serravalle gli conviene vaccinarsi contro la TAVOLA ROTONDA perchè ne dubito che ne uscirebbe vivo :-)
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Emanuela Rocca Cara Dott.ssa C. la sua mi sembra una "sentenza" un tantino esagerata. Non sono sotto processo eppure e' cosi' che mi sento in questo frangente. Qualcuno di voi ha almeno letto il libro in questione? Beh, io l'ho letto e non mi pare che cio' che ho letto fossero opinioni, anche perche' viene fornita una ricca bibliografia. Come me molti genitori, da qui e' nata l'idea di invitare l'autore, per potergli porre le domande che sono sorte leggendo il libro e i nostri dubbi. Non pensiamo che le persone siano stupide pecore. Sanno leggere e valutare con occhio critico cio' che leggono. Chi non e' interessato ad ascoltare una campana diversa semplicemente non partecipi. Ma addirittura darmi dell'irresponsabile mi sembra che si stia decisamente esagerando.
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·                                 Dott. F.
       Sono dei professionisti della bibliografia. In ogni lavoro serio si parla di danni e loro lo mettono in bibliografia inipendentemente dalla causalitá tra danno e vac  cc    cino. Diciamo chiaramente che non é una campana diversa ma ben peggio. Il dialogo e i contradditori scientifici sono arricchenti se sono basati su dati scientifici e     e su onestá intellettuale e morale. Irresponabile é pesante? Certo che organizzare e diffondere vuole dire assumersi anche una certa responsabilitá.
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Dott. T.
....un contradittorio preparato? Lui viene invitato a presentare le sue tesi (su cui preferisco sorvolare.....è meglio: le dico solo che sono uno stantio elenco di vecchi luoghi comuni degli antivaccinatori, neppure rielaborati) e qualcuno dovrebbe accettare di concordare le domande del contradittorio? Non mi è chiaro se devo prenderla come una ingenuità o una presa per i fondelli......mi scusi la franchezza. Ha ragione A., si tenga stretta la sua convinzione di fare informazione, approfondisca pure dove preferisce le sue conoscenze sull'argomento......siti come "il bambino naturale" sono notoriamente gestiti da famosi immunologi ed esperti del settore) francamente sono stufo di vedere scritte e dette sempre le stesse sciocchezze. Per la signora Valeria Braccini:abbiamo fatto qualcosa di simile.....quanto segue lo prenda come un piccolo sfogo: al seguente indirizzo: http://www.apel-pediatri.it/antivaccini.htm troverà le presentazioni di un convegno divulgativo che con fatica avevo personalmente organizzato il 25 settembre del 2004 ai magazzini del cotone, ampiamente pubblicizzato (scuole, istituzioni, volantini presso pediatri e strutture sanitarie ecc.) e specificamente rivolto a non specialisti. Come potrà vedere parteciparono colleghi specialisti nelle varie aree mediche di pertinenza e credo ancora oggi che fu un buon convegno per diffondere cultura sull'argomento vaccini. L'unico problema fu che quasi parlammo tra di noi.....credo che di non specialisti non ce ne fossero più di una trentina (se ben ricordo, Alberto correggimi se sbaglio)......probabilmente ce ne saranno di più alla Berio a gennaio ;-)

Vaccini: Corso del 25 settembre 2004 diretto ai genitori organizzato da Meds cHild in collaborazione con la pediatria ligure
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Emanuela Rocca Grazie per i vostri consigli, vedro' il da farsi. Nel frattempo non vi tediero' piu'.
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·                                 Sig.ra B.
G     Grazie mille andrò a leggere. Purtroppo all'epoca non ero ancora mamma e quindi decisamente non interessata all'argomento. Quando nacque mia figlia nel  
       2007 avevo sentito parlare di fammi da vaccini autismo etc da varie persone.ne rimasi spaventata.provai ad effettuare delle ricerche in rete e presto trovai che la     la correlazione con l'autismo era un falso, smentito etc etc etc.non ci misi molto, ma feci una ricerca INDIPENDENTE cioè non basandomi su qualcuno che di  cc     ceva qualcosa e così via. Forse sono facilitata dal fatto di avere una formazione scientifica, di essere una ricercatrice e di pubblicare e leggere su riviste scienti  ie     fiche. Quindi mi viene facile capire la fonte. Però non sono né medico né vagamente del mestiere. Certo il libro di cui si parla è pieno di bibliografia, ma quale bi     bibliografia? Non è che se chiunque scrive qualunque cosa poi si possa citare come referenza. Dove è stavo scritto, e che l'ha referato? E lo studio come è sta   st     to condotto? Comunque, la tavola rotonda sarebbe tanta manna per tanti genitori alla ricerca di info e facili al fascino di un libro come quello in questione - chis hi    sà perché, forse perché cavalca le loro paure. Però come si possa organizzare... Non lo so.
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Dott. T.
Per quanto mi riguarda lei può organizzare ciò che vuole, non sono certamente io a dire cosa fare o non fare......quello che posso dirle con grande onestà......faccia molta attenzione alle fonti e alle persone da cui attinge i dati.....a cosa viene raccontato e (almeno in alcuni casi, certamente) a chi ci marcia, magari approfittandosi della buona fede di chi ha avuto la disgrazia di un figlio disabile (la storia della falsa associazione tra autismo e vaccino anti-morbillo è stata da alcuni ben sfruttata, anche economicamente......e questo mi fa veramente ribrezzo).
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